Intervista a Efraim Medina Reyes

Efraim Medina Reyes
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È la voce ribelle della nuova letteratura latinoamericana. Spara a zero sui maestri tipo Gabriel García Márquez, ha sempre una rock band da lasciare o da riformare, ama i fumetti di supereroi e l'approccio disinibito al sesso delle ragazze colombiane. Acne, sguardo da indio, sorriso sensibile da ragazzone: abbiamo parlato ore di eroi in calzamaglia, bevuto non so quante birre e alla fine di tempo per l'intervista vera e propria ne è restato poco, amigos...

I tuoi romanzi - non importa quanto inverosimili siano le vicende che in essi racconti - hanno sempre l'inconfondibile puzzo della realtà...

Non so raccontare una storia che non abbia un contatto con la realtà, perché non ci crederei, e non saprei nemmeno raccontare una storia a cui non credo. E poi raccontare i fatti spiacevoli della mia vita è un po' come riscattarmi.

 

Quanto conta la musica per te e per questo La sessualità della Pantera Rosa?

Tantissimo in entrambi i casi. Il libro è la storia di un uomo che vuole fare canzoni, provare le stesse sensazioni dei musicisti rock che si esibiscono davanti a decine di migliaia di persone. Vuole cambiare la musica, sperimentare, odia le canzoni commerciali. Inoltre, con alcuni musicisti italiani abbiamo realizzato un cd con canzoni ispirate al libro, le canzoni che il protagonista immagina nel libro. Poi tra un capitolo e l'altro ci sono capitoletti interi ognuno dedicato ad una canzone di un gruppo del quale sono... beh, il finanziatore! Ha a che vedere con la mia adolescenza: col mio gruppo di allora abbiamo inciso 2 cd che hanno venduto qualcosa come 8 copie, e poi ci siamo divisi.

 

Anche l'esperienza della radio è autobiografica?

Sì, ho lavorato alla radio, una cosa che in Colombia è molto importante, perché lì da noi nelle piccole comunità rurali la tv non arriva e c'è l'opinione diffusa che la tv dica solo bugie, così la gente quando vede un telegiornale poi accende la radio per controllare che le notizie siano vere. Io stesso ho visto la prima televisione a 9 anni. Con la situazione politica e sociale colombiana la radio è essenziale per la sua velocità, e anche la musica ascoltata alla radio è fondamentale per la cultura colombiana. Così ho voluto dedicare un omaggio alla radio.

 

Potresti sintetizzare i tratti essenziali di quella che chiami la cultura colombiana? E quanto ha a che fare tutto questo con il sesso?

Sono cresciuto in una regione della Colombia nella quale non si cresce con un senso di mistero riguardo al sesso, ma lo si considera viceversa una cosa del tutto naturale. Il popolo colombiano in genere - quello povero - ha molta naturalezza nelle questioni di sesso: non ci sono i percorsi tortuosi e i pensieri perversi che si trovano altrove. La mia gente legge il mio libro e lo trova divertente, non certo esagerato. Anzi, sono sicuro che mi direbbero di mettere più sesso nel libro! Non dimentichiamo che in Colombia c'è una guerra civile che va avanti da cinquant'anni e allora la gente è abituata a non pensare al futuro, ma a vivere ogni festa, ogni bacio, ogni abbraccio come fosse l'ultimo, con una intensità, una energia, un fuoco che appena mi allontano dalla Colombia si affievolisce e si spegne, e mi manca terribilmente. A casa mia dobbiamo per forza ridere delle cose che ci fanno più male: quando c'è un funerale c'è allegria perché si sa che la sera si riderà, si racconteranno storie... Nella foresta c'è un villaggio famoso, abitato da discendenti di ex schiavi liberati, di criminali e avventurieri. Là la gente balla e nessuno piange quando qualcuno muore. Si piange quando qualcuno nasce, evento che a loro sembra più triste della morte. Gli uomini non lavorano, e nemmeno possono fare le faccende di casa: le loro donne non glielo permettono. Hanno l'obbligo di dormire e riposare tutto il giorno perché al loro ritorno a casa le loro donne li obbligheranno a fare l'amore tutta la notte. Ecco, un posto del genere può esistere solo in Colombia, io credo.

 

Musica, sesso, radio: l'altro ingrediente essenziale del tuo romanzo sono i fumetti... Come nasce il tuo amore per le nuvole parlanti?

Sono un grande appassionato di fumetti di supereroi americani e di fumetto underground colombiano. Amo la fragilità dei supereroi, il fatto che hanno un'esistenza piena di problemi esistenziali. L'eroe preferito della mia adolescenza è Green Arrow, che è spesso considerato un eroe di seconda categoria, e addirittura non è mai stato capace di essere protagonista da solo della sua stessa serie per più di 2-3 numeri di seguito, senza che gli autori non gli affiancassero questo o quel 'collega': evidentemente perché non lo consideravano abbastanza 'forte' come personaggio da reggere una serie da solo. Da allora ho sviluppato una vera passione per gli antieroi, i solitari, quelli che vanno controcorrente. 

 

I libri di Efraim Medina Reyes
 

 

 
 
 
 
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