Macerie prime

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Sul treno. Il record è 143. Cioè non passano mai più di 143 secondi prima che lo smartphone di Zerocalcare non suoni o non arrivi la notifica di una mail, un sms, un messaggio whattsapp, messenger, facebook, skype, twitter o quello che è con una richiesta. Pling! Il centro sociale di Sant’Armando sul Groppone che sta sotto sgombero chiede di partecipare ad un’iniziativa. Pling!! A Monteinculo Scalo una spietata multinazionale dei pinoli ha deciso di comprare tutte le pigne dei giardinetti delle quali si nutrono i rari bustopoidi pelosi molisani, si potrebbe dedicare una tavola a questo scempio? Negli ultimi mesi il disegnatore si è speso senza mai dire no: ha realizzato tavole, loghi, foto coi cartelli, videomessaggi “per seicento cause diverse, ognuna delle quali ha inferto un duro colpo alla sua dignità”. A ogni sì che dice gli pare “che gli infilino un chiodo in gola”. È stremato e ha una gran voglia di dire no a tutti, ma la sua coscienza – in forma di armadillo – lo avverte disperata: “Attento a come rispondi! Certo che se vai non cambia un cazzo e che ne hai fatte mille. Ma lo sai che significa se non vai a UNA?”. Già, che significa? Si attiva il Tribunale della Santa Inquisizione degli affari interni alla sua coscienza, che lo accusa di tradimento. E allora, come sempre, Zerocalcare cede. Dice sì a quelli di Sant’Armando sul Groppone e dice sì a quelli di Monteinculo Scalo. E prova la solita sensazione strana. “Da un lato sollievo. Ti senti in pace con la coscienza. Certo, il prezzo è un altro chiodo che ti si infila in gola”. Passano altri 138 secondi (il record resiste!) e arriva un’altra chiamata: stavolta la presenza di Zerocalcare è richiesta per una “importantissima iniziativa di solidarietà col popolo curdo a Stocazzago sull’Adda”: sarà presente al dibattito anche un onorevole. Nella testa del disegnatore suona una sirena di allarme rosso. Le sue collaborazioni professionali sono regolate infatti da tre paletti inderogabili: 1) No nazi; 2) No guardie; 3) No roba elettorale. L’organizzatore però lo rassicura: il politico se ne starà buono buono senza fare campagna elettorale, poi lui in fondo ha fatto un libro sui curdi no? E ora quindi ha una responsabilità. Ed ecco il solito assalto della coscienza: “Che è, i curdi sono cool solo quando servono a te? Comodo, così…”. Poi entra in scena l’inquisitore e Zerocalcare si affretta ad accettare, chiedendosi angosciato “Quanti chiodi riesci a infilarti in gola (…), al ritmo medio di uno ogni 130 secondi?”. Intanto il treno è arrivato a destinazione, il disegnatore scende. Ad accoglierlo fuori dalla piccola stazione c’è il suo amico Cinghiale. Domani si sposa…

Prima parte di una graphic novel che si preannuncia una tappa molto importante nel percorso artistico di Zerocalcare. È una storia esistenziale e generazionale, quella che si nasconde dietro al titolo rivelatore di Macerie prime (l’assonanza è ovviamente con le materie prime, gli elementi fondanti di un oggetto o di una persona, solo che qui – si suggerisce – alla base non c’è un elemento solido, ma qualcosa di fragile e franoso/franato in partenza). Il matrimonio di un amico d’infanzia è l’occasione, come spesso accade, per un gruppo di amici in passato molto uniti ma “piegati” dalla vita, per ritrovarsi. Certe dinamiche sono cambiate, certe sono rimaste uguali, i “non detto” vengono a galla, nuove tensioni si sommano a vecchi rancori quando si decide di collaborare tutti insieme – ancora una volta come tanti anni fa – ad un’impresa, a un sogno. In questo caso è la partecipazione ad un bando europeo per l’assegnazione di fondi per progetti nelle scuole. Zerocalcare, che già è terribilmente stressato da infiniti “richiedenti accollo” e in fondo se ne frega di questo bando perché lavora, fa i libri coi pupazzetti e si è pure comprato casa, si trova incastrato nel progetto perché non può certo negare il suo aiuto (soprattutto come “nome da spendere”) a dei vecchi amici in difficoltà: Cinghiale si sposa e aspetta un figlio ed è appena stato licenziato, Sarah vuole cambiare lavoro a tutti i costi e finalmente farne uno ben pagato e consono alla sua preparazione, Katja vuole metter su casa con Deprecabile e spingerlo a “prendersi le sue responsabilità” e ad avere un bambino, Giuliacometti cerca un riscatto dopo il suo crollo nella sfiga e nell’anonimato, Secco… Ecco, anche Secco in realtà – che pure in apparenza è il più assurdo dei suoi amici, interessato solo a giocare a poker online e a “fare a pizze” – non ha tutta questa urgenza del bando, perché ha clamorosamente trovato un posto da insegnante, però spinge pure lui perché la cosa vada in porto. Anche a questa come a tante, troppe cose Zerocalcare dice sì, ma poi la mette in un angolino della testa (tanto passeranno sei mesi prima che si sappia se il progetto è andato bene) e torna alla sua routine di lavoro e iniziative, rimanendo coinvolto in una presentazione a Stocazzago sull’Adda che può rappresentare per lui un vero disastro di immagine. Non c’è solo la dinamica narrativa à la il grande freddo nella prima parte di questo Macerie prime: il fumettista romano parla molto di sé, della sua interiorità, delle sue angosce e idiosincrasie. E questo percorso interiore diventa una storia nella storia, un plot parallelo tutto metaforico ambientato in una sorta di futuro postapocalittico in cui un oscuro personaggio sembra preparare il conto per i protagonisti della storia che si svolge nella vita reale, un conto che immaginiamo sarà presentato nel finale della storia. Nota per collezionisti: della prima tiratura di questo libro esistono una versione con copertina “variant” in 5000 esemplari numerati e una con copertina “speciale” riservata alle fumetterie in 1500 esemplari numerati.



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