Next Men

Next Men
In una istallazione militare segreta nel deserto statunitense ufficialmente dedicata alla ricerca scientifica in agricoltura, l'ambizioso senatore Aldous Hilltop e un team di scienziati senza scrupoli guidato dal dottor Jorgie Bremmer stanno portando avanti da anni un esperimento controverso. Per creare una razza di supersoldati – nome in codice Next Men - selezionano giovanissime ragazze madri, modificano geneticamente i feti e fanno crescere i bambini in una sorta di animazione sospesa affinché i loro poteri 'maturino': decine e decine di cavie umane sono morte durante l'esperimento, e anche i cinque ragazzi attualmente attaccati alle macchine sono destinati alla soppressione, perché Hilltop e Bremmer sono in attesa di un'ispezione governativa e non vogliono correre rischi. Intanto Nathan, Jasmine, Jack, Bethany e Danny, ignari del pericolo che incombe su di loro e delle loro origini, vivono in una idilliaca realtà virtuale, una sorta di comune nella quale vengono istruiti e addestrati, giocano nella natura e fanno sesso. Qualcosa va storto nei programmi di Hilltop e Bremmer, perché senza alcun preavviso, uno dopo l'altro i cinque Next Men vengono strappati a questo Eden artificiale e si svegliano in un mondo reale che non conoscono. Ad attenderli per farli fuggire c'è Tony Murcheson, una tostissima agente governativa che ha fatto irruzione nella struttura sospettando che gli esperimenti in corso non riguardino affatto l'agricoltura...
Finalmente una pubblicazione italiana organica e completa della miniserie-prequel 2112 e dello spin-off MIV, dopo i tentativi abortiti della Star Comics di molti anni fa, per la serie che nel 1992 John Byrne – dopo averla proposta invano alla DC – portò alla Dark Horse e che durò nella sua prima incarnazione per 30 numeri (con un progressivo calo di vendite che portò a una cancellazione inizialmente non prevista), per tornare nel 2010 grazie alla IDW Comics. Per questo suo primo progetto creator-owned la superstar canadese (negli anni della prima pubblicazione di Next Men Byrne era uno dei 2-3 autori top del comicdom internazionale dopo i suoi successi su serie storiche come Fantastici 4, X-Men e Superman) aveva pensato a innestare i cliché supereroistici – il 'solito' gruppo di eroi teenager problematici con i 'soliti' superpoteri – in una classica trama science-fiction di paradossi temporali. Nulla di rivoluzionario, certo, ma l'inconfondibile tratto di Byrne, unito al suo indubbio talento per lo storytelling e soprattutto la volontà tenace di affrontare temi 'maturi' come violenza e sesso (che dalle parti di DC e Marvel erano e sono tabù) rendono la serie un must assoluto, soprattutto nei primi numeri. La veste in bianco e nero (le tavole erano originariamente a colori) contribuisce ad ingenerare un senso di 'autorialità' che forse va oltre le intenzioni dell'autore, uno che il mainstream ce l'ha nel sangue, ma che comunque non guasta ed è del resto allineato con la recente serie IDW, rigorosamente b/w. Da avere, punto.

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