Visione – Un po’ meglio di una bestia

Visione – Un po’ meglio di una bestia

Flashback. Mantello, tiara e guanti sono sparpagliati in terra. Nel letto Visione e Scarlet indossano solo le lenzuola. Visione è attonito, guarda fisso davanti a sé. Hanno appena fatto l’amore. Visione racconta una barzelletta a Scarlet. Sembra tutto facile, sorridono. Flashback. I Vendicatori stanno affrontando Graviton. Visione e Scarlet, invece, stanno amoreggiando dietro un albero. Dovrebbero aiutare i loro compagni, ma Visione sta pronunciando le parole “Ti amo” alla sua compagna, al resto può pensarci Thor. Flashback. Seduti a tavola, Visione, Scarlet, la Trottola, Quicksilver, Bova ed Agatha Harkness brindano tutti con Simon Williams che parla di tutti loro come di una famiglia unita. Flashback. Visione spiega a Wanda che i suoi due figli non sono reali, ma frutto della sua magia caotica. Lei risponde che in fondo è lui a non essere reale. Presente. Visione è nel letto con sua moglie Virginia. Racconta la stessa barzelletta, gli sguardi fissi davanti a loro, nessuno ride più... Ultron non ha costruito solo Visione, ma anche un altro androide, più giovane, si chiama Victor Mancha, anch’egli faceva parte di un piano elaborato ai danni dei Vendicatori, infiltrazione e distruzione, ma anche Victor si è ribellato ad Ultron, è stato con i Runaways e con gli Avengers A.I., ora invece sta studiando e sarà ospite in casa Visione per il prossimo semestre. In fondo sono fratelli, Victor ammira Visione, la sua lealtà, i traguardi raggiunti, persino l’avere una famiglia, eppure anche Victor ha i suoi segreti...

Se nel primo volume dedicato alla Visione Andy King aveva imperniato la trama su un ridente quartiere residenziale e su di un omicidio che andava assolutamente celato a tutti i costi, strizzando l’occhio all’incipit di un ex famoso drama televisivo, in questo secondo volume sfrutta le stesse carte e ne cala altre dal vecchio mazzo della Casa delle Idee. King rievoca una vecchia trama in cui la Visione si ribellava ai suoi stessi compagni – il dittico d’annata Visione di conquista e Visione assoluta su Capitan America e Vendicatori n. 37 della Star Comics ‒ ma in questo caso alla motivazione della logica ne affianca una del tutto personale ed umana. In altre parole, King ci racconta cosa prova un robot quando persegue la vendetta o quando prova amore, anche se questi sono sentimenti mutuati da una sorta di programmazione. King inoltre si mantiene aderente alla continuity, sa usarla bene e ciò è sempre un pregio per uno scrittore di comics americani. Kurt Busiek insegna! Umanizzazione, disumanizzazione, formattazioni emotive, distruzione, rinascita. Il ciclo vitale della Visione ha uno spettro amplissimo e King non ha bisogno di retcon o troppi colpi di scena per sfruttarlo tutto. Geniale è l'utilizzo che fa dell’eredità di Ultron, un grimaldello psicologico vero e proprio e senza il bisogno di scomodare un ennesima versione di Ultron stesso. Scegliere come protagonisti i cosiddetti sintezoidi giocando sull’interpretare il loro voler essere umani fa avvicinare la mini di King a quei racconti di fantascienza della Golden Age americana, a qualche lettore più appassionato che si ricorda quei vecchi pulp magazine non potrà non tornare alla mente quel Ruggine di Joseph E. Kelleam del 1939.



 

 

 

 
 
 
 

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