Niger

Niger

La falce bianca della luna è alta in cielo e rischiara un poco la casa sull’albero, ma ecco che una strana nube rossa incombe sul bosco. Quando il buio è completo, una creatura piccola e candida si sveglia sull’ampio tavolo della casina solitaria e si interroga su come sia arrivata fino a lassù. Senza gambe e senza braccia. Forse strisciando sulla sua tenera pancia? Intanto il legno dentro, sopra e sotto la casa trasmette delle strane vibrazioni, come un rosicchiare, uno strisciare o un picchiettare continui. La creaturina sente che attorno a lei ci sono altre presenze: alcune si sono già accorte di lei, altre no. Ora che ha trovato un luogo sicuro può dormire, magari sognare del suo viaggio dal lago fino alla grande casa sull’albero, della sua prima lezione nel mondo luminoso: “Gli esseri piccoli vengono inglobati dagli esseri più grandi. E scompaiono improvvisamente”. Eppure lei è ancora là, non è scomparsa e ben presto si accorgono della sua presenza i pennuti della notte: il barbagianni Tyto Alba, la civetta Athene, il gufo Momi, la cinciallegra Gualtiero e Il Compare, oltre a Taxus, l’albero di tasso che ospita la casa. Quella larvetta così indifesa e strana, secondo l’assemblea del bosco, è in pericolo. La soluzione più ovvia, secondo il Compare, è chiedere una Fatwa alla Mano di Fatima, un responso ufficiale e solenne: nessuna creatura del Bosco degli Abeti Incendiati, della Palude e di tutte le zone limitrofe è autorizzata a nuocere al Giovane Straniero di sesso femminile che ha trovato rifugio nella casa sull’albero…

Recentemente pubblicato da Coconino Press nella sua collana Cult, l’omnibus Niger raccoglie i sei omonimi albi pubblicati singolarmente dal 2006 al 2016 nella collana Ignatz. La vicenda si apre con un mistero non da poco: nel Bosco degli Abeti Incendiati arriva una strana creatura e i rapaci, sotto consiglio della stimata Mano di Fatima (anche se “non se la incula nessuno”), dovranno fare dei turni per nutrire e proteggere il nuovo arrivato, il Giovane Straniero (di sesso femminile) che la Fatwa della Mano ha decretato essere Ospite, addirittura, Sacro. Da questa premessa si sviluppano tutte le vicende successive, che consentono al lettore di conoscere una ad una le creature che abitano il Bosco e le zone limitrofe. Alcuni esseri sono riflessivi e conoscono a fondo la mitologia, come Il Compare, uno strano volatile dal naso a goccia e con delle ali applicate su arti quasi umani; altri sono anziani e vengono vessati dai piccoli e furbi mammiferi come gli scoiattoli: è questo il caso del nonno. Il vecchio gufo veterano Giulio Cesare, per una distrazione, ha rischiato di perdere per sempre il Giovane Straniero, che ben presto tutti prendono a chiamare “Pupa”. L’ambientazione silente e notturna è amplificata dalla tecnica di disegno, davvero originale, in cui tutte le vignette e i tanti personaggi vengono fuori a partire dallo sfondo nero grazie a una piccola lama che, graffiando l’oscurità, tira fuori le luci e il bianco. Sopra questa prima stesura, l’autrice ha aggiunto colori sui toni caldi della terra o il pastello, che danno al libro e ai personaggi un aspetto a tratti tenero e poetico, a tratti oscuro a seconda dell’intensità della scena descritta e del registro scelto. E di registri narrativi, Niger, ne conta davvero molti: da quello filosofico e dei culti misterici della mitologia classica (soprattutto greca) e della storia araba fino al comico. La cosa davvero incredibile, in questo graphic novel, è che tutti i codici espressivi riescono a trovare un loro giusto spazio per collegarsi da una vignetta all’altra, in un interscambio che non è mai forzato ma risulta sempre naturale e vivace. Anche il turpiloquio e le esclamazioni colorite non risultano affatto volgari o fine a se stessi ma sempre calzanti, come uno schiocco di dita che arriva all’orecchio del lettore per strappargli un sorriso, quando non direttamente una bella risata. Niger oltre questo è anche un percorso di crescita personale, il viaggio della piccola larva Pupa verso la comprensione di Sé. E anche qui si nota la sensibilità dell’autrice nel trasformare una creatura nata dalla sua fantasia in un qualcosa di “reale”: Pupa è lirica personificazione del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, con i suoi colpi di testa e i voli (più reali che pindarici) durante il suo stadio larvale e la sua “paura di cadere” quando le ampie ali potrebbero invece portarla lontano (“Tutti sanno che il Giovane Straniero, da quando ha le ali, non vola più!”, sogghigna a mezza bocca l’ambiguo e aracnomorfo Maestro della Luce). Una storia da leggere come una fiaba (o un Paese delle Meraviglie) bizzarra e onirica, che non è troppo definire una sorprendente eccezione nel settore fumettistico nostrano ed è valsa all’autrice il Premio Speciale della Giuria al Gran Guinigi per il Lucca Comics & Games 2017. Il bosco e i suoi fantasiosi abitanti sono presenti anche in altri volumi dell’autrice, fra cui L’Enigma (Coconino Press, 2002), Il diario del verme del pino (Coconino Press, 2011) e Il mistero del ramo suicida (Oblomov, 2018).

LEGGI LINTERVISTA A LEILA MARZOCCHI



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