Intervista a Giorgia Würth

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L’occasione ce la fornisce il Festival Anteprime, una grossa mano ce la dà Giulia Ichino, editor Mondadori, che ci consente di fare qualche domanda a Giorgia Würth, giovane, bella e affermata attrice cinematografica genovese che ha debuttato nella narrativa con un romanzo scabroso e anticonformista. Ci colpisce la sua determinazione ad affrontare un tema quanto mai delicato, non certo facile.




Perché hai deciso di dedicare un romanzo, L'accarezzatrice, al tema della sessualità delle persone diversamente abili?
L’argomento è un argomento che spaventa, che fa paura, io stessa ho iniziato ad intercettarlo e studiarlo cinque anni fa ma ho scoperto che si tratta di un mondo quasi sempre sommerso, con tanti tabù. Non mi piace esprimere giudizi ma la mia posizione è molto chiara, sono a favore dell’assistenza sessuale ai disabili e farò di tutto perché anche in Italia sia permessa questa figura professionale, che richiede un vero e proprio corso di studio che richiede competenze mediche, psicologiche e di certo non è per tutti. Ho pensato che quello che potevo fare è permettere di conoscere questa realtà attraverso un romanzo, fatto di finzione ma anche di reale approfondimento della questione, fatto di amore, di tante storie di amore. Vorrei definire cos’è l’assistenza sessuale. L’assistente sessuale è una persona che interviene quando la persona non totalmente abile non riesce autonomamente a soddisfare la sua attività sessuale o meglio direi sensuale. Si tratta di un uomo o una donna che accompagnano una persona nell’esplorazione del proprio corpo, una guida, che può evitare l’esplodere di seri disagi che spesso colpiscono i disabili.


Come sei venuta in contatto con questa realtà?
Ho conosciuto degli assistenti sessuali in Svizzera, che è l’altra mia metà! Si tratta di una figura presente in molti paesi del nord Europa. Ci tengo a dire che non sono solo le donne ma anche gli uomini a fare questo mestiere, ci sono anche assistenti sessuali gay in questi paesi avanzati. Il mio mentore in questo ambiente è stato Lorenzo Fumagalli, che mi ha dato tutto il suo appoggio per studiare tutto quello che mi serviva per affrontare con serietà questo argomento che mi ha fornito testimonianze e l’ha fatto con amore e rispetto. Ho frequentato forum e incontrato personalmente famiglie che vivono quotidianamente la realtà difficile di persone disabili. Ho parlato con associazioni di famiglie disabili, ho incontrato madri costrette a masturbare i propri figli e incontrato prostitute che però non possono essere una soluzione, perché non hanno gli strumenti necessari, spesso si rifiutano o svolgono questo compito con superficialità. Siamo in un paese in cui tante famiglie devono affrontare tante barriere, architettoniche, sociali e anche psicologiche. Persino le parole ci raccontano la ghettizzazione a cui il mondo della disabilità è costretto. Si tratta di integrazione proprio perché c’è disintegrazione. Ad aprile è stata presentata in Senato una proposta di legge firmata da tanti schieramenti. Il percorso sarà molto lungo e complicato anche perché nei paesi che hanno accettato questa figura, è legale anche la prostituzione. Ho visto filmati molto toccanti, gli incontri spesso durano anche due o tre ore, ci sono abbracci e carezze a cui i corpi dei disabili da sempre trattati solo con tocco medico non sono abituati. Rinforza l’autostima di persone purtroppo abituate solo a repulsione da parte degli altri. Sensualità e calore umano sono una chiave per accedere alla propria autostima, perché anche tu provi repulsione del tuo corpo se non trovi nessuno che lo ami, che lo accarezzi. Solo così puoi trovare il tuo posto nel mondo.



In che modo il tuo lavoro di attrice si riflette in ciò che scrivi?
Sicuramente ciò che accumuna questi due lavori, che poi sono forme di espressione, è la curiosità estrema verso tutto e verso tutti. Molti pensano che abbia scelto questo tema perché colpita da vicino dalla disabilità. In realtà no, anzi, io ho estremo bisogno di approfondire cose molto lontane da me, che non conosco. E’ stato un viaggio lungo, duro, per capire cose che non conoscevo, vorresti aiutare e fare qualcosa ma poi ti rendi conto che non puoi farlo. Un viaggio molto triste, malinconico, perché tante storie che racconto sono vere. Sto girando tutta Italia con questo libro e spesso arrivano ragazzi e ragazze diversamente abili, e nella maggior parte dei casi sono sorridenti, anche solo con gli occhi e io penso a me che spesso la mattina sono nervosa o arrabbiata. Credo che dopo un incidente ti rendi conto che la tua vita è profondamente cambiata e non puoi più fare quello che facevi prima. Una prima reazione può essere di rabbia, di chiusura verso il mondo, ma poi molti scelgono invece di “rinascere”, di utilizzare in qualche modo quello che è avvenuto per cercare una dimensione che comunque asseconda la loro natura. Molte di queste persone riescono a prendere in mano la loro vita e spesso riescono a mettere la loro esistenza a servizio degli altri. Lorenza Murri è un esempio su tutti, ha raccontato che se non ci fosse stato l’incidente probabilmente non avrebbe mai incontrato la scrittura… Questo libro mi ha cambiato, tanto, mi ha fatto conoscere me stessa ancora meglio, ci ho messo tanto a scrivere, spesso scrivevo e poi cancellavo, mi chiedevo chi sono io per parlare di sesso e handicap, addirittura due tabù messi insieme… Nella recitazione quando è possibile parto sempre dall’esterno del personaggio, magari da quale scarpe porta e come cammina, come si muove, come si pone verso gli altri. Ho bisogno di vedere sempre altro da me nello specchio. Mi è piaciuto molto interpretare Cicciolina proprio perché così differente da me, così lontana. Io non credo in Dio purtroppo ma sono fermamente convinta che se Dio esistesse firmerebbe la proposta di legge per i disabili! Mi rendo conto che per mia natura parto sempre dal corpo, che il corpo è predominante, non so perché, attraverso il corpo si può intercettare l’anima o Dio per chi ci crede. E con corpo intendo anche la mente.


Cosa di questa esperienza ti ha sorpresa davvero, cosa non ti aspettavi e ti ha cambiata profondamente?
Io non sapevo nulla di questa realtà, non mi ero mai chiesta come si fa sesso quando non puoi muoverti. Le storie più strane del libro sono quelle vere, è incredibile come la vita spesso ti sorprenda. Spesso gli uomini, i padri, scappano, non sopportano la vergogna di avere un figlio disabile. Quelli che restano sono straordinari. Le donne invece rimangono sempre. La madre di un ragazzo spastico accompagnando il figlio in spiaggia ha incontrato un uomo spastico di cui si è innamorata, dando scandalo: una relazione da cui però ha imparato tanto anche sul figlio, sull’uomo che sarebbe diventato. E in questo modo ha potuto capire che non avrebbe mai impedito al figlio di vivere la propria sessualità.

I libri di Giorgia Würth

 

 

 
 
 
 
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