Intervista a Andrea Delogu

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Lo stand di RAI Libri è uno dei più belli del Salone del Libro 2019 di Torino e oltre a presentazioni di libri e reading ospita anche concerti e dibattiti. Ovvio quindi che sia quasi sempre affollatissimo: l’imminente presentazione del nuovo libro di Andrea Delogu, popolarissimo volto televisivo che ha deciso da qualche anno di raccontare la sua dislessia, ha fatto il resto e quindi c’è una discreta folla in trepidante attesa. Prima della presentazione però Andrea ha appuntamento con me per un’intervista, quindi le rubiamo 10 minuti per fare una chiacchierata circondati da un nutrito gruppo di fan in ascolto.




Dove finiscono le parole nasce più dall’esigenza di raccontarti o volevi anche renderti utile, lanciare un messaggio?
Volevo rendermi utile, senz’altro. Mi ero già raccontata in una breve conferenza online di cinque minuti, un TEDx sulla dislessia e ho visto che una volta pubblicato il video è successo di tutto: mi sono arrivate centinaia di messaggi di ragazzi e genitori, tante scuole mi hanno chiesto di andare a parlare da loro… La cosa ancora più sorprendente è che dopo tre anni questa onda non si è mai fermata, così quando ho incontrato RAI Libri e mi è stato proposto di scrivere un altro romanzo dopo La collina ho pensato che avrei voluto fare qualcosa di utile, non avevo né la forza né la voglia di creare qualcosa dal niente, volevo fare qualcosa che mi stimolasse davvero. Devo dire che è successo tutto all’improvviso, pensavamo di far uscire un piccolo libro e invece…

A proposito di comunicazione, social e così via: c’è ancora tanto lavoro da fare, il potenziale è enorme. In fondo tu stessa hai scoperto di avere la dislessia guardando un video su YouTube, no?
Sì, ci sarebbe tantissimo lavoro da fare, tanta comunicazione da fare. Se si parla di dislessia, il dolore e la preoccupazione dei genitori così come il sentirsi diversi dei ragazzi viene spazzato via, annullato. Se ne deve parlare, deve arrivare a tutti il messaggio che la dislessia non è una malattia ma una caratteristica: è come essere miope, solo che un miope ha come strumento compensativo un occhiale, il dislessico ha un percorso di apprendimento leggermente diverso dal normale. È un modo diverso di vedere le cose, infondo. Ma sì, c’è tanto lavoro da fare e sono felice che la RAI abbia preso a cuore questa sfida e sposato la causa.

Se tu potessi parlare con una ragazzina dislessica come eri tu, piena di paure e dubbi, cosa le diresti?
Le direi soltanto: “Andrà tutto bene, stringi i denti, la parte più difficile è la scuola ma poi è tutto più facile”. E le direi anche: “Fidati più di te che degli altri”, perché si ha la faccia tosta di pensare che quella giusta sei tu, che sei fatta nel modo giusto e non sei tu ad essere sbagliata, allora quando gli altri cercheranno di farti sentire diversa non ci riusciranno.

Perché i capitoli del tuo libro prendono il titolo da film e serie tv?
Sono una clamorosa appassionata di cinema, si nota anche dal fatto che conduco Stracult, anche in radio ne parlo continuamente, è una passione forte, ho anche studiato Cinematografia e Comunicazione pubblicitaria, ho influenzato persino la mia amica Silvia Boschero che non seguiva tantissimo il cinema. Dalla televisione e dal cinema – lo spiego nel libro – ho imparato più che dalla scuola, sui banchi avevo tantissimi problemi mentre quando guardavo un film o un programma televisivo mi sedevo, ascoltavo e nessuno si aspettava una risposta da me.

Torniamo un momento a La collina. Quanto è stato importante per te quel libro?
Mi ha cambiato la vita. Per tanti anni non avevo mai raccontato il mio passato nemmeno ai miei amici, ai miei compagni. Quando ho deciso di metterci le mani insieme ad Andrea Cedrola sapevo che sarebbe successo qualcosa, sapevo che mi sarei sentita rinascere.

Ti interesserebbe scrivere un libro che non parli di te? Ti ci vedi come scrittrice di romanzi?
Le uniche storie che mi vengono in mente sono horror o thriller, amo follemente questi generi letterari. Ma leggo scrittori molto più bravi di quanto non potrei essere io, quindi per il momento preferisco rimanere una lettrice appassionata.

I LIBRI DI ANDREA DELOGU



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