Lucky Luke contro Pinkerton

Lucky Luke contro Pinkerton

Far West, 1861. L’avvocato Abraham Abramo Lincoln è il sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. I sudisti ce l’hanno subito a morte con lui. Si è appena insediato e deve sfuggire a un attentato a Baltimora. Lo aiuta a salvarsi Allan Pinkerton, fondatore dell’omonima celeberrima agenzia investigativa di Chicago. Pinkerton sostiene che il leggendario eroe Lucky Luke, senza macchia e senza paura, usava metodi ormai sorpassati nella lotta contro il crimine. Sono ormai i suoi tempestivi agenti ad arrestare i fratelli Dalton e poi una banda di falsari con le banconote fasulle. Sfruttano la nuova era delle comunicazioni e delle tecnologie (schedature, spionaggio, indagini scientifiche), nuove politiche e parole d’ordine (carcerazione preventiva, diffamazione, tolleranza zero). Il cowboy solitario subisce vari colpi alla credibilità e all’immagine, rischia il linciaggio, ormai si atteggia a pensionato. Le prigioni vengono sommerse di tantissimi nuovi detenuti senza il suo contributo: inchieste e delazioni abusive, prove sommarie, poteri di sicurezza concentrati e segreti, processi lampo, molti errori. E gli stessi Dalton protestano per l’arrivo in carcere del ministro della giustizia, rimpiangono Luke, beneficiano addirittura di un condono per sovraffollamento e sconto di pena, odiano Pinkerton, ricominciano a rapinare. Bisogna reagire!

Le prime avventure di Lucky Luke apparvero nel 1947, creatore il belga francofono Morris, pseudonimo di Maurice de Bévère (1923 - 2001), per una saga giunta a quasi 90 volumi. Il protagonista è indimenticabile e indimenticato: l’uomo che sparava più veloce della sua ombra. Dice la scheda: “originario del Texas, ha contribuito all’arresto di Cards Devon, Doc Dokey, Joss Jamon …” e molti altri. Il principale sceneggiatore fu René Goscinny, noto poi anche per Asterix con Albert Uderzo. In onore di Morris, due grandi scrittori francesi, anche discendenti di italiani, Daniel Pennac e Tonino Benacquista hanno benissimo sceneggiato qualche anno fa una nuova avventura disegnata da Achdé, allievo di Uderzo. Si sono divertiti immaginando una sensata rivalità con il furbo arrivista destrorso inventore della moderna investigazione burocratica. I personaggi ci sono tutti, dagli animali (l’arzillo cavallo dell’eroe Jolly Jumper e lo stupido cane poliziotto Rantanplan) ai tanti comprimari reali di varie epiche epoche e scorribande western o noir: non solo Lincoln e Pinkerton, anche Eliot Ness, Buffalo Bill, Davy Crockett, Billy the Kid, Jim Thomson, Mac Carthy. Ne vien fuori uno scoppiettante colorato testo con continui rimandi e battute, rispettoso dell’originale, documentato nei riferimenti storici, attento ai temi del (nostro) presente.



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