Intervista a Andrea Barricelli

Articolo di: 

Con il giovanissimo Andrea Barricelli ci incontriamo in un bar del quartiere Trieste, nei pressi dello storico Liceo Giulio Cesare, reso immortale dall’omonima canzone di Antonello Venditti. Scambiamo quattro chiacchiere parlando dell’articolato universo della sua opera prima ‒ una originale rilettura della narrativa post-apocalittica ‒ e delle sue aspettative e ambizioni come autore esordiente.




Chi è Andrea Barricelli?
Andrea Barricelli è un ragazzo di ventinove anni che, da quando ne aveva sei, coltiva il sogno di diventare uno scrittore; è anche un divoratore seriale di film, musica, serie TV, libri e qualunque opera che sia in grado di comunicare qualcosa a chi ne fruisce. Peraltro, è esattamente il risultato che spero di raggiungere con i miei racconti: far provare qualcosa ai miei lettori, trasportarli in un altro mondo, come riescono a fare gli scrittori che amo. Alle brutte, comunque, va benissimo anche far semplicemente passare loro qualche ora divertendosi. Anche il mero, onesto divertimento, dopotutto, rientra perfettamente in quel “qualcosa”!

Come nasce l’idea di Dominio?
Dominio nasce circa dieci anni fa, sulla base di un’idea avuta leggendo le opere di Terry Brooks, uno degli scrittori preferiti della mia adolescenza: inizialmente provai a scrivere un fantasy più canonico, con elfi, orchi, stregoni e quant’altro, ma mi accorsi quasi subito, molto onestamente, di non trovarmi a mio agio nello scrivere questo genere di racconto. Ho quindi optato per un’opera più fantascientifica che fantasy in senso stretto, con importanti elementi post-atomici, che da sempre mi attirano molto; sperando ovviamente di non trovarci mai alle prese con un conflitto nucleare, mi affascina pensare a come l’umanità si comporterebbe per sopravvivere e riorganizzarsi dopo una catastrofe di tale portata.

Dominio è un romanzo che mescola diversi generi letterari, spaziando dalla sci-fi alla guerra, dallo storico all’azione. Come è stato cercare di amalgamare tutti questi elementi?
È stata indubbiamente una sfida bella, ma anche complessa: quando ho iniziato a scriverlo avevo in mente fin da subito “dove” volevo andare, ma non ero affatto sicuro di “come” arrivarci. In un primo momento ho scritto più che altro di getto, senza preoccuparmi dell’equilibrio fra i vari elementi del racconto; in un secondo momento, costruita l’ossatura principale, ho provato ad armonizzare le varie porzioni del racconto, provando a far sì che nessun genere prevalesse sull’altro, cosa che poi ho continuato a fare nel corso degli anni. Spero di aver prodotto un’opera che, fatti salvi ovviamente i gusti personali, possa attirare in egual modo gli amanti di tutti i generi che hai giustamente citato.

Senza fare spoiler, il finale del libro apre la porta a probabile prosieguo dell’avventura. Stai pensando ad un sequel o, addirittura, ad avviare una saga?
Il sequel è già in cantiere, anche se, naturalmente, necessita ancora di molti ritocchi e, in certi punti, di una riscrittura quasi totale. Sono molto esigente e cerco di essere il più possibile autocritico su ciò che scrivo, non darei mai alle stampe un’opera senza esserne soddisfatto al 101%. Tecnicamente avrei già l’idea per un terzo racconto, ma in questo caso ho buttato già soltanto la trama a grandi linee, senza scrivere neppure una riga. Del resto, sarebbe inutile iniziare un terzo libro senza aver completato il secondo! Posso solo anticipare che i titoli che ho in mente sono Equilibrio e Redenzione. Speriamo che Dominio piaccia abbastanza da permettere la continuazione della saga!

Dominio è il tuo esordio letterario: ci descrivi le sensazioni che hai provato quando hai saputo che la tua opera sarebbe stata pubblicata?
È stata una sensazione indescrivibile: avevo già provato in passato a pubblicare Dominio, giudicandolo il più completo dei miei racconti, ma senza successo; confesso che, per un periodo, mi ero concentrato quasi esclusivamente sul lavoro, accantonando il sogno di pubblicare un mio racconto. Ricordo in particolare che, leggendo Pastorale Americana di Philip Roth, avevo pensato una cosa del tipo: “Ma dove voglio andare io, quando al mondo c’è gente che scrive come lui’”. Poi, un bel giorno, il sogno è diventato realtà grazie alla casa editrice Il Seme Bianco. Ora spero di non svegliarmi mai!

Quali sono i tuoi miti letterari di riferimento?
Sono parecchi, ma sicuramente il numero uno è Stephen King: lungi dal considerarlo un semplice autore horror, come troppo spesso viene definito (in modo a mio giudizio molto superficiale), lo ritengo uno dei maggiori autori dei nostri tempi, capace di narrare come pochi tematiche come l’incomunicabilità fra adulti e bambini, la paura di crescere mischiata al desiderio di divenire adulti, la profondità dei traumi infantili e gli abissi della follia umana. Non a caso, Dominio si apre con una citazione da L’ultimo cavaliere, primo libro della sua straordinaria saga della Torre Nera. Oltre a lui, come ho già detto in precedenza, amo molto le prime saghe di Terry Brooks, di cui ho sempre ammirato la straordinaria capacità di trasportare i lettori nel proprio mondo e la grande scorrevolezza. Un altro autore per me fondamentale è Ken Follett, di cui amo lo stile iperdescrittivo e la grande capacità di mescolare storia e finzione. Impossibile, poi, non menzionare J.R.R. Tolkien, che ho citato espressamente in un punto del racconto, ma anche scrittori come Carlos Ruiz Zafón, Irvine Welsh, Chuck Palahniuk o, per restare in Italia, il grande Stefano Benni.

Da appassionato di musica quale sei, se dovessi scegliere una colonna sonora per il tuo libro, quale sceglieresti?
Bella domanda. Per certi versi ho sempre immaginato che alcune scene si sposerebbero alla perfezione con una colonna sonora di Ennio Morricone, di Hans Zimmer o di John Williams, tanto per citare compositori poco noti, ah ah!. Altre parti di Dominio, invece, richiederebbero senza dubbio un sottofondo heavy metal: immagino già alcune scene di battaglia musicate dai Blind Guardian, dagli Iron Maiden o dai Metallica!

I LIBRI DI ANDREA BARRICELLI



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER