Intervista a Francesca Ferrando

Francesca Ferrando
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Francesca è giunta all'esordio narrativo dopo sette anni di 'incubatrice' prima della pubblicazione, ma ha già quintali di carne artistica al fuoco. Trent'anni, artista multiforme, eccentrica e camaleontica - recita il suo blog: scrittura, sax, voce, teatro, danza del ventre, fotografia - giornalista, webmaster per l'Università di Torino e organizzatrice e curatrice di laboratori di scrittura creativa rap/hip pop. Marco Philopat dice di lei: “La Ferrando è la più convincente agitatrice culturale contemporanea”. Curiosi? Andiamo a conoscerla meglio.

Otto anni di vita per il tuo romanzo prima di approdare a Kowalski. Com'è cambiato Belle anime porche in tutto questo tempo? Com'era la protagonista Terry, otto anni fa?
Già, 8 anni fa... Avevo vinto un concorso nazionale grazie al quale Einaudi avrebbe letto un mio manoscritto, ma poesia e racconti, mi dissero, non avevano possibilità di pubblicazione. Mi sono seduta davanti al computer e letteralmente divertita a scrivere la storia di Terry. Ci ho impiegato 2 settimane. Quello era lo scheletro. La carne ce l’ho messa in altri 4 anni di lavoro. Le rifiniture e il ritmo in altri 2 anni ancora. In questi otto anni ho anche viaggiato tanto. Ho studiato, sia a livello accademico che di vita, e cercato di impregnare le pagine del roman-zoo, che pur è finzione, con fotografie tratte direttamente dalla realtà. Terry ha preso vita in modo sempre più drastico, fino a intromettersi nelle mie scelte letterarie - tutte le volte che ho tentato di scrivere un secondo romanzo con un'altra protagonista, lei non me lo ha permesso!
 

La tua cyber culla è http://www.facebook.com/l/03253;www.pressutopia.org. Ci parli di questo laboratorio?
Pressutòpia nasce proprio dall’esigenza di pubblicare Belle anime porche. La risposta dalle grandi case editrici era sempre la stessa: brava, scrivi bene, ma il contenuto… Troppo violento per gli standard italiani. Così decisi di autoprodurlo, ed insieme ad altre/i artiste/i fondammo nel 2006 questa piattaforma in rete. In seguito, quando il romanzo passò alla grande distribuzione, Pressutòpia continuò a generare vari eventi artistici, tra cui il Festival “Gioia e Sessualità” (2008), che coinvolse grandi nomi legati alla sfera dell’eros, tra cui Tinto Brass. Oggi Pressutòpia continua a vivere di vita propria, come laboratorio attraverso il quale organizzare e promuovere nuove scintillanti utopie.
 

Vivi l'arte in tutte le sue (multi)forme. Ma qual è l'ambito artistico per te più calzante?
Sì, hai ragione. Vivo l’arte in tutte le sue forme, e ti dirò di più. Se non creo, sto male. È come se la mia vita fosse legata in maniera indissolubile alla fantasia e alla creazione artistica. A volte me lo sono chiesto perché si crea. La risposta è stata una. Semplice: si crea per se stessi/e, perché non se ne può fare a meno. Il modo in cui mi esprimo varia a seconda del periodo. La parola è stata la prima passione, il primo gioco e il primo modo di dar voce alla fantasia. Ritengo che sia ancora l’ambito più caro, perché rappresenta l’inizio, ed anche lo strumento che mi ha fatto crescere e mi ha professionalizzata. Ma ci sono anche la danza, la filosofia, la musica, il video, la cucina...
 

E' vero che lavorerai alla regia della trasposizione cinematografica del romanzo? Che attrice vedresti bene per interpretare la tua Terry? E che esperienza sarà tradurre in immagini Belle anime porche?
Sì è vero. Ma è anche vero che il film sta riscontrando le stesse difficoltà che a suo tempo incontrò il libro, tanto più che il cinema in Italia si basa principalmente su fondi pubblici, e la storia di terry è scomoda. Mi sono stancata di sentirmi dire che il film va fortemente annacquato per poter essere realizzato. Così ne ho scritto un altro, totalmente diverso. Niente sesso, droga o violenza, ma lo stesso profondo e spumeggiante: decisamente più facile da produrre. Ma devo dire che il film tratto da Belle anime porche mi sta molto a cuore. Un po’ per l’attesa dovuta a questi continui slittamenti. Un po’ perché è un film che deve essere realizzato in modo sperimentale, aggressivo, coraggioso: un film che potrebbe distinguersi. Per quanto riguarda la protagonista, come anche tutti gli altri personaggi, saranno per lo più persone tratte dalla strada, volti vissuti, alla Pasolini, perché questa è la natura del libro, queste sono le sue radici, e devono essere rispettate.
 

