in Silenzio

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A bordo di uno zoppicante furgoncino il biondissimo Yann accompagna due giovani fidanzati, Juliette e Luis, in cima a un canyon dove inizieranno un percorso guidato lungo strade di montagna e acque gelide. Durante il tragitto in auto i ragazzi si presentano a Yann. Juliette ha venticinque anni, si è appena laureata e sta cercando lavoro, Luis è un po’ più vecchio di lei, lavora nel cinema e resta fuori casa per sei mesi l’anno: faticano a trovare un progetto comune che li unisca e questo è forse uno dei motivi di questo loro viaggio. Ad attenderli al punto di partenza incontrano una famiglia con al seguito due bambine che ha deciso di organizzare lo stesso viaggio sportivo lungo il fiume. C’è una grande differenza di età fra le due coppie, quella con figli è molto diversa fisicamente ma anche molto affiatata. Juliette e Luis invece hanno lo stesso profilo fisico ma appaiono meno complici. Anche se è una bella e ventosa giornata di sole, Juliette è inquieta, non sembra il suo genere di vacanza e poi ha dei ricordi nella mente che le fanno fare strani pensieri. Probabilmente ha ragione Luis, è tempo di grandi decisioni…

Prima opera a fumetti della giovane artista francese Audrey Spiry, in Silenzio è il risultato di un lungo concepimento durato più di due anni. Inizialmente aveva immaginato una versione animata, ma non avendo sussidi per portare a termine un’opera complessa come un film d’animazione, ecco che la Spiry si avvicina al fumetto regalandoci una graphic novel di grande impatto visivo. Un lavoro interamente realizzato in digitale che combina le tecniche di animazione con quelle di pittura e illustrazione. Ogni tavola è un’esplosione di colori ed è proprio il colore a dirigere ogni pagina del libro, creando atmosfere straordinarie e insolite, persino claustrofobiche. Una capacità di messa in scena che l’autrice ha probabilmente ereditato dal lavoro del padre prestigiatore e che ha influenzato fin dall’infanzia la sua visione del mondo, mostrandole che il vero spettacolo succede dietro le quinte e non sul palco, nel silenzio e nell’intimità. L’acqua è l’elemento rivelatore che muove tutta la storia, un personaggio a se stante che in alcune tavole viene addirittura antropomorfizzato, ne vivifica le scene e permette al lettore di fluire attraverso le emozioni di Juliette, personaggio principale della storia. Attraverso un utilizzo plastico del colore e l’elasticità delle forme disegnate Audrey Spiry ci conduce all’interno di una natura incontaminata e pericolosa specchio dell’inconscio. Un racconto intimo che spinge alla riflessione, che parla di come sia difficile ma spesso necessario prendere coscienza della propria natura e di come la Natura possa essere una vera e propria madre iniziatrice. A dare una nota singolare al libro è la presenza di due bambine, la più piccola in particolare, Léna, che involontariamente farà da complice a Juliette durante il suo viaggio di rinascita e l’aiuterà ad affrontare non solo le paure, ma a superare quelli che considera i propri limiti. Per raggiungere la fine del mondo e arrivare dall’altra parte.



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