Intervista a Giulio Perrone

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Giulio ha cambiato sponda. Tranquilli, non parliamo di identità di genere o di fede calcistica, figuriamoci. Semplicemente il giovane editore romano ha esordito come romanziere. E non potevamo fare a meno di fargli qualche domanda su questo importante passaggio della sua carriera e della sua vita.




Che Roma è la Roma in cui si muove Riccardo, il protagonista de L’esatto contrario? Quanto è cambiata e sta cambiando la nostra città?
Una Roma molto lontana dall’idea classica e monumentale che molti hanno. Il protagonista infatti vive a San Lorenzo, quartiere che insieme a Garbatella e Testaccio riesce ancora a restituire un micromondo ricco di personaggi e luoghi assolutamente particolari. D’altronde volevo che l’ambientazione fosse contemporanea e rispecchiasse quel senso di odio-amore che spesso ingenera in chiunque la viva quotidianamente. Roma infatti è una città per molti tratti incasinata e invivibile però poi, all’improvviso, sa regalarti dei momenti indimenticabili, degli scorci che ti restituiscono il piacere di attraversarla come fa Riccardo con la sua fedele Vespa.

È difficile - malgrado la storia in realtà non c’entri nulla - non andare con la mente all’omicidio di Marta Russo leggendo il tuo romanzo. Si tratta senza dubbio di uno dei casi di cronaca nera che più hanno inciso nell’immaginario collettivo negli ultimi decenni, carico com’è di simboli e misteri. I riferimenti sono voluti o casuali?
In realtà casuali, perchè il fatto di cronaca che dà avvio al libro e di cui lessi anni fa sul giornale era successo in un'altra città. Il delitto di Marta Russo però certamente è stato qualcosa che ha segnato come non mai la nostra città e la sensibilità di tutti e non volevo in nessun modo risvegliarne il ricordo.

Quanto c’è di autobiografico nel romanzo? Non solo e non tanto nella figura del protagonista, quanto in quelle degli altri personaggi?
Ci sono molti episodi e molti momenti pescati nella mia vita. Dettagli che mi ha divertito inserire non solo nella storia ma anche nei ricordi dei personaggi. Quello che posso dire o meglio confessare, però, è che quasi tutti i protagonisti del libro sono mutuati o ispirati a persone che realmente conosco. Così mi sono reso conto di quanto fosse vero il racconto di tanti scrittori che dicono di "rubare" costantemente dalla realtà e dai racconti di chi li circonda. Credo che sia una strada fondamentale per riuscire a rendere veritiere le situazioni, le storie e soprattutto il carattere dei personaggi che così risultano più vivi, colorati, non in chiaroscuro.

Riccardo tira avanti (anche) scrivendo recensioni di thriller, gialli e noir. Cos’è, ci invidi il mestiere? E c’è per caso un guizzo ironico in questo elevare al quadrato il protagonista di un giallo facendolo occupare di gialli?
Devo confessare che nel mio passato c’è, come per il protagonista, il sogno di fare il giornalista ma nessun intento ironico, più che altro si tratta del nesso attraverso cui Riccardo si troverà a iniziare la sua goffa e sconclusionata indagine. Pensavo poi che fosse divertente raccontare un ragazzo, un po’ cresciutello a dire il vero, che si mantiene tra mille difficoltà scribacchiando recensioni e curando una rubrica radiofonica sui peggiori giocatori di calcio della serie A. Si tratta di un’esistenza sospesa, a pelo d’acqua, quasi una sopravvivenza in cui a tenere a galla Riccardo sono le sue piccole passioni, il suo modo di riuscire a non lasciarsi coinvolgere dal mondo che lo circonda.

Da editore a scrittore, da pubblicante a pubblicato: come sono le cose viste da una diversa prospettiva?
Si tratta di un'esperienza tutta nuova a cui piano piano mi sto abituando. Va detto, ad onor del vero, che la passione per la scrittura è precedente a quella di fare libri, qualcosa che riguarda addirittura l’adolescenza. Poi la scelta di fare l’editore mi ha spinto a dedicarmi esclusivamente ai libri degli altri, cosa che amo ancora moltissimo, ma un paio di anni fa la voglia di scrivere è tornata prepotentemente. E grazie alla Rizzoli è diventata anche qualcosa di più.

Ti fosse arrivato in casa editrice il manoscritto de L’esatto contrario lo avresti pubblicato? E cosa deve avere un libro per suscitare il tuo interesse?
Davvero difficile autovalutarsi... Posso dire diplomaticamente che non lo so perchè non abbiamo attualmente una collana di genere. Riguardo la seconda domanda invece che quello che abbiamo sempre cercato in un autore è una voce particolare, un tono che dimostri uno stile proprio e inconfondibile. Senza dimenticare mai la capacità di raccontare storie.


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