Intervista a Eleonora Mazzoni

Eleonora Mazzoni
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Bella, colta e determinata. Eleonora Mazzoni, attrice, scrittrice e mamma di due bambini nati in provetta, racconta con precisione e un pizzico di ironia le vicende di chi non riesce ad avere una gravidanza ma la desidera ad ogni costo. E partorisce così anche il suo primo romanzo, con grande successo di critica e pubblico e le nostre congratulazioni.




Come nasce l'idea de Le difettose? E quanto di te c'è nel personaggio di Carla?
Durante la mia lunga ricerca di un figlio che tardava ad arrivare ho incontrato, nelle sale d'aspetto e in chat, un esercito di donne con la mia stessa difficoltà. Una miriade di storie ed emozioni che chiedevano di essere raccontate. Il tema della maternità, dove si intersecano vita e morte, così carico di pressioni culturali e sociali, anche di stereotipi, così complesso, ambivalente, primordiale, mi sembrava molto interessante. Mi sembrava molto interessante anche la sua declinazione contemporanea: il ricorso alla fecondazione artificiale, con quel groviglio di desiderio smisurato, speranza di farcela, senso di fallimento all'arrivo delle mestruazioni (dette appunto "le malefiche" o "le maledette"), ansia di non riuscire, paura del tempo che passa. Anch'io, come Carla, sono passata attraverso "fecondazioni artificiali fallite e aborti naturali riusciti". Detto questo ho creato situazioni e personaggi di fantasia e mi sono fatta guidare soprattutto dall'immaginazione. Il romanzo nasce da una realtà che conoscevo bene ma è meno autobiografico di quello che potrebbe sembrare.

 


Come donna e come attrice qual è per te il peso del tempo che passa?
Vivo in una società che ha l'imperativo della giovinezza. La vecchiaia non è più sinonimo di saggezza ma di invisibilità sociale e "rincoglionimento". Lo show businness ogni anno cerca di lanciare nuovi volti, rigorosamente in fiore, che andranno a sostituire quelli già passati di moda. Per le attrici avanti negli anni i ruoli belli al cinema spariscono. Eppure noto che tra età anagrafica e età percepita, soprattutto nelle generazioni dei 55-30enni, c'è discrepanza. Ci si sente sempre più giovani di quanto si sia effettivamente. Oggi la vita si è allungata e, grazie alla chirurgia estetica, alla medicina, a palestre, creme, stili e comportamenti più sani, anche una specie di "falsa" giovinezza si è protratta. Invece in un reparto di procreazione assistita dopo i 35 anni diventi irrimediabilmente vecchia. Come dice Carla: "Non esistono lifting alle ovaie". Mi sembrava un buon punto di partenza per una riflessione più ampia sul tempo. Da lì Carla (e io con lei) comincia a dialogare con Seneca. Che ci invita a riconsiderare in maniera più accurata questo bene prezioso, che sprechiamo e di cui ci facciamo depredare. Che ci consiglia di stare ancorati al presente. Sennò il tempo passa senza che ce ne accorgiamo. Spesso perdendo appuntamenti importanti. Facendoselo scippare dai troppi desideri che ci proiettano nel futuro e svuotano le giornate. Dai conti che continuamente cerchiamo di far tornare (e che ci riportano al passato) e invece non quadrano mai. Seneca dice di accogliere la nostra finitezza e i nostri limiti. E forse in questo modo si può scovare una forma di accettazione attiva nei confronti della morte. Non è un caso che ne "Le difettose" io racconti la morte dei nonni e bisnonni (da parte di madre) di Carla. Morti dignitose. Preparate. Come non se ne vedono più.


Qual è la tua idea della "famiglia" nella società contemporanea e come lo vedi svilupparsi nel futuro?
Non capisco ancora in che direzione si andrà. Di sicuro la famiglia tradizionale che per secoli è rimasta modello unico e forte (ancora oggi, pur disastrato, nelle nostre menti emancipate ha un peso importante, almeno simbolicamente) oggi non ha più attrattiva. Per secoli è esistito il matrimonio, istituzione religiosa e procreativa, in cui la passione non era contemplata. Quella avveniva in maniera extra-coniugale. Poi abbiamo cercato di far coincidere le due cose e ci riusciamo solo per periodi brevi. La cosa rivoluzionaria della fecondazione artificiale è che ora i figli si possono fare anche se sei gay o lesbica. Oppure senza mariti e senza mogli, da soli. Prima "soli" si rimaneva ad un certo punto. Ora il "soli" diventa il punto di partenza. Ci vorranno decenni prima che la società si trasformi. Ma succederà. Siamo pionieri di un'epoca che sta cambiando a vista d'occhio.


A chi ti ispiri come scrittrice? E come attrice?
Ho molte attrici "preferite": da Katharine Hepburn a Julianne Moore, Shirley MacLaine a Cate Blanchett, dalla Monroe a Susan Sarandon. E scrittori: da Manzoni a Svevo, dalla letteratura francese dell'800 a Genet, dalla O' Connor a Franzen.


Cosa vuoi fare nel futuro?
I mestieri più belli al mondo: scrivere e recitare.

I libri di Eleonora Mazzoni

 

 

 

 
 
 
 
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