Tex Willer

Tex Willer

Tex è un prodotto tipicamente italiano e senza nessuna velleità di esportazione, sebbene attinga a piene mani dall’immaginario western di film come Il cavaliere della valle solitaria e dal mito della frontiera elaborato da Frederick Jackson Turner. Come spesso accade, sono le manifestazioni di cultura di massa a rappresentare in maniera veritiera e concreta lo zeitgeist e Tex riesce in maniera eccellente a rappresentare lo spirito dell’Italia del Dopoguerra, un Paese desideroso di rialzarsi dopo una guerra sanguinosa ma allo stesso tempo fragile e orfano di riferimenti. La storia di questo fumetto leggendario inizia nel 1948, parto della mente fervida e poliedrica di Giovanni Bonelli, coinvolto già da anni nel mondo editoriale ma ancora in attesa della proverbiale svolta che vale una vita, e di Aurelio Galeppini – in arte Galep – disegnatore già impegnato ne Gli albi dell’intrepido e nell’illustrazione di diversi classici della letteratura. Questo sodalizio, che porterà anche alla realizzazione del semi-dimenticato Occhio Cupo, durerà a lungo e segnerà un punto di svolta nella storia del fumetto di casa nostra e non solo. Bonelli e Galeppini trasferiscono l’Italia e le sue vicissitudini nel selvaggio West, in un connubio che ancora oggi è sopravvissuto e che non smette di affascinare grandi e piccoli…

Tex, fortunatissima creatura di Giovanni Bonelli e Aurelio Galeppini, è una delle pietre angolari del fumetto Made in Italy. Non molti però sanno che questo cowboy ramingo e animato da un profondo senso di giustizia festeggia proprio quest’anno settanta candeline. Celebrato fra mostre e, notizia di questi giorni, da un probabile parco giochi a tema, Tex diventa anche soggetto principale di questo agile saggio scritto da Elizabeth Leake, insegnante al Dipartimento di Italiano della Columbia University. L’autrice ripercorre la vicenda del tenebroso ranger sotto molteplici aspetti ma ciò che fa la differenza fra questo saggio e una semplice monografia sul fumetto è il continuo parallelismo politico e sociologico che viene fatto con l’Italia del Dopoguerra, che in Tex vede una sorta di cartina al tornasole tra le spinte garantiste e democratiche della nuova Repubblica, la fascinazione per la cultura dei liberatori e persino qualche piccolo retaggio di un fascismo ormai sradicato politicamente ma non dalla mentalità di molti. La creatura della coppia Bonelli-Galeppini rappresenta quindi, nelle intenzioni di Leake, una sintesi fra le anime politiche conviventi nella neonata democrazia italica, in un ibrido affascinante supportato da un’adeguata bibliografia che mescola alto e basso, sacro e profano, cultura alta e masscult. A ciò si deve aggiungere anche la documentata e pertinente analisi del fumetto stesso, dalla sua storia editoriale all’approfondita analisi dei personaggi, che conferiscono al saggio una completezza ancora maggiore. Per appassionati, ma non solo.



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