Ricomincia da qui

Ricomincia da qui

Franz fa il magazziniere, ma vorrebbe fare il musicista, Samuele è un colletto bianco, ma vorrebbe fare il disegnatore. Forse. Perché ormai sono due ragazzi belli cresciuti e sono scesi a patti con la realtà e col fatto di non potersi permettere di lasciare un lavoro sicuro per gettarsi nel mare grande senza salvagente. Sono amici da tantissimo tempo e Franz ha un’idea. Sta per partire con gli scout per il campeggio di Cavarzano e ha bisogno di un cambusiere. Ci saranno anche altri ragazzi e ci saranno soprattutto i bambini a cui badare. Cavarzano. Ci andavano sempre quando erano loro i lupetti del gruppo. Samuele ci pensa. Si distrae. Riesce persino a finire svenuto in una rissa. E fa un sogno. La donna azzurra. Bella e gigantesca dietro i palazzi della sua Genova. Chi è? E perché gli è tornata in mente proprio ora?
Opera prima del ventiseienne illustratore Stefano Tirasso, Ricomincia da qui è una graphic novel fatta di un tratto molto personale, pastoso e compatto, con una trama solida, che non cerca sostegno in grandi evoluzioni ma che ruota intorno a quella che, attualmente, potrebbe essere la storia di molti di noi.

Si parte da una bella amicizia, da uno zaino di sogni rimasto sotto una scrivania da impiegati ed una vocina che continua a sussurrare qualcosa. Ricomincia da qui è quello dovrebbe accadere quando si perdono di vista i propri talenti, le proprie ambizioni e si finisce nello scomparire nella normalità, nel dimenticatoio di noi stessi. Samuele e Franz interagiscono in questa ottica. Inconsapevolmente o meno si scuotono a vicenda e probilmente l’arrendersi di uno aiuta l’altro. La colonia di Cavarzano diventa sede, quindi, di un percorso a ritroso in quegli anni in cui tutto era possibile, quando non si conoscevano ancora troppe regole e responsabilità ed era possibile mettere insieme quelle piccole idee in quella sacca che ci portiamo appresso e che, col tempo, ci dimentichiamo di avere, anche se è sempre lì dietro di noi. Uno dei due dirà: “Io credo che il significato delle cose cambi con il tempo!”, svelando il punto di Tarasso. Tutto quanto, se non perso di vista, resta lì, accanto a noi e ci tornerà sempre utile a capire quello che prima non era necessario e che ora lo diviene. Riprendersi, in altre parole, il proprio talento: e non farlo smarrire tra la folla.  



 

 

 

 
 
 
 

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