Storia triste

Storia triste
É autunno, con tutta la tristezza che questa stagione riesce a spargere sulle città. Protagonista è il suicidio dell'impegno e della militanza politica e la deriva di un uomo. Si tratta di un ex-militante alcolizzato che assiste ad una esecuzione (il tutto non può che ricordare la Buenos Aires del periodo della dittatura argentina); alla strage sopravvive Lucia, una giovane donna di cui l’uomo curerà le ferite. Lucia vorrà provare a salvarlo dalla sua vita da alcolista, ma la risposta sarà la fedeltà alla bottiglia. Poi lo scenario cambia e il protagonista diventa il suicidio, quello vero, e senza nessuno sfondo sociale: la prima morte fisica avviene all'interno di una coppia annientata dal nulla su cui poggia la relazione. Stranamente a questa morte consegue una rinascita del rapporto, una sorta di normalizzazione tutta contenuta nella follia di Elena, che prosegue imperterrita la relazione con il marito morto. E lo fa anche mentre sua figlia nasce e da bambina diventa adolescente, costretta ad assorbire quella follia fino a farla sua gettandosi dalla finestra: il secondo suicidio. Poi, un suicidio figurato di una delle tante personalità del protagonista. E infine di nuovo una coppia, in un rapporto basato sull'handicap, sul freddo, sulla fame e su un po' d'erba da cui conseguirà parte della verità e una sparizione, una rottura...
Uno degli indiscussi maestri del fumetto argentino, Francisco Solano López, illustra i testi del figlio Gabriel. Dopo Ana (già pubblicata dallo stesso editore seppure successiva), 001 Edizioni propone al pubblico italiano per la prima volta nella interessante collana H! Historietas (i migliori romanzi e fumetti argentini e sudamericani), i cinque racconti, le Historias Tristes, riuniti un unico volume. Sono storie crude e suicide, specchio anche delle esperienze di vita di Gabriel. Racconti tristi, dalla prosa asciutta ed essenzialmente crudele che ci permette di entrare con estremo pudore nell'intimità privata di individui alla deriva, con donne che potrebbero redimerli sullo sfondo (troppo sbiadito, confuso, inarrivabile), e coppie finite, alla deriva anch'esse. Tutti elementi che si alternano in una danza tra esterni solitari ed interni di stanze povere di oggetti e di calore umano. L'insieme non esita in una forma narrativa perfettamente matura, ad esempio il dolore nel finale resta sempre sospeso, mai trasfigurato in altro (non necessariamente un lieto fine, intendiamoci), ma mostra tutto il potenziale artistico di questo scrittore/sceneggiatore. Solano López padre, nel disegnare queste storie, scopre e sperimenta sapientemente la penna a china, per cercare e trovare un segno che sarebbe stato impossibile altrimenti. E mentre disegna le storie tristi del figlio è tra due fuochi: da un lato salva Gabriel (militante montonero, incarcerato durante il periodo della dittatura argentina) dall'essere nei lunghi elenchi dei desaparecidos argentini, portandoselo poi in Spagna; dall'altro disegna la seconda parte de L'Eternauta (una delle più belle opere del fumetto mondiale, solo un esempio tra i tanti per fare capire la portata di Solano) la cui sceneggiatura è scritta da un Oesterheld, in quel periodo radicale militante peronista, nonché latitante. Questa tensione e la sua bravura permettono di arrivare ad un tratto che riesce a restituirci una tensione viscerale e tangibile, crudele almeno quanto queste storie.

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