Intervista a Airin

Airin
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Simpatica, immediata, spontanea, ha fatto della musica la sua strada, debuttando con il suo primo album "Il regalo", anticipato dal successo del singolo "Andare a un funerale". OK, ma che c'entrano i libri? C'entrano, c'entrano, perché Airin è una lettrice vorace, e come tale non poteva non incuriosirci.

Ti piace leggere - e che genere di lettrice sei?
Assolutamente sì. Mi piace imbattermi nei libri per caso. I libri che più mi sono piaciuti e che mi hanno maggiormente segnata sono arrivati da soli da me: prestati da amici (o fidanzati o amanti), regalati da qualcuno, trovati in casa, nei mercatini dell'usato... diciamo che più che andare alla ricerca di un libro nello specifico lascio che siano i libri a cercare me. A conquistarmi. Finora ha funzionato.
 

Qual è il tuo atteggiamento quando entri in una libreria?
Mi piace curiosare. Togliermi i dubbi. Guardare un pò di tutto. E non rinuncio mai a una visita nella sezione Poesia, anche solo per rileggere proprio quella poesia che da tempo non rileggevo: è uno sfizio che adoro togliermi. Amo moltissimo la Poesia, e soprattutto certi autori. Ma non ne imparo mai a memoria. Per cui rileggere una poesia che mi è piaciuta in passato per me è sempre una piacevole riscoperta.
 

Cosa ti colpisce di un libro a prima vista? La copertina, il titolo...
Direi entrambe le cose. Forse però il titolo ha maggiore importanza. Se vedo un bel titolo magari mi viene voglia di leggere anche la trama e la vita dell'autore, e poi magari di comprare il libro.

Hai nel tuo modo di comporre influenze letterarie?

Assolutamente sì. Durante l'adolescenza ero convinta di essere l'erede di Alda Merini. Me la sognavo pure di notte. Di recente ho lavorato in ua gelateria e ho fatto una granita alla menta per Alda Merini. E ovviamente poi ci ho scritto sopra una canzone. Il mio secondo amore è stato Quasimodo, scoperto all'università. Ne ho sempre condiviso profondamente i sentimenti di amarezza e rassegnazione e soprattutto la scrittura "ermetica". Adoro le parole che hanno un significato apparente e mille diverse significati nascosti in base a chi le legge o le ascolta.
 

Musica e parole: per te incontro o scontro?
Sicuramente incontro. Difficile da organizzare. Come un appuntamento tra la luna e il sole. Si incontrano di rado, ma quando succede danno spettacolo.
Penso che la canzone d’autore sia proprio questo: un incontro fortunato tra musica e parole. Non amo molto quegli artisti che dicono di dare più importanza alla musica che al testo e viceversa.
 

Qual è la cosa al mondo che più ti incuriosisce?
Le persone. Alcune in particolare scatenano in me una forma di adorazione.
 

E cosa vorresti per te?
Non perdere mai la mia Musa ispiratrice, vorrei che si ricordasse di passare a trovarmi ogni tanto, qualsiasi cosa succeda nella mia vita e nei miei pensieri. Vorrei anche dimagrire 5 chili, ma forse non è questo che interessa i lettori.

 

 

 

 

 
 
 
 
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