Lumberjanes - Guardatevi dal sacro micio

Lumberjanes - Guardatevi dal sacro micio

Campo scout per “tipe dure” del Tortino di cardo di Miss Quinzella Thiskwin Penniquiqul. April e Jo vengono svegliate da strani rumori e dall’apparizione di una nonnetta-orso super stramba che le spinge a inoltrarsi nel bosco in piena notte, e chissenefrega di quella bacchettona della supervisora Jen, le prendesse pure un coccolone. Mal, Molly e la Ripley, da brave compagne di stanza scavezzacollo, le seguono e salvano dall’attacco di un branco di volpi con tre occhi e un messaggio da recapitare: “Guardatevi dal sacro micio...”. L’estate estrema che le cinque erano determinate a trascorrere lontano dai genitori che le vogliono “signorine a modo” è servita: gingilli scintillanti, rafting con mostri fluviali, tunnel sotterranei e statue viventi, ragazzini zombie e yeti sociopatici appena fuori dalle loro baite...

Il piacere nel leggere le trame di Noelle Stevenson e Grace Ellis, per uno che poi deve criticare, dico, sta tutto nel vedere soddisfatti obiettivi etico-artistici e di marketing senza forzature. Mi spiego: date un occhio a un paio di foto delle autrici e poi studiate i caratteri, le geometrie e le sfumature delle cinque protagoniste. Con buona pace della profondità di giudizio, in un attimo di capisce quanto le due siano in sintonia con la poetica di fondo del fumetto, ovvero essere un divertimento per ragazzine, sì, ma ragazzine che spaccano. E le ragazzine che spaccano, almeno a una certa età, sono le preferite dei ragazzini-che-leggono-i-giornaletti, a cui Lumberjanes si rivolge in egual misura. Una strategia commerciale a prova di bomba – e infatti Lumberjanes è anche Premio Eisner 2015 come Miglior nuova serie e Miglior serie per teenager – ma sostenuta da un prodotto genuino nei risultati. In più April & co. sono un trionfo di diversità caratteriale – ritratto variopinto e iper-moderno di preadolescenti che potreste incontrare per strada – e quindi modello che ispira e si ispira alla realtà, mettendo in primo piano valori importanti come l’amicizia e il supporto reciproco. Guardatevi dal sacro micio è un’intro spassosa, in cui Stevenson e Ellis disseminano indizi sulle altre follie che potrebbero capitare nei numeri a seguire, aiutate da disegni solo in apparenza confusionari. Le linee estemporanee, le espressioni esagerate, gli sfondi ingarbugliati di Brooke Allen, featuring i colori saturi di Maarta Lahio, potenziano quel mood da bimbette strafatte-di-entusiasmo che pervade ogni singola tavola. Un’euforia da scuole medie, quando ogni oggetto nasconde un segreto e qualunque sguardo l’amore della vita. Con Lumberjanes, la nona arte si tinge di... rosso, quello delle sbucciature al ginocchio di avventure rocambolesche. Pensavate scrivessi “rosa”? Poveri illusi.



 

 

 

 
 
 
 

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