Intervista a Chiara Carminati

Chiara Carminati
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Assistere a un laboratorio di lettura di Chiara Carminati è un'esperienza entusiasmante. Lei, un libro di poesie e un manipolo di marmocchi di età diverse che pendono dalle sue labbra e rispondono alle sollecitazioni (come in un bel gioco) perché lo sentono, perché le parole sonore di Chiara creano un clima che rende quasi necessario il loro coinvolgimento. Ha un occhio per tutti i piccoli partecipanti all'incontro, riesce a tenere a bada con nonchalance anche il bambino rompiscatole che cerca in tutti i modi di renderle la vita difficile...
Sei bravissima con i bambini, come hai scoperto questo talento?
Faccio promozione della lettura. Giro per le biblioteche, leggo libri ai bambini e ai ragazzi e creo dei percorsi tra i libri in modo che a loro venga voglia di tornare in biblioteca a cercarsi quelli che gli ho letto o a cercarsene altri. Ho cominciato con laboratori su testi di poesia e, a forza di giocare con le parole, da una cosa è nata l'altra… La molla è stata la voglia di giocare, di sentire che le parole fanno delle cose… I bambini smettono di farlo quando cominciano la scuola se non hanno qualcuno che li segue da quel punto di vista. Perché la parola, che fino a quel momento era stata parola orale, un po’ per forza di cose, un po’ per gioco – la scuola materna è il regno delle filastrocche e delle conte – quando imparano a leggere e a scrivere diventa soltanto parola scritta. A meno che, appunto, non abbiamo insegnanti attenti, premurosi e appassionati che continuano a coltivare la parola orale, che conoscono il valore dell'ascolto anche in vista della lettura autonoma. La lettura silenziosa infatti avviene con gusto se si attiva una voce interna che ti fa sentire la parola nella sua materialità, ma questo si prepara prima di arrivare alla lettura autonoma.
 

A proposito di scuola, come pensi che venga trattata la poesia alle scuole elementari?
Mah, c'è di tutto. Io sono in contatto con situazioni privilegiate. Le insegnanti che vengono da me hanno un interesse specifico per la poesia. Magari non sanno cosa farne, ma sono molto disponibili e aperte alle novità. Credo però che la poesia per i bambini sia ancora confinata nei territori dei buoni sentimenti e della natura leziosa e insopportabile. Siamo ancora lontani dal messaggio che la poesia è soprattutto uno strumento di comunicazione e serve a parlare di tutto. Poi manca la continuità nel percorso: partendo dalle filastrocche i bambini si ritrovano all’improvviso i testi dei poeti dei programmi scolastici senza essere preparati, e arriva l’inevitabile crisi di rigetto. Servirebbe quasi un’“educazione alimentare” alla poesia, che proceda gradualmente dal semplice al complesso.
 

Da autrice di libri per l’infanzia hai avuto a che fare con la “categoria” degli illustratori. Cosa mi dici del tuo rapporto con loro?
Bellissimo... Ho avuto ottime esperienze, in particolare con Pia Valentinis, con la quale ho collaborato spesso… Clementina Mingozzi, che ha illustrato Poesie per aria, invece non la conoscevo prima, si è trattato di una scelta della casa editrice, tra l’altro felicissima secondo me. Il suo stile molto arioso, aereo quasi, ottenuto facendo tutto con la carta, riesce a donare una nota di eleganza anche a certe poesie più semplici, meno pretenziose. È stata una scelta competente, come spesso accade nel caso dei piccoli editori... con loro si crea un rapporto umano e professionale insieme che mi piace molto.
 

Musica e poesia sono arti affini, so che hai partecipato ad un progetto che le mette assieme…
È stata un'avventura bellissima. Giovanna Pezzetta, pianista e compositrice della Linea Armonica, aveva in mente di fare qualcosa per i bambini piccoli – anche lei già lavorava nella promozione della lettura. Dato che uno dei mie tarli è che la poesia bisogna leggerla con la voce e con il corpo, abbiamo deciso di aggiungere ai testi la musica in modo che le poesie diventassero canzoni, canzoni da agire (testo della poesia e istruzioni), ed è nato il libro con cd Rime per le mani. Poi, al momento di incidere, Leo Vigili, che è un musicista molto eclettico, ha coinvolto altri strumentisti (chitarra, contrabbasso e batteria). Le registrazioni sono avvenute in studio ma “dal vivo”, a differenza di altri progetti per bambini. Nel cd si ritrovano stili musicali molto diversi (dalla tarantella al tip-tap) che mantengono comunque un certo grado di complessità.
 
Cos’hai in preparazione, che c’è nel tuo cassetto?
Intanto vorrei fare un altro libro con cd e collaborare ancora con musicisti. Poi, a breve, è prevista  la ripubblicazione del mio primo libro. Ma, insomma, si scrive sempre e gli altri progetti non sono nel cassetto ma sulla mia scrivania…
 

… anche delle poesie per grandi?
No! Un no secco, nel senso che non considero le mie poesie soltanto per bambini, ci sono molti adulti che le leggono e le apprezzano. Invece mi piacerebbe scrivere qualcosa indirizzato agli adolescenti. È una bella sfida perché bisogna parlare alla pancia dei ragazzi che attraversano un'età decisamente critica…
 
 
I libri di Chiara Carminati

 

 

 
 
 
 
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