Terry è l'anti adolescente-velina per eccellenza. Che spazio c'è secondo te tra i due estremi?
Sì, terry nasce proprio dalla volontà di (de)scrivere un anti-stereotipo. Mi sono divertita a inventare un personaggio di cui la letteratura – per lo meno quella italiana – era priva. Tra l’Inferno di Dante e i fumetti di Crumb. Una ragazzina brutta, grassa, cafona, maleducata, che cerca la sua libertà in modo anche estremo. Ma credo che terry, oltre che se stessa, rappresenti un lato dell’animo umano presente in ogni persona. La parte di noi che si ribella alle costrizioni, che se ne frega delle regole. Che cerca se stessa al di là dei confini. Credo che anche una velina possa riconoscere una parte di sé in quella terry che grida ostinata contro tutto e tutti/e.
 

Organizzi corsi di scrittura creativa. Tre errori da non commettere mai quando si scrive?
1) Se ti annoia ciò che scrivi, quasi sicuramente annoierà anche chi ti legge.
2) Non cercare di dire tutto. Raccontami il cuore. Ciò che palpita. Ciò che tiene in vita l’arte, la vita, il racconto.
3) Butta tutto ciò che non serve. Elimina aggettivi, virgole, articoli. Vai all’osso.
 

I tuoi scrittori-feticcio?
Più che scrittori, ho dei movimenti-feticcio, come il dadaismo, il situazionismo, la beat generation. Anche, a suo modo, il futurismo. Insomma, tutti i movimenti che hanno osato sperimentare, sia a livello d’arte che di vita.
 

L'umanità disarmata e disarmante di Terry – al di la delle facili tende dissacranti dell'evidenza – mi ha ricordato la tenerezza abbruttita dei personaggi bukowskiani. Potrebbe essere Terry una nipotina letteraria dello zio Buk?
Assolutamente sì, sia a livello di personaggi, che di stile letterario. Bukowski ha una scrittura cruda, che produce umanità sporca, sporcizia umana. E così Belle anime porche.
 

Perché hai scelto di non connotare i luoghi?
Volevo che il viaggio di terry potesse essere vissuto da lettori e lettrici di ogni parte d’Italia. Un viaggio al di là dello spazio e del tempo – per questo ho anche deciso di collocarlo in un passato non chiaramente definito, ma in cui il denaro era la lira, e le macchine erano ritmo, pandini e uno. Devo dire che ha funzionato: mi sono ritrovata gente di ogni parte di Italia a chiedermi se il viaggio di terry fosse ambientato nelle loro terre, perché le avevano riconosciute.
 

Hai dichiarato che Belle anime porche è il primo capitolo di un'ideale trilogia. Ci dici qualcosa sugli altri due capitoli o su i tuoi progetti futuri?
Belle anime porche è la carne, è il rosso. È, per così dire, l’inferno, senza dare un giudizio morale al termine. Ed è anche semplicemente un passaggio, che può essere letto in modo indipendente, ma va inserito in una trilogia formata da altri due capitoli. Nel prossimo la protagonista diventa una rapper e si ritrova catapultata nella scena rap di New York. Una sorta di purgatorio artistico, dove la violenza trova la sua catarsi nell’arte. Il terzo e ultimo capitolo della trilogia affronterà la ricerca spirituale. I grandi perché della vita, attraverso un viaggio in India e l’incontro con lo sciamanesimo. Questi sono i progetti legati alla scrittura. Ma io, come dicevamo prima, mi sento un’artista nel senso rinascimentale del termine, e sento l’esigenza di esprimermi, oltre che con la scrittura, anche con la musica, la danza, il cinema, la filosofia. E così stanno bollendo in pentola vari altri progetti artistici, tra cui, oltre ai film, un dottorato di Filosofia sul cyborg e l’insegnamento della Gangsta Bellydance, uno stile di danza che ho creato unendo la danza del ventre all’attitudine del gansgta rap. Esplosivo. [foto fabio lovino]
 
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