Witchfinder – Al servizio degli angeli

Witchfinder – Al servizio degli angeli
1879. Nei bassifondi della Londra vittoriana viene rinvenuto il cadavere di Bradley T. Hopkins: è il terzo terribile omicidio nel giro di pochi giorni. Indaga sul caso Sir Edward Grey, incaricato direttamente dalla regina Vittoria, alla quale ha recentemente salvato la vita da una congiura di tre streghe, meritandosi l’appellativo – che in realtà egli non ama molto – di “cacciatore di streghe”. Sir Edward Grey viene a sapere che le vittime degli omicidi hanno compiuto un viaggio nel deserto del Sahara in cui si sono imbattuti nello scheletro di una creatura antropomorfa dall’aspetto orribile. Di quella spedizione ora c’è un solo sopravvissuto, lord Wellington, il quale, prima di morire prosciugato di ogni fluido corporeo davanti agli occhi di Sir Grey mentre quest’ultimo lo sta interrogando, sprigiona una creatura oscura, un demone, che per nutrirsi sta mietendo vittime tra la popolazione di Londra, diventando sempre più pericoloso, e non vuole che quelle ossa rinvenute nel deserto – che nel frattempo sono state nascoste in seguito alle morti misteriose – vengano ritrovate. Un demone sulle cui tracce vi è la società segreta più pericolosa della città, la Confraternita Heliopica di Ra, e Sir Edward Grey, l’unico, forse, in grado di fermarlo…
Horror, atmosfere gotiche, ritmi gialli, mistero, azione: c’è davvero di tutto in Witchfinder – Al servizio degli angeli, spin-off  di Hellboy, nato dalla penna di Mike Mignola, che inaugurò la fortunata saga nel 1993, e dalla matita di Ben Stenbeck, autore degli effetti speciali della trilogia cinematigrafica de “Il signore degli anelli” e disegnatore della Marvel. Un fumetto che coniuga una storia che si riallaccia al filone del buon vecchio horror – quello di cui ultimamente si sono perse un po’ le tracce, per capirci – a illustrazioni che a buon diritto vanno definite opere d’arte, con il loro equilibrato mix di ombre e luci che aderiscono perfettamente allo stile di Mignola, il quale ha saputo creare un personaggio, Sir Edward Grey, già apparso in alcuni episodi di Hellboy, che rappresenta, utilizzando le parole dello stesso autore, tutti i classici detective dell’occulto, da Van Helsing a John Silence, fino al nostro Dylan Dog, immergendolo in un’epoca, quello vittoriana, che è spesso fonte di storie dalle trame oscure. Ad arricchire il volume ci sono ben due piccoli episodi in appendice: il primo, un teaser, narra di come il nostro Sir Grey sia riuscito a salvare la vita della regina Vittoria, conquistandosi il titolo di cavaliere; il secondo vede protagonista Henry Hood, un inquisitore, persecutore di streghe del XVII secolo. E, come se non bastasse, oltre alla postfazione dell’autore, che spiega la genesi del personaggio di Grey, a chiudere in bellezza vi sono le tavole e le relative didascalie con le quali Stenbeck  illustra la costruzione dei personaggi e delle ambientazioni. Insomma, gli amanti dell’horror e del buon fumetto non possono farsi scappare questo prezioso volume da collezione.         

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