Silverfish

Silverfish
1988, Seaside Heights, New Jersey. Mia è un'adolescente sensibile e solitaria, un po' emarginata dalla sue amiche sempre alla moda e frivole. Sua madre è morta da quattro anni, e il padre Ray – capo della polizia locale – ha trovato una nuova compagna, la procace Suzanne, che fa di tutto per ingraziarsi Mia e la sorellina Stacey, affetta da una grave asma, ma non ci riesce per niente. Approfittando di un weekend in montagna di Ray e Suzanne, Mia e qualche amico cercano di scoprire di più sul passato di Suzanne – la donna è di fuori, pare non avere familiari e sicuramente nasconde qualcosa: scopriranno una rubrica telefonica, un coltello insanguinato e una presenza oscura, un certo Daniel, del quale Suzanne sembra avere un terrore cieco...
Il noir cinematografico classico e le sue architravi – segreti sepolti nel passato, identità fasulle, sanguinari omicidi, protagonisti vulnerabili (in questo caso una teenager e una bambina asmatica) braccati da nemici crudeli – rivivono nella graphic novel di David Lapham, ex pupillo di Jim Shooter e suo complice nelle rocambolesche avventure editoriali Valiant e Defiant e successivamente acclamato autore di Stray Bullets. Malgrado l'ambientazione insolita però – una squallida provincia americana degli anni '80 – il senso di deja-vu è forte, e il tratto in bianco e nero di Lapham, emozionante e dinamico come di consueto ma che certo non brilla per tecnica, non riesce a scuotere più di tanto il lettore. Discorso a parte per la cura grafica e la copertina, un'hard-cover nera e rosa che sugli scaffali fa davvero la sua porca figura.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER