Intervista a Camilla Trinchieri

Camilla Trinchieri
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Camilla Trinchieri nasce a Praga, figlia di un diplomatico italiano e di un’americana. Gira il mondo, studia a New York e va a vivere a Roma. Per 17 anni lavora nel doppiaggio con Federico Fellini, Luchino Visconti, Lina Wertmüller, Marcello Mastroianni, Sofia Loren. Poi la sua vita privata va in tilt e Camilla decide di lasciare l’Italia. Un lettore di tarocchi le rivela che a New York si sarebbe ricongiunta con il lato più creativo di sé. Nell’attesa si guadagna da vivere vendendo pasta De Cecco a Little Italy e scrivendo gialli firmati Camilla Crespi: ora ha deciso di usare il suo vero nome perché ha scritto un romanzo nel quale crede molto. Un romanzo che ha raccontato a Mangialibri.

Dietro alla storia che racconti nel tuo romanzo Il prezzo del silenzio è nascosta una ferita, un dolore. O forse più di una, più di uno. Quale senti più tuo, quello dell’infanzia di An-Ling o quello di madre piena di sensi di colpa della protagonista Emma?

La mia ferita è più quella di An-Ling che quella di Emma, anche io non ho avuto una madre. Per cui sempre - anche nelle storie più leggere, quelle da lasciare su un sedile in aeroporto - parto da lì. Ho deciso di iniziare a scrivere l’1 gennaio del 1986, mi ricordo che sono tornata a casa con quest’idea in testa e ho detto a mio marito: Ti dispiace se oggi alla cena ci pensi tu? Volevo scrivere la storia di mia madre, ma per questo ho dovuto iniziare a fare lunghe ricerche. Io infatti sono nata a Praga, e poiché allora c’era ancora il comunismo e semplicemente per ottenere un permesso turistico ci volevano minimo otto mesi, avrei dovuto aspettare senza scrivere. Mi hanno dissuaso e ho deciso nel frattempo di dedicarmi ad altre storie, e poiché all’epoca lavoravo in un’agenzia pubblicitaria, e il mio antipatico boss mi negava un aumento, ho deciso di scrivere un romanzo nel quale veniva assassinato. Da lì sono partiti sette gialli con protagonista Simona Griffo, un’italo-americana appassionata di arte e di cucina pubblicati con lo pseudonimo di Camilla Crespi, ma ad un certo punto ho detto stop e ho deciso di usare il mio vero nome per questa storia, che però non è tanto autobiografica quanto mi sarei aspettata...

 

Il romanzo è stato tradotto dall’inglese in italiano, una lingua che comunque tu parli e scrivi correntemente. Che effetto fa essere tradotti in una lingua che si capisce così bene? E’ una cosa che non capita tutti i giorni a uno scrittore...

Essere tradotta in italiano dalla brava Erika Bianchi è stata una gioia incredibile, mi sono sentita italiana e americana allo stesso tempo: mi sono sentita compiuta. Si è trattato di un processo talmente naturale che ad un certo punto ho iniziato a credere che il libro fosse stato persino pensato in italiano. Solo in pochissimi momenti ho avuto difficoltà a capire alcuni passaggi un po’ più arzigogolati, poi però l’inglese è sparito e mi sono ritrovata a leggere il mio libro, mi sembrava che la traduttrice non esistesse più, che avessi fatto tutto io.

 

Definiresti Il prezzo del silenzio un legal thriller? E che ruolo ha il racconto del processo nel tuo romanzo?

Il processo in realtà non c’era nella prima stesura, ho pensato di inserirlo perché quel filo conduttore mi aiutava come scrittrice, solo che mi sono trovata a domandarmi: E che ne so io di processi? Il caso ha voluto che fossi convocata a far parte di una vera giuria popolare in un vero processo, e vedere ‘dal di dentro’ come funziona il sistema giudiziario americano mi ha aiutato a cavarmela. Comunque non si trattava di un processo per omicidio, ma di un tipo che aveva rubato 70.000 dollari alla sorella...

 

Quali sono gli scrittori ai quali guardi come punto di riferimento?

Più di tutti amo Henry James, anche se quando ho letto per la prima volta le sue cose mi pareva una pizza il suo procedere a spirale nella narrazione. Solo quando ho iniziato a scrivere ho capito che lui accenna sempre alle cose, non le descrive mai apertamente, aggira i fatti, non li rivela. Poi sono stati molto importanti per la mia crescita come lettrice e come scrittrice Agatha Christie e tutti i classici del giallo in genere. 

 

I libri di Camilla Trinchieri
 

 

 
 
 
 
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