Intervista a Barbara Baraldi

Barbara Baraldi
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È una delle voci più interessanti del romanzo gotico italiano (nella declinazione young adult e non), capace come è di raccontare nei suoi libri le inquietudini e il lato oscuro della quotidianità. Ha esordito con un romanzo pubblicato con lo pseudonimo di Luna Lanzoni che ha riscosso un grande successo negli ambienti alternativi, ma ormai è approdata a una major editoriale di prima grandezza. In lei il gotico non è solo letteratura, è una scelta di campo, una intera estetica incarnata. I suoi occhi chiari risaltano come diamanti sulla pelle chiarissima, che a sua volta contrasta con l'abbigliamento nero come la notte più nera. Parlaci di te, raccontaci il buio e i sogni oscuri che lo popolano, Barbara.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un ritorno del gotico grazie soprattutto ad alcuni bestseller e film: da “maestra” del genere pensi che si possa effettivamente parlare di una nuova stagione felice per questo genere o di un semplice recupero di certe atmosfere in opere che hanno poco a che fare con il genere stesso?
Sia a livello letterario che cinematografico, assistiamo secondo me a una ibridazione tra l’immaginario da serial televisivo per ragazze e quello gotico dell’epoca vittoriana. Trovo rivoluzionario il fatto che il vampiro, da sempre simbolo stesso degli istinti erotici, sia arrivato a professare addirittura l’astinenza. Qualcuno lo trova grottesco, ma fino a che rimane la sospensione dell’incredulità si può dire che funzioni. Stephen King ha detto che “se un qualsiasi libro non risulta in qualche modo di intrattenimento, ha fallito”. Molte di queste opere centrano l’obiettivo, risultando prodotti di grande intrattenimento, soprattutto per i teen-agers, che sono consumatori agguerriti e quindi catalizzano le attenzioni di major e case editrici. Ma sono molti gli adulti che ammettono, pur con qualche resistenza, di essersi rituffati nelle sensazioni dell’adolescenza durante la lettura di un libro per ragazzi. Penso che le tematiche fossero già contenute in Dracula di Bram Stoker, storia dell’amore impossibile tra una creatura soprannaturale e una ragazza londinese di buona famiglia, ma che solo oggi abbiano trovato terreno fertile per uno sviluppo. Forse, tutto è cominciato proprio grazie all’adattamento cinematografico di Francis F. Coppola, che propone una visione attualissima e romantica del demone-vampiro.

 

Scarlett è una protagonista a tutto tondo, che ha tutte le caratteristiche per catturare le simpatie dei lettori: a chi ti sei ispirata per lei? Riferimenti letterari o della vita di tutti i giorni?
La vita di tutti i giorni è la mia principale fonte di ispirazione per tutto ciò che scrivo. Ho voluto dare a Scarlett una dimensione quotidiana, a dispetto della tematica fantastica e soprannaturale che assume la vicenda del romanzo. Tuttavia, da appassionata di letteratura classica, la vedo come un’eroina ostinata e romantica, figlia illegittima di Virginia Woolf come di Stendhal, alla ricerca di una sua voce e nell’esplorazione della sua interiorità; una che si aggrappa alle emozioni che la vita può offrire come un naufrago alla scialuppa in un mare in tempesta.

 

La musica ha un ruolo importante in questo romanzo: quali sono i tuoi riferimenti musicali? Hanno influito nel creare i Dead Stones?
I Dead Stones sono un incrocio impossibile tra alcune icone del rock del passato e del presente. In primo luogo, David Bowie mi ha influenzato molto nella realizzazione dei testi delle loro canzoni. Già il titolo del brano Girl from stars, che riveste particolare importanza nella narrazione, cerca l’assonanza con un pezzo del Duca Bianco. Ma si possono trovare altri riferimenti nell’attitudine dei membri della band, per esempio il modo con cui il cantante inizia i concerti ricorda l’urlo iniziale di Welcome to the jungle dei Guns’n roses. Il cantante, pur non arrivando agli eccessi, si muove sul palco come l’iguana Iggy Pop o Lux Interior dei Cramps. Il bassista abbraccia il basso come Simon Gallup dei Cure. L’estetica della band si ispira a quella dei 30 Seconds to Mars: Jared Leto ha contribuito a dare il volto a uno dei membri dei Dead Stones.


Il personaggio di Mikael vive un profondo contrasto interiore tra il suo essere un semplice ragazzo che ama la musica e fa sfoggio del suo fascino con le ragazze (fino a quando non si innamora davvero), e la sua natura “altra”. Inoltre, anche dal punto di vista estetico, Mikael è l’immagine dell’amore con gli occhi di ghiaccio, ma anche della morte di fuoco. Quale è la sua vera natura? Quale la parte della sua anima destinata a vincere sull’altra?
Mikael vive un’esistenza solitaria a causa della sua duplice natura. Non sente di appartenere a nessuno dei due mondi tra cui è schiacciato. Il segreto che cela è talmente doloroso da lasciare su di lui delle autentiche cicatrici, nascoste dalle t-shirt attillate che non toglie mai. Quando incontra l’amore, la sua natura entra in conflitto con i doveri che il suo ruolo gli impone, e questo non mancherà di avere conseguenze. La sua capacità di equilibrio viene messa a dura prova e sarà messa in discussione dai suoi compagni.


I protagonisti di questa vicenda sono tutti adolescenti, un elemento che rende ancor più facile pensare ad un sequel del romanzo, eventualità alla quale tu stessa hai accennato in precedenti interviste. C’è già qualche idea?
I protagonisti hanno ancora molto da raccontare. Posso anticipare che il seguito di Scarlett sarà più cupo, e metterà la protagonista di fronte alla scelta tra l’amore puro e l’attrazione più istintiva. Verranno sviscerate tematiche come il tradimento, sia nell’amicizia che nel rapporto amoroso. Inoltre personaggi come Vincent e Ofelia avranno più spazio.

I libri di Barbara Baraldi

 

 

 
 
 
 
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