Intervista a Ayesha Harruna Attah

Articolo di: 

Ayesha Harruna Attah è nata in Ghana ed è cresciuta a pane e libri. Ha studiato all’estero, ma ha deciso di tornare nella sua Africa e scrivere della sua terra. Pluripremiata e tradotta in diversi Paesi, la sua voce si è imposta nel panorama della letteratura africana. Per lanciare il suo ultimo, tagliente e appassionato romanzo sul mercato italiano e partecipare al Festival “Letterature 2019” è stata a Roma. Abbiamo colto l’occasione per incontrarla.




La schiavitù è stata una ferita terribile per l’Africa, come scrivi nel tuo romanzo I cento pozzi di Salaga. Quali sono le ferite dell’Africa oggi?
Sì, oltre a soffrire di diverse forme di schiavitù, sopportiamo anche le ferite della colonizzazione e siamo ancora sfruttati - specialmente quando si tratta delle nostre risorse. Siamo anche divisi internamente e quindi vulnerabili all’esterno.

Aminah e Wurche: due modi diversi di vedere e vivere la propria vita. Ayesha è più simile ad Aminah o a Wurche?
Sono più simile ad Aminah, ma mi piacerebbe essere audace come Wurche, correre dei rischi come lei, e non aver paura di essere diversa.

Entrambe nuotano contro la marea. Cosa vuol dire oggi essere “contro”, infrangere le regole, essere veramente liberi?
La totale libertà per me si raggiunge quando le donne sono alla pari con gli uomini sul posto di lavoro e a casa. Quando le persone di tutti i colori sono trattate con lo stesso rispetto e hanno la stessa dignità. Quando le persone non vengono discriminate a causa di abilità, colore della pelle, forma dei capelli, genere o per chi scelgono di amare. Quando l’ampio divario tra gli abbienti e i non abbienti viene reso sempre più piccolo.

Sei una delle scrittrici più interessanti della scena africana. Com’è nata la tua passione per la letteratura?
Grazie, sono uno dei tanti scrittori interessanti che il continente produce oggi! Per quanto possa ricordare, ho sempre amato i libri. Ho iniziato a leggere all’età di quattro anni, quindi ormai è davvero da tanto tempo. Ero addirittura prefetto della biblioteca alla scuola elementare - questo dovrebbe dirti molto!

Non è facile per una giovane donna africana che scrive di raggiungere pubblicazioni, tour mondiali, festival ecc. Quali ostacoli hai incontrato sulla strada del successo?
Come per chiunque pratichi una forma d’arte, la lotta è sempre per sopravvivere, rimanendo fedeli al nucleo del proprio materiale. Sto ancora lavorando su come farlo.

I LIBRI DI AYESHA HARRUNA ATTAH



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER