Intervista a Franco Trentalance

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Parlare al cellulare con il pornodivo italiano più famoso del momento – uno che hai visto, bando alle ipocrisie, “in azione” decine di volte – è sempre e comunque un po’ imbarazzante, dai, anche se lo fai perché ha scritto un libro. Poi se aggiungi che quando ti risponde sta ansimando ti viene pure un po’ la paura che ti dica “Scusa ti richiamo, sono in una riunione di lavoro”. Poi scopri che è in bicicletta in giro per la sua Bologna, che è un ragazzo simpatico e alla mano e allora l’imbarazzo passa e la faccenda diventa davvero piacevole.




Scrivi sceneggiature per molti dei film hard che interpreti: ma una sceneggiatura hard è un ossimoro, una mission impossibile o un lavoro serio?
Occuparsi di sceneggiature è gratificante, ma in effetti molto difficile nel mondo dell’hard: i tempi sono spezzati, il finale delle scene è sempre quello, noi attori non è che usciamo dall’Actor’s Studio, non è che hai molto spazio di manovra. Te lo dimostro: un film in media dura 100 minuti circa, all’interno dei quali ci devono essere 5 scene hard. Ogni scena hard montata sarà lunga dai 12 ai 17 minuti. Facciamo una media di 15 minuti. 15 x 5 scene = 75 minuti di sesso. 100 – 75 = 25. Abbiamo 25 minuti circa per raccontare la storia, descrivere e introdurre i personaggi, portarli a trombare e arrivare al finale, possibilmente a sorpresa e con un piccolo colpo di scena. Questo è il tempo totale a disposizione, naturalmente inframezzato dalle scene hard. In 25 minuti non possiamo fare troppi approfondimenti psicologici, giusto?

Hai lavorato con i più importanti registi del settore, nella tua carriera: come è cambiato l’hard italiano in questi anni?
Non possiamo nascondere che il settore dell'hard è in netta crisi, a livello europeo proprio. E da una crisi generalizzata si fa fatica a tirare fuori nuovi talenti e nuove idee. L’hard italiano ha vissuto un periodo d’oro qualche anno fa ma ora non ci sono ricambi, non ho eredi: sono l’ultimo highlander! L’unica eccezione sono le donne, che grazie al cambiamento che sta avvenendo a livello di costume e di cultura sono sempre di più. Ormai lavorare nell’hard è considerata un’opportunità, una scelta e non più un ripiego, e questo si riflette anche nella bellezza media delle pornodive, che è in rapida ascesa con una percentuale maggiore di ragazze giovani, acqua e sapone, non solo i putanòn di una volta, insomma.

Dalla lettura del tuo libro Trattare con cura si scopre un aspetto poco noto di te, e cioè la passione per lo sport: sei addirittura istruttore di tiro con l’arco!
Se avessi potuto scegliere avrei fatto lo sportivo, nella vita. E in un certo senso lo faccio, perché un pornoattore deve avere un eccellente equilibrio psicofisico, deve tenersi in forma altrimenti si espone a magre figure. Se una sera bevo con gli amici, quella dopo vado a letto presto per recuperare: insomma, niente stravizi!

...E poi forse lo sport ti ha aiutato a superare il brutto incidente alle gambe che hai avuto da ragazzo, no?
Sì, certo, quella dell’incidente è stata un’esperienza drammatica ma che mi ha insegnato tanto, come racconto nel libro. E last but not least, la preparazione sportiva mi è servita a fare un’ottima figura nel reality-show La Talpa, no?

Ormai sei un personaggio a tutto tondo, fai tv, teatro, film “normali”: come vivi questa nuova stagione? Come un riscatto o un semplice mutamento?
Sai cosa ho notato e che mi ha fatto molto piacere? Che quando sono ospite in tv nel “sottopancia”, cioè nella scritta che appare sotto di te e dice ai telespettatori chi sei e cosa fai, non c’è più scritto Franco Trentalance - Pornodivo, ma solo Franco Trentalance. Vuol dire che ormai vengo percepito per le tante cose che sono e non per una sola. Fino a qualche tempo fa non me ne fregava niente, porno volevo e porno ho fatto, ma ora sai con l’età, diversificando gli interessi e le carriere, mi serve anche di superare quella fase nella percezione del pubblico.

Ma è vero che la tua compagna sostiene che stava più tranquilla quando facevi solo porno e ora è più gelosa?
Verissimo. Le donne hanno questa mentalità per noi incomprensibile, ma è proprio il fatto che siano così diverse le rende ammirevoli.

E tu che sicuramente ne vedi parecchi, come sono i compagni delle pornostar donne?
All’estero, i compagni delle pornostar diciamo con un eufemismo che vanno un po’ “a traino” del lavoro delle compagne, non so se mi spiego. In Italia la maggior parte dei partner delle pornostar sono dei collaboratori, lavorano con le loro compagne come agenti o manager.

Che rapporto hai con la lettura?
Un rapporto assolutamente buono, come tutti vorrei leggere di più ma si sa come vanno le cose. La cosa curiosa è come sono arrivato al gusto per la lettura, che fino a qualche anno fa non mi interessava: mio padre dice sempre che se hai in casa una stampa di un artista famoso – che so, Dalì o Mirò – invece di un poster la differenza c’è eccome, anche se solo a livello inconscio “ti abitui” alla bellezza. E così è successo per me con i libri: me ne riempivo la casa ma non li leggevo granché. Poi ho cominciato a leggere e ora mi piace molto, è stato un processo indotto insomma. Leggo Coelho, Bach, Bukowski, Fante, i libri di Filosofia orientale. Quando viaggio in treno però per rispetto delle atmosfere silenziose necessarie per gustarsi libri profondi, ripiego su thriller americani alti così, ce ne sono di davvero validi.

I LIBRI DI FRANCO TRENTALANCE


 

 

 
 
 
 
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