Sempre libera

Sempre libera

Anna Maria Cecilia Sophia Kalos nacque a New York nel 1923. La sua famiglia era di origine greca ed al suo arrivo negli Stati Uniti aveva già alle spalle la perdita di un figlio, Vasili. Un episodio che aveva segnato fortemente la madre che avrebbe voluto un altro maschio e che per quattro giorni non volle vedere la piccola Maria. La predisposizione per il canto fu una dote che emerse sin dalla sua infanzia. Dote, infine, apprezzatissima dalla madre che cercò subito di sfruttarla al meglio. Tanto talento andava nutrito. Al divorzio dei genitori, Maria tornò infatti in Grecia con la madre ed iniziò a studiare presso il Conservatorio di Atene, dove si diplomò e dove vinse un premio per il ruolo di Santuzza in Cavalleria rusticana. Nel 1939, durante un provino, venne notata dalla soprano Elvira de Hidalgo. Un passaggio fondamentale per la sua formazione artistica. La Hidalgo contribuì alla sua maturazione in modo determinante, fino a convincerla, negli anni, a trasferirsi in Italia. Fu proprio in Italia che la Callas incontrò il suo futuro marito Giovanni Battista Meneghini ma soprattutto il plauso unanime di critica e pubblico...

Volumone di gran lusso e dal gran formato ‒ ma dal prezzo accessibilissimo per questo tipo di pubblicazioni ‒ Sempre libera è l'omaggio a fumetti di Lorenza Natarella per il quarantesimo anniversario della scomparsa di Maria Callas, avvenuta a Parigi nel 1977. Una biografia per immagini che ha il ritmo di un turbinio ed una voce narrante che sa prendersi i suoi spazi senza cadere nel cerimonioso, ma concedendosi un soffio tragicomico che ravviva ancor di più la lettura. La Natarella affronta la figura della Callas sin dalla nascita ‒ quando il padre George Kalogeropoulos, migrato con la moglie in America, aveva già modificato il cognome di famiglia ‒ per seguirla poi nella sua doppia vita, privata e pubblica, anche quando si assottiglia il confine tra di loro. Aspetto, questo, che emerge moltissimo durante la narrazione. La Callas è resa in modo difficile, il suo carattere volitivo, la forza e le sue famose prese di posizione e le sue divine sfuriate “bucano” veramente la carta. È raro scorgere un sorriso sul suo volto, è raro vederla serena. Personaggio difficile, quindi, dicevamo: non nel senso di sbagliato, ma in quello di impegnativo. C’è sempre qualcosa di sfuggente, di ancora imperfetto, nella serrata vita della Callas, un afflato verso qualcosa qualcosa che non è facile cogliere come in un normale romanzo d’invenzione e questa sensazione è ben resa dal ritmo, dagli sguardi irrequieti e dalle surreali nuvolette nere che riempiono la scena e sembrano nascere dalla sua chioma scura. Sempre libera è un’opera, dunque, di grande background e ricca nel dettaglio, che, al di là di specifici gusti estetici, potrebbe trovare tra i suoi lettori un limite solamente di carattere generazionale.



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