Teenage mutant ninja turtles

Teenage mutant ninja turtles
Le strade di New York possono rivelarsi un luogo pericoloso quanto una giungla: l'unica differenza che qui il predatore più pericoloso è l'uomo. Almeno fino a oggi, come scoprono a loro spese i quindici membri di una violenta gang giovanile, i Purple Dragon, quando si imbattono in quattro stranissimi esseri che sembrano tartarughe giganti e combattono utilizzando arti marziali e armi letali come katana, nunchaku, sai e bastoni. La storia di queste tartarughe ninja inizia vent'anni prima, quando un topo domestico dalle eccezionali capacità, Splinter, osservando tutti i giorni il maestro Hamato Yoshi esercitarsi ore e ore nel ninjitsu, impara i rudimenti di quella temibile arte marziale. Yoshi è un membro del famoso Clan del Piede, che raccoglie gli assassini più temuti del Giappone, ma una rivalità in amore lo porta a uccidere il compagno Oroku Nagi e a dover fuggire in America, dove apre una scuola di arti marziali. Ma la vendetta del fratello minore di Hamato, Saki, insegue Yoshi attraverso i continenti e arriva fino a New York. Rimasto senza più padrone, il topo Splinter inizia una vita di stenti sui marciapiedi, finché un giorno non è testimone di un drammatico e misterioso episodio: un camion carico di fusti radioattivi sta per investire un anziano, che viene salvato per miracolo da un ragazzo. Ma un fusto rotola fuori dal camion, colpisce l'eroico ragazzo vicino agli occhi e poi si infrange su un vasetto di vetro contenente quattro tartarughine che un bimbo stringe gelosamente. Le tartarughine contaminate vengono raccolte da Splinter, che le porta con sé nelle fogne: la misteriosa sostanza le fa crescere abnormemente, le rende intelligenti come esseri umani e altrettanto fa col topo, che cresce quei rettili trovatelli come figli adottivi, li addestra al ninjitsu e li battezza Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Donatello prendendo spunto da un libro d'arte trovato tra i rifiuti...
Teenage Mutant Ninja Turtles raccoglie i primi quattro numeri (più un albo spin-off) della serie targata Mirage Studios del 1984 che ha dato origine al culto dei nostri rettili esperti di arti marziali preferiti. La leggenda vuole che tutto sia nato un paio di anni prima da qualche scarabocchio fatto da Kevin Eastman durante un pomeriggio a casa di Peter Laird. I due giovani autori, investendo i loro pochi risparmi e facendosi fare un prestito dallo zio di Eastman, fondarono nel 1983 una piccola casa editrice che distribuisse gli albi delle TMNT, che comunque ebbero un discreto successo nel panorama underground (le 3000 copie della tiratura andarono esaurite dopo poche settimane grazie al passaparola). Il boom arrivò però nel 1986 quando uscirono le prime miniaturine Dark Horse (me le ricordo perfettamente pubblicizzate sulla rivista per comicsofili e collezionisti “Preview”) e naturalmente con la serie animata della CBS dell’anno successivo – che però sostanzialmente tradiva le premesse della serie a fumetti, edulcorando decisamente personaggi e vicende. Di lì in poi è stata TMNT-mania, con una strategia di merchandising veramente massiccia, che ha portato anche a riduzioni cinematografiche (non molto fortunate), versioni manga, e persino strisce su quotidiani. Il sapore di questo piccolo gioiello in bianco e nero è molto diverso da quello del fenomeno commerciale che ne è scaturito, sia chiaro: violenza, sangue, filosofia da samurai – il tutto però virato in chiave abbastanza ironica (gli appassionati di fumetti non possono non riconoscere e apprezzare nel plot i riferimenti al lavoro di Frank Miller, proprio in quegli anni impegnato nel ridefinire dalle fondamenta il fumetto supereroistico col suo Daredevil). Il tratto di Eastman è rozzo, le sceneggiature di Eastman sono acerbe: ma quanta energia, quanta spontaneità. Nostalgia canaglia.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER