Rough Riders - Scatenate l’inferno

New York, 1898. Dopo aver salvato nove operaie dall’incendio di una fabbrica (“(…) Ma per il resto della mia esistenza ricorderò solo l’unica che non sono riuscito a salvare”, una bambina) lanciandosi sul tetto del palazzo in fiamme dal suo dirigibile, Theodore Roosevelt si rilassa sotto una doccia bollente. E pensa. Anche lui è quasi morto, da bambino. L’asma gli aveva sottratto l’infanzia e stava per rubargli anche la vita. È stato suo padre a salvarlo, a indicargli la via. Gli disse: “Teddy, ascoltami ragazzo mio. Hai ricevuto in dono una mente straordinaria, ma devi fortificare il corpo o morirai”. Da allora Theodore si è allenato duramente, è diventato un giustiziere dai muscoli di ferro, che pattuglia le strade di notte “aiutando chi è stato dimenticato”. Dopo la doccia, acqua di colonia, lozione per capelli e un vestito elegante: lo attende una serata mondana al New York Athletic Club. Qui incontra il corrotto sindaco Van Wyck, con il quale mostra un’affabilità che nasconde un profondo disprezzo. Poi viene convocato nella biblioteca dirigenziale, dove lo aspettano i cosiddetti “Quattro cavalieri”, gli uomini più ricchi e potenti degli Stati Uniti, i veri burattinai del potere: Andrew Carnegie, J.P. Morgan, Cornelius Vanderbilt e John Rockefeller. Lo considerano uno spocchioso, saccente, rozzo figlio di papà, ma conoscono le sue capacità, la sua forza, il suo valore, il suo coraggio. Hanno una missione per lui. Il giorno successivo, gli spiegano, i quotidiani racconteranno che la nave “U. S. S. Maine” è stata affondata dalle forze spagnole nel porto de L’Avana, a Cuba, e che quindi gli Stati Uniti sono costretti a dichiarare guerra alla Spagna. Ma la verità è ancora più incredibile: a Roosevelt viene mostrata una fotografia scattata durante l’attacco, una immagine che lo sconvolge e lo convince ad accettare senza discussioni la proposta dei quattro. Metterà su un commando scelto da lui e si recherà immediatamente a Cuba sotto copertura per capire cosa sta succedendo davvero laggiù…

Trade paperback che raccoglie i primi sette numeri della omonima serie Aftershock Comics firmata da Adam Glass (Deadpool, Luke Cage, Suicide Squad) alla sceneggiatura e Patrick Olliffe (Spider-Man, Nomad, Thor, Spectre) agli spettacolari disegni, questo Rough Riders prende il nome dal celebre reggimento di cavalleria di volontari formato nel 1898 nel corso della guerra ispanico-americana, che combatté a Cuba. Comandati dapprima da Leonard Wood e poi da Theodore Roosevelt, i Rough Riders erano nativi americani, atleti di college, cowboy e allevatori, e provenivano dall’Arizona, dal New Mexico, dall’Oklahoma e dal Texas. Qui invece sono un supergruppo di cinque elementi: il possente pugile nero Jack Johnson, l’escapista e prestigiatore Harry Houdini, lo scienziato e affarista Thomas A. Edison, il gangster Edward “Monk” Eastman, la pistolera Annie Oakley, che vengono arruolati uno dopo l’altro da Roosevelt secondo il fortunato stilema narrativo reso leggendario da I sette samurai di Akira Kurosawa e I magnifici sette di John Sturges. Personaggi realmente esistiti alle prese con una minaccia aliena che il duo Glass-Olliffe muove su uno scenario steampunk e lungo un plot adrenalinico, grossolano quanto basta. Ne vien fuori un fumetto piacevole, avvincente e non privo di momenti molto riusciti, ma senza idee rivoluzionarie.



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