Intervista a Carla Signoris

Carla Signoris
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Volto simpatico, energia da vendere, Carla Signoris è una delle signore della comicità italiana. Moglie di Maurizio Crozza, conquista per spontaneità, ironia e intelligenza. Noi di Mangialibri l'abbiamo incontrata per sapere qualcosa di più sul suo debutto come scrittrice.

La prima volta alle prese con la scrittura: com’è andata?
Per me è stata una completa rivelazione, una sorpresa, una scoperta. Mi sono resa conto che la scrittura in sé è importante per l’anima, è un momento molto intimo, un’esperienza profondamente personale. Scrivendo ho riscoperto l’importanza della lentezza, il bisogno di riappropriarsi del tempo del pensiero. Aspettavo che tutti fossero fuori casa per ritagliarmi il mio spazio per scrivere e mentre lo facevo non mi rendevo conto neppure delle ore che passavano.
 
Come è nata l’idea di Ho sposato un deficiente?
Tutto è cominciato grazie alla richiesta della rivista Velvet di scrivere degli articoli sull’argomento della coppia, poi la Rizzoli mi ha proposto di farne un libro e così ho pensato subito ad una versione moderna di Giulietta e Romeo in cui però muore solo Romeo, eh eh. Il titolo è molto accattivante, però modestamente credo che il contenuto sia anche migliore… Molte cose nel libro sono racconti di episodi personali, della mia famiglia, come il dibattito in cucina tra me e Maurizio sul pollo al latte, mentre altre sono prese a prestito da esperienze di amici. Il libro ha avuto un grande successo, tante ristampe in breve tempo: sono ovviamente molto contenta di questo, gran parte del merito va al titolo, che è ironico senza essere sarcastico, nel senso che non c’è cattiveria, l’uso del termine deficiente l’ho inteso nel suo reale significato ovvero ‘mancante di’ perché credo che tutti noi manchiamo di qualcosa; e poi è stato un passaparola. Pensa che un mio amico l’ha usato come bomboniera per il suo matrimonio...
 

L’ironia ti ha sempre accompagnata. E' un optional o un must per la sopravvivenza?
Credo che anche in una coppia fintanto che si riesce ad ironizzare sulle piccole grandi manie di ciascuno, finché si ride sulle abitudini, belle o brutte che siano vuol dire che in un rapporto c’è sempre una via d’uscita e non diventa necessario andare dall’avvocato.
 

Tu sei un’attrice, principalmente un’attrice. Lo percepisci come un limite, un ruolo che ti va stretto, o...?
Ho studiato allo scientifico, poi mi sono iscritta ad Architettura perché volevo diventare scenografa, nello stesso periodo ho frequentato la scuola di teatro per vivere l’atmosfera, poi ho fatto Lettere… insomma ho fatto tante cose. Credo che l’importante sia mettersi in gioco sempre, abitudine che noi attori - io per prima - non pratichiamo molto spesso. Per anni mi sono appoggiata alle cose che sapevo di saper fare, mi sono adagiata sulla mia caratteristica di attrice brillante anche perché se un regista ti vede far bene un certo tipo di ruolo tende a riproportelo sempre. Da giovane volevo fare Giulietta, ma mi dissero che avevo il fisico della caratterista… io non credo che esistano attori per ruoli principali e caratteristi, ma piuttosto attori bravi o meno bravi.
 

Il legame con la letteratura in fondo non è nuovo per te: molti anni fa mettesti in scena Il bar sotto il mare di Stefano Benni, no?
All’epoca tentammo di lavorare molto sull’improvvisazione, c’erano veri e propri racconti proposti come una lettura scenica ed altre parti più dialogate, da noi recitate. Ricordo che la difficoltà era avere Stefano Benni in sala, alla prima a Roma arrivò con un bel monologo lungo scritto per l’occasione da farmi imparare e questo succedeva spesso. Da allora ho deciso di lavorare su testi di autori morti, e morti anche gli eredi!
 

Tu hai dato la voce anche ad un personaggio indimenticabile dei cartoon, la Dori di “Alla ricerca di Nemo”...
È stata un’esperienza molto bella, mi sono divertita tanto. Dori mi somiglia moltissimo nel suo essere un po’ vaga, un po’ concreta, malata della sindrome dell’abbandono, e doppiarla mi ha assicurato un numeroso pubblico di piccoli lettori, no?
 

Stai già pensando ad un altro libro?
Sì, di tutt’altro genere, la scrittura è stata una vera scoperta, una strada che voglio continuare. 

 
I libri di Carla Signoris

 

 

 

 
 
 
 
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