Rughe

Rughe
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Emilio, ex direttore di banca in pensione, mostra i preoccupanti sintomi di una demenza senile, e il figlio, che non può accudirlo di persona (si sa com'è la vita oggi: i figli, il lavoro, etc), decide di farlo ricoverare in una casa di riposo specializzata nella cura di anziani non autosufficienti. Una volta nell’ospizio, l’uomo deve fare i conti con una realtà che a lui - ancora tutto sommato autonomo e dotato di una pungente ironia - sembra squallida e noiosa: stanzoni pieni di anziani che sonnecchiano davanti a un televisore sintonizzato su un canale che trasmette solo documentari sugli animali che non interessano a nessuno, una giornata scandita solo dai pasti e dalla distribuzione dei farmaci, discorsi sempre uguali e vaneggiamenti senza senso. Giovanni, ex conduttore radiofonico, ripete come un papagallo tutto ciò che gli altri dicono, la signora Sole cerca ossessivamente di telefonare ai familiari tutto il giorno ma si dimentica di farlo nel tragitto verso il telefono, Rosaria siede accanto ai vetri di una finestra immaginando di essere giovane e bella e seduta in uno scompartimento dell'Orient-Express, Dolores accudisce come una mamma suo marito Modesto, gravemente ammalato di Alzheimer, Renato non riesce più a camminare ma vive nel ricxordo di quando era un campione di atletica leggera, Carmelina non vuole restare mai sola perché teme che i marziani la rapiscano. A fare da 'Virgilio' a Emilio Michele, un corpacciuto e spigliato anziano che dietro al suo cinismo e alla brutta abitudine di rubacchiare soldi ai suoi compagni nasconde un cuor d'oro. Su tutti incombe la presenza minacciosa del ‘piano di sopra’, quello in cui vengono trasferiti gli ospiti non più autosufficienti, quasi tutti malati di Alzheimer. L’Alzheimer, già: una malattia-spauracchio che Emilio scopre di avere durante un drammatico colloquio con un medico e la cui terribile avanzata tenterà di arginare in ogni modo anche grazie all’aiuto dei suoi compagni di ospizio, uniti da un vincolo di amicizia e solidarietà che va oltre le barriere e le convenzioni...
Il dramma di un uomo che vede la sua memoria sfuggirgli dalle mani e la ricchezza emozionale di un gruppo di anziani ospiti di una casa di riposo sono i temi al centro di Rughe, splendida graphic novel dello spagnolo Paco Roca, pubblicata da Tunuè in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer che ogni 21 settembre ricorda a tutti il dramma di una malattia che colpisce oltre 26 milioni di persone al mondo, 6 milioni e mezzo di europei e circa 600.000 italiani. La patologia è stata descritta per la prima volta nel 1907 dal medico tedesco Alois Alzheimer, che individuò la presenza delle tipiche lesioni nel cervello di una donna di 51 anni affetta da demenza progressiva. Ancora oggi, a più di un secolo da quella scoperta, nessuno sa ancora esattamente cosa causi la malattia di Alzheimer, ma sono stati fatti passi importanti nella conoscenza dei fattori più importanti che contribuiscono al suo esordio. Paco Roca si è ispirato - per tratteggiare così mirabilmente le figure degli anziani protagonisti - a persone veramente esistite: suo padre, familiari assortiti, i genitori di alcuni amici, gli ospiti di vere case di riposo visitate. Il risultato di tanta cura è un fumetto mirabile nel suo equilibrio tra dramma e commedia, un tenero apologo sulla vecchiaia e la memoria che commuove e fa riflettere. Rughe si è aggiudicato (con pieno merito, aggiungiamo noi) il premio come Miglior Fumetto e Miglior Sceneggiatura al Salone Internazionale del Fumetto di Barcellona 2008 e il Premio Diario de Avisos di Tenerife.

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