The walking dead – Questa vita dolorosa

The walking dead – Questa vita dolorosa
Il poliziotto Rick Grimes, l'enigmatica Michonne e il giovane Glenn non finiranno mai di pentirsi della decisione di uscire dalla ex prigione nella quale vivono asserragliati da settimane assieme ai loro compagni di sventura per inseguire un elicottero in avaria sperando di trovare tracce di civiltà: ora sono prigionieri a Woodbury, una cittadina retta con il pugno di ferro dal sadico Governatore, paradossalmente – ma non troppo - una delle poche comunità umane rimaste in una nazione infestata da zombie. La situazione è la seguente: Glenn è stato sbattuto in un garage usato come cella di prigione; Michonne è stata ripetutamente violentata e torturata dal Governatore; a Rick è stata amputata la mano destra, ed è stato affidato alle cure del Dr. Stevens e della sua infermiera Alice, entrambi molto preoccupati dell'andazzo sanguinario di Woodbury. Il Governatore infatti organizza qualcosa di molto simile ai combattimenti tra gladiatori per incanalare l'aggressività della sua gente, e ha offerto a Michonne di scendere nell'arena per dimostrare il suo valore: la donna decapita il suo avversario senza battere ciglio, mentre la folla rumoreggia. E un certo Martinez decide di organizzare la fuga di Rick e dei suoi compagni...
La raccolta dei numeri 31-36 della serie firmata da Robert Kirkman e Charlie Adlard segna per l'ennesima volta una sensibile svolta nello stile narrativo: torna alla grande l'azione con diverse sequenze di combattimento, il ritmo si fa di nuovo elevato dopo lo stile più 'riflessivo' dei numeri precedenti, la manopola del gore è girata tutta verso MAX e si succedono scene di tortura ultraviolente, e non manca una coloritura sociale del plot. La prigione che fa da rifugio ai protagonisti e la vicina cittadina di Woodbury rappresentano due modelli di sopravvivenza e convivenza molto diversi, e la sceneggiatura li confronta senza dare affatto per scontato quale sia il migliore in senso assoluto e senza banalità moralisticheggianti – malgrado la condanna del violento regime messo su dal sedicente Governatore sia palpabile e mai in dubbio.

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