Intervista a Carmine Di Giandomenico

Carmine Di Giandomenico
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E' una delle matite più affilate del panorama fumettistico internazionale, e nella sua rapida carriera è passato dall'underground italiano (Examen, Giulio Maraviglia) alla Marvel (Conan, Capitan America, Magneto, DareDevil, Spider-man). In mezzo, una originalissima rilettura del mito di Ulisse che l'ha visto debuttare anche come sceneggiatore. Abbiamo incontrato il disegnatore abruzzese per parlare di fumetti. Uno dei nostri argomenti preferiti, tra l'altro.
Con Oudeis fornisci una originale rilettura cyberpunk del mito di Ulisse: come mai questa scelta di affiancare antico e moderno?
L'idea di unire il tema classico ad una struttura narrativa e non moderna mi ha sempre affascinato. Per quanto riguarda Oudeis, tutto è nato come un gioco, e mi sono voluto divertire, cercando di costruire interpretazioni diverse dallo schema classico e ricomporle in altre vesti. Mantenendo però sempre lo spirito dell' avventura classica. Per quanto riguarda la mia interpretazione, oltre che dare una chiave diversa del mito di Ulisse, il suo punto di forza e di ricerca è di rompere gli schemi narrativi classici all'interno della pagina disegnata, e aggiornali con un taglio personale. Inoltre mi ha sempre affascinato poter accomunare tutte le arti figurative e no in un progetto. Credo nella collettività e nello sviluppo di un progetto che possa dare spazio interpretativo a tantissimi autori con un obiettivo comune. E Oudeis nel suo piccolo rappresenta il primo tentivo riuscito nell'unione di menti differenti tra loro, ma con un obiettivo comune.
 

Come è stato occuparti anche dei testi oltre che dei disegni?
Occuparmi dei testi è stato affascinante e divertente, per me è come realizzare un rebus, un quiz al quale la mente deve trovare le risposte. E proprio come dicevo prima tutto è nato da solo, per gioco. Avevo disegnato questi personaggi e guardandoli mi chiedevo chi fossero e perchè, perchè un pagliaccio? perchè un uomo triste? perchè una spiaggia? e ponendomi queste domande nasce l'idea dell'intepretazione di Oudeis. Di difficoltà ne ho avute, visto che la mia prima specializzazione è disegnare fumetti e non scriverli. Ma è stato del tutto naturale nel cercare di affronte questa difficoltà. Inoltre ad aiutarmi con un'ottima supervisione è stato Andrea Ciccarelli di Saldapress che ha creduto nel progetto e ha collaborato insieme a me per poter arrivare a ciò che avevo in mente. Andrea mi ha aiutato a capire dei meccanismi cercando di farmi capire che la semplicità delle volte è necessaria. Perchè dico questo? Perchè per me Oudeis doveva essere molto più contorto di quello che è adesso. Quindi questo dialogo mi ha fatto comprendere meglio alcuni meccanismi della sceneggiatura, e potermi muovere meglio di conseguenza sia nell'approccio di un'idea sia che su una tavola.
 
Per il lancio del progetto Oudeis hai creato un blog e realizzato un booktrailer, anzi una serie di materiali video con backstage, etc. Pensi quindi che ormai un prodotto editoriale non possa non avvalersi di una strategia comunicazionale 'multimediale'? E quali potenzialità ha il web secondo te per 'acchiappare' nuovi lettori?
Le potenzialità che il Web possa far prendere nuovi lettori...ci credo poco. Oggi come oggi secondo me il Web serve per fare una pubblicità che possa essere visibile a tutti, ma si parla solo di visibilità, perchè oggi l'utente va accelerato, corre alla disperata senza soffermarsi e riflettere. E dopo aver letto per 5 secondi una pubblicità o uno speciale riguardo ad un libro, o un progetto, cambiano pagina web alla ricerca di altro. Invece credo che il fumetto debba tornare nelle piazze, a sorpresa. Che so... organizzare un treno che sosta per due giorni in ogni stazione del paese, dove trovi gli autori e i personaggi dal vivo e non su un monitor freddo. La gente deve riscoprire il piacere di poter parlare con gli autori e gli editori, e di riappassionarsi a personaggi dell' immaginario. Ma so che questa sarebbe un'utopia, e quindi oggi bisogna cercare nuove formule di marketing che possano incuriosire. Per quanto riguarda Oudeis insieme a Saldapress abbiamo realizzato dei materiali di promozione che potessero anche per un attimo far soffermare l'utente accelerato. Ma lo scopo principale nell' organizzare e realizzare questi materiali per il Web è stata una splendida occasione per poter conoscere e collaborare con altri artisti di altri campi, dall'animazione alla musica. E' stato come fare un concerto tutti insieme, senza pensare alla pubblicità in sè. E spero che questo divertirsi a raccontare in vari modi lo stesso progetto possa aver incuriosito almeno qualcuno. Non dico che debba averlo comperato l'albo, ma almeno per un attimo che l'abbia attratto e divertito.
 
