Intervista a Clive Cussler

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Titano della narrativa di genere action-avventuroso, Cussler è un ragazzone di quasi 2 metri e più di 80 anni. Sub provetto, ha fondato e dirige la National Underwater & Marine Agency, un’associazione no profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti marini di rilevanza storica. A noi di Mangialibri ha raccontato una serie di aneddoti sui suoi inizi come scrittore veramente deliziosi. Silenzio, parla Clive!




Come si diventa una macchina da bestseller da milioni e milioni di copie vendute in tutto il mondo? So che c’è un aneddoto molto divertente legato ai tuoi esordi come scrittore, vuoi raccontarcelo?
Mia moglie aveva trovato un lavoro alla stazione di Polizia vicino casa nostra, ma faceva i turni e quindi quando lavorava di notte dopo che avevo dato da mangiare ai bambini e li avevo messi a letto non avevo nulla da fare, nessuno con cui parlare. E allora ho pensato: quasi quasi mi metto a scrivere dei romanzi. Avevo in mente un ciclo di avventure mozzafiato, un qualcosa di simile a James Bond, ma dovevo trovare un ingrediente originale, altrimenti non avrebbe funzionato: e ho pensato al mare. Ho chiamato il mio eroe Dirk come mio figlio, e mi sono messo a scrivere. Mio figlio ricorda ancora oggi quando aveva tre anni e dal suo lettino la notte sentiva me che picchiavo sui tasti della macchina da scrivere come un pazzo mentre inventavo le avventure di un tizio che portava il suo nome. Ora che avevo un personaggio e dei romanzi però mi serviva un editore: io allora di mestiere facevo il pubblicitario, e così in ufficio mi sono procurato tutti gli indirizzi degli agenti letterari americani. Poi ho realizzato una carta intestata di un fantomatico agente teatrale inventato, ci ho messo l’indirizzo postale di mio padre – che abitava in un quartiere più “in” del mio – e mi sono scritto da solo una lettera di raccomandazioni più o meno di questo tenore: “Carissimo, come tu sai io mi occupo di film e teatro e non di libri, ma mi sono capitati tra le mani un paio di manoscritti davvero validi, secondo me è il caso che tu ci dia un’occhiata”, e poi l’ho spedita a tutti gli agenti letterari. Il primo a rispondere è stato Peter Lampack: dopo qualche settimana è arrivata a casa di mio padre una sua lettera che diceva: “Uno dei manoscritti che mi hai segnalato è eccezionale, dimmi dove abita questo Cussler che gli faccio subito un contratto”. Da allora Peter è il mio agente, sono quasi 50 anni ormai. Gli sarò sempre grato perché ci ha messo tre anni per trovarmi un editore, per vendere il mio primo libro, ma ciononostante non mi ha mai abbandonato e ha creduto in me. Il problema è che in quei tre anni io del mio trucco non gli avevo ancora detto nulla! Sei anni dopo decisi che non potevo più vivere con questo peso e decisi di dirglielo: appena ha saputo si è buttato sotto il tavolo in preda alle risate, non si calmava più. Appena ha ripreso a respirare mi ha rivelato: “E io che ho sempre pensato che quell’agente teatrale era qualcuno che avevo conosciuto mentre ero ubriaco!”.

Sei soddisfatto delle versioni cinematografiche dei tuoi libri? Ce n’è qualcuna nuova che bolle in pentola?
No, direi proprio di no. Ho sempre pensato che i miei libri fossero molto molto meglio dei film che hanno ispirato (Blitz nell’oceano e Sahara). E anche per questo non credo ci saranno nuovi film tratti da miei libri per parecchio tempo. Quindi consiglio di guardare la tv, piuttosto. Ci sono molti ottimi programmi. Il mio preferito? South Park, ma è una risposta che non piace mai ai giornalisti che mi intervistano.

Ti disturba essere considerato un autore di serie B da gran parte della critica letteraria e non un intellettuale o un artista, o te ne freghi e tiri avanti per la tua strada?
No, non mi disturba affatto. Hemingway diceva che scriveva per i soldi, non per i critici. Non è proprio così per me, ma sono più che felice della mia nicchia di pubblico. Le rockstar intrattengono le loro audience, io intrattengo i miei lettori. Sono una rockstar. Ehi, mi piace l’idea.

Cos’è la NUMA – quella del mondo reale – e cosa significa più in generale il mare per Clive Cussler?
Il mare è un intrigo, un mistero profondo. Non sappiamo quasi nulla del mare, a pensarci bene. E questo lo rende uno sfondo perfetto per avventure che hanno nella scoperta l’ingrediente principale. Quanto alla NUMA, ho sempre avuto la passione per le esplorazioni marine, per le navi sommerse. Negli anni ‘70 stavo collaborando al recupero di un relitto e qualcuno mi ha suggerito che se avessi fondato un’associazione no profit specializzata nella localizzazione, nell’identificazione e nel recupero di relitti marini di rilevanza storica avrei potuto esercitare la mia passione meglio. Detto fatto: nel 1978 ho fondato la National Underwater & Marine Agency, la NUMA, che si chiama proprio come l’agenzia governativa inventata da me per la quale lavorano Dirk Pitt e i suoi. Bada bene: non facciamo cacce al tesoro o roba simile, semplicemente ogni tanto affittiamo una barca con qualche strumento e facciamo una spedizione. Non sono mancati i successi, mi piace ricordarlo: per esempio abbiamo recuperato il relitto della “Mary Celeste”, che tutti ritenevano una nave fantasma, e poi quello del “Carpatia”, la nave che ha soccorso il Titanic durante il naufragio.

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