Intervista a Bastien Vivés

Bastien Vivés

Bastien ha 25 anni, e la sua giovinezza sembra quasi in conflitto con la sua maturità. Una consapevolezza che non ha solo a che fare con la sua sensibilità artistica a la sua capacità di disegnare, ma riguarda la sua maestria nel concepire la narrazione attraverso il disegno e la sua consapevolezza che questa abbia a che fare con il gestire correttamente e con delicatezza i tempi, le inquadrature, le musicalità del racconto. Per gustarsi la sua bravura su carta c'è l'appuntamento mensile sulla rivista Animals; sul suo blog posta regolarmente schizzi e tavole inedite: "Comme quoi".

Come sei finito a disegnare?

Se ho capito bene la domanda... perché ho scelto il disegno? Allora, sin dalla nascita è la unica cosa rispetto alla quale ho una passione. Ho sempre pensato attraverso il disegno, mi è difficile pensare di cambiare adesso.
 
C'è un elemento seriale nel tuo disegnare che ha un effetto ipnotico, musicale, rispetto alla struttura su cui poggi la narrazione. Come vivi a questa ripetitività?
Nel caso de Il gusto del cloro avevo bisogno di fare passare l'idea e il tempo che ci vuole a percorrere le lunghezze proprie della piscina: il lettore doveva scorrere e girare le 20 pagine mantenendo lo stesso ritmo. Anche per questo non è una storia di parole, o di poche parole. In generale, quando ho bisogno di mettere in luce delle cose, mi prendo il tempo che mi serve per andare piano e portare il lettore a soffermarsi sulle cose che mi interessa far passare.
 
Spesso l'elemento narrativo poggia sull'inquadratura/punto di vista che scegli, quasi senza bisogno di parole. E' una scelta consapevole?
Sì, quando non ci sono parole è perché la storia non ne ha bisogno: un autore non deve spiegare, deve raccontare. E per questo deve scegliere tra le parole o i disegni o l'insieme delle due o il ritmo tra le vignette o altre cose ancora.
 

Guardando i tuoi disegni si ha quasi la sensazione di... potersi permettere di rallentare. Che rapporto hai con la lentezza?
Di pende dalle cose che sto facendo. Quando mi prendo il tempo di raccontare è perché le cose che racconto hanno bisogno di quel tempo lì per essere capite come voglio. Quando racconti una cosa che hai visto ti prendi il tempo di raccontare soffermandoti sul momento che ti piace di più... beh, per il fumetto è la stessa cosa.
 

Chi sono i tuoi maestri?
I miei maestri? Mmm .... Hayao Miyazaki e Jacques Brel.
 
I fumetti di Bastien Vivés

 

 

 
 
 
 
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