Hai lavorato a lungo per cinema e tv come storyboarder, che differenza c'è con il fumetto? E l'esperienza ti ha lasciato dentro qualcosa di 'cinematografico'?
L'esperienza con il cinema non è stata poi così lunga. Il motivo è che preferisco fare fumetti, è un'indole che ti resta dentro e che non puoi farne a meno. Però mi hanno lasciato veramente tanto e soprattutto ho potuto immagazzinare e fare mie a livello interpretativo delle strutture narrative appartenti al cinema e poterle applicare sulla pagina a fumetti. Però questo modo di smontare e ricostruire l'impaginazione della pagina stessa oggi non è molto capito o meglio ancora in italia non si è abituati a questo tipo di struttura 'mobile' ( così la chiamo io ). E anche per il lavoro che svolgo come disegnatore sotto sceneggiatura altrui non posso dare sfogo come vorrei al mio modo di raccontare. C'è anche da dire che prima di iniziare qualsiasi lavoro cerco di riflettere principalmente sulla struttura narrativa per poterla rappsentare al meglio, senza lasciarmi andare. Ad esempio il mio ultimo lavoro, Magneto testament, sceneggiato da Greg Pak per la Marvel, è stato un lavoro che mi sono reso conto da subito aveva bisogno di una struttura da gabbia a fumetti classica e standard per poter potenziare al massimo la vicenda narrata, e per un mercato che rappresenta il dinamismo e la rottura degli schemi dentro la pagina, vedi le ultime storie di Spider-man, è stato innovatico all'inverso. C'è anche da dire che comunque oggi questa sperimentazione senza i grandi maestri classici non potrebbe esistere, e ogni autore che voglia iniziare a intraprendere una strada comunicativa personale, deve prima conoscere quella classica.
 
Come è nata e si è sviluppata la tua esperienza con la Marvel? Come giudichi il fenomeno degli ultimi 10 anni con tanti disegnatori italiani ed europei approdati nei comics Usa?
Allora: che ci si possa credere o meno, io a New York non ci sono mai stato in vita mia, né tantomeno negli USA. Può sembrare stonata questa cosa, ma è la verità. Alla Marvel sono approdato grazie ad internet, dove Joe Quesada, direttore della Marvel ha visto dei miei lavori e mi ha voluto mettere alla prova. E da allora sono passati 5 anni. Il fatto che molti autori italiani lavorino per la Marvel mi fa molto piacere, è positico che almeno una parte del made in Italy che in Italia non ha possibilità di farsi conoscere per le sue potenzialità possa avere una valvola di sfogo e far vedere che anche qui da noi ci sono - e ce ne sono tantissimi altri ancora, eh - autori che possono realizzare e dare qualcosa di più.
 
Qual è il personaggio Marvel col quale ti sei trovato meglio e quello che sogni di disegnare un giorno?
Il personaggio Marvel che preferisco è DareDevil, perchè lo trovo molto realistico, nonostante i suoi poteri. Ma quello che mi ha sempre affascinato è la sua struttura piscologica contradittoria. E un piccolo sogno l'ho gia relizzato, scrivendo, reinterpretando e disegnando le origini proprio di DareDevil nella miniserie Battlin Jack Murdock, dove a raccontare la storia del personaggio principale è il padre di Matt Murdock.

 
I fumetti di Carmine Di Giandomenico

 

 

 

 
 
 
 
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