Intervista a David Mitchell

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Il britannico David Mitchell ha quell'apparenza così dannatamente inglese, se sapete cosa intendo. Malgrado - sorpresa! - abbia vissuto in Sicilia e in Giappone. Nel 2007 è stato addirittura inserito dal Time magazine nella lista 100 Most Influential People in The World. Affetto da una grave forma di balbuzie, è tra i testimonial della British Stammering Association.




Sei stato definito uno scrittore enciclopedico. Ti ritrovi in questa definizione?
Beh, amo molto le enciclopedie!  


Come scegli i soggetti dei tuoi romanzi?
Probabilmente sarebbe più corretto dire che sono i soggetti che scelgono me, penso spesso ai libri che scriverò in futuro come aerei che volano in cerchio sopra in attesa del proprio turno per atterrare. A volte penso che gli scrittori abbiano al proprio interno una sorta di contatore Geiger che inizia a suonare quando si avvicina ad un soggetto interessante.


Nel tuo libro I mille autunni di Jacob de Zoet parli di personaggi olandesi in Giappone, come ti sei preparato per un soggetto del genere?
Sono stato realmente in Giappone, ci ho vissuto per otto anni ma non solo per spirito di ricerca, sono sposato con una donna giapponese. E in quel periodo ho scoperto Decima, un avamposto della Compagnia delle Indie olandese. Nel periodo in cui il Giappone è stato isolato quella città era rimasto l'ultimo piccolo luogo di scambio tra quegli eremiti chiusi in loro stessi e l'Europa.


Viene spontaneo chiederti a questo punto: hai mai letto Shōgun di James Clavell?
No, non l'ho mai letto, ma in compenso ho seguito la serie televisiva che ne hanno tratto, sono rimasto molto colpito dalla trama, sicuramente l'autore aveva avuto un diverso percorso, ma mi sa che il rapporto con il Giappone sia stato lo stesso... Clavell però ha scritto un altro libro che mi è stato molto utile, la storia di una specie di locanda sulla strada per Osaka la cui gestione è stata tramandata di generazione in generazione e devo dire che da questo libro ho 'saccheggiato' molte storie.

I LIBRI DI DAVID MITCHELL

 

 

 
 
 
 
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