Intervista a Giovanni Cocco

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Giovanni Cocco è comasco, nato nel 1976. Nella vita ha fatto un poco di tutto, dal cameriere al giornalista free-lance. Da qualche tempo si dedica solo alla scrittura.



Come nasce Il bacio dell'Assunta?
Il bacio dell’Assunta è un romanzo ambientato in Tremezzina, sulla sponda occidentale del lago di Como, nel territorio compreso tra Ossuccio e Griante. Questo piccolo lembo di terra che sorge proprio di fronte a Bellagio è diventata, a partire dalla fine del Settecento, meta di turismo aristocratico e luogo di soggiorno per celebrità provenienti da tutta Europa. I nomi delle dimore sono famosi nel mondo: Villa Carlotta, Villa Balbianello, Villa Balbiano, Villa Sola Cabiati, Villa La Collina. Senza dimenticare Villa D’Este a Cernobbio. Nel tempo vi hanno soggiornato personaggi come Stendhal, Liszt, Churchill, Hitchcock, l’ex cancelliere tedesco Adenauer. Più recentemente – e in posizione leggermente defilata, a Laglio – George Clooney. Il giorno in cui mi sono cimentato per la prima volta con quel testo che, a distanza di mesi, avrebbe preso le sembianze de Il bacio dell’Assunta, avevo due idee chiare nella testa. La prima era costituita dal desiderio di volermi cimentare con il genere della commedia, per proseguire quell’ideale cammino che, nel corso degli ultimi due anni, mi aveva visto affrontare generi tra loro agli antipodi come il postmodern novel di derivazione anglosassone (La caduta) e il romanzo di genere (Ombre sul lago). Ben conscio dei rischi che una tale scommessa poteva comportare (nessuno dei lettori dei miei precedenti lavori troverà in questo romanzo affinità con le cose scritte in precedenza), rimaneva da sciogliere una riserva, specie agli occhi del mio editore: cosa intendevo con il termine commedia? Un romanzo popolare nel senso più nobile del termine. Qualcosa che fosse in grado di far sorridere senza cedere alle lusinghe del trivio o della risata a crepapelle. Una via di mezzo tra l’umorismo di certi romanzi scritti cinquant’anni fa e la migliore tradizione della commedia brillante. Leggerezza, in una parola. Che sta all’opposto di sciatteria. Come Giovanni Mosca (che ha fatto sorridere gli italiani anche nei momenti più cupi della Storia), per primo, ci ha insegnato. E quale fosse la misura intermedia tra riso e sorriso, quella sintesi di grazia e delicatezza, la linea maestra che intendevo seguire, stavano a indicarlo alcuni romanzi e film che avevo amato. Lo Steinbeck di Pian della Tortilla, innanzitutto. I film di Dino Risi, Pietro Germi, Mario Monicelli e Alberto Lattuada. Una linea narrativa tutta italiana che da Giovanni Guareschi arrivava, attraverso Piero Chiara, fino agli esiti più felici della commedia in lingua italiana, con i romanzi di autori come Stefano Benni, Andrea Vitali e Marco Malvaldi. La seconda idea, invece, andava a integrare lo spunto iniziale. Quale genere di vicenda avrei voluto o dovuto raccontare? Una vicenda di provincia che risultasse universale e, al tempo stesso, figlia di quell’epica minore da “tempo prima della ferrovia”. Nel caso specifico non avrei potuto non tenere conto da un lato del retroterra culturale narrato, in dieci anni di carriera, da David Van De Sfroos, il più importante cantastorie di quel lembo di terra denominato Tremezzina, il primo a sdoganare in maniera definitiva e credibile l’universo laghèe; e dall’altro della tradizione orale e popolare legata al culto dei santi e della Vergine (Storie del Curato d’Ars e apparizioni mariane). Questo romanzo, quindi, vuole innanzitutto essere un tributo e un omaggio agli abitanti di questa terra generosa e popolata da persone semplici e straordinarie. Nessuna pretesa, quindi. Il puro piacere di raccontare una bella storia.

 
Il ruolo della letteratura in epoca internettiana?
Il Web è un mezzo, uno strumento. E se può essere utilizzato per diffondere i romanzi, ben venga. La nuova frontiera è quella costituita dai social, che possono però costituire un'arma a doppio taglio. Proprio per questo cerco di utilizzarli con parsimonia, nella convinzione che le storie e i libri possono sopravvivere anche da soli.


Progetti futuri?
Stiamo terminando la stesura di Metropolis, il seguito di Ombre sul lago, la saga noir del lago di Como che ha per protagonista il commissario Stefania Valenti. Io e Amneris (la coautrice) ci stiamo divertendo molto. Lo pubblicherà Guanda all'inizio dell'anno prossimo.


Trovi che la via di ambientare i gialli in ambito provinciale, in microcosmi fortemente connotati regionalmente sia la via italiana al genere senza imitare modelli d'oltreconfine?
No, penso che sia solo una delle infinite possibilità. Se guardiamo al primo Faletti o a Donato Carrisi ci possiamo rendere conto che gli autori italiani possono tranquillamente reggere la concorrenza degli autori stranieri.

I libri di Giovanni Cocco

 

 

 
 
 
 
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