Intervista a Ian Rankin

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Ian è stato definito da James Ellroy - e quindi non da uno qualunque - “il re incontrastato del giallo scozzese”. Con le sue atmosfere nebbiose e il personaggio dell’ispettore Rebus ha incantato milioni di lettori che ad ogni uscita si bevono i suoi romanzi a scatola chiusa, alimentando l’hype dalla sua misteriosa Edimburgo. La sua concezione del giallo si nutre delle storie di cronaca nera, la sua fantasia viaggia nei quartieri malfamati e si gasa per un bicchiere in più di alcool o per un pacchetto di bionde. In occasione del Festivaletteratura di Mantova 2010 lo abbiamo intervistato, chiedendogli cosa ne è stato del suo personaggio principale (che sembra ormai dimenticato) e dei suoi progetti futuri.




Dopo il ciclo su John Rebus, cambi i tuoi personaggi per il romanzo Un colpo perfetto. Perché questa novità? Ti eri annoiato di Rebus?
Rebus non mi annoiava, ma aveva sessant’anni e dovevo mandarlo in pensione dato che per la legge scozzese questo è il limite di età. Mi sono divertito molto a scrivere Un colpo perfetto e sono molto contento del successo che ha raggiunto nel mio paese. La novità rispetto a questo libro, e quello che mi ha divertito di più è stato avere a che fare con personaggi per me completamente insoliti: ricchi, annoiati e colti alle prese con un piano perfetto che una volta messo in pratica con successo cambia definitivamente la loro vita.

Il plot del romanzo mi ha ricordato i film della serie Ocean’s Eleven. Ci pensavi mentre lo scrivevi? E ci sono stati altri film ai quali hai pensato quando hai elaborato la trama? Perché il libro è davvero molto cinematografico, sarebbe perfetto sul grande schermo...
Doveva essere proprio un film in realtà, una specie di Ocean’s Eleven in Edinburgh, ma nessuno era interessato e così la sceneggiatura è diventata un racconto per il “New York Times”, poi un romanzo e ora alla fine diventerà un film, ma per la TV. In realtà la situazione mi sembrava abbastanza comica e scrivendolo perlopiù mi venivano in mente alcuni film inglesi degli anni cinquanta come The Lady Killers di Mackendrick che parlava di un delitto ma in realtà era una commedia fantastica.

Perché hai scelto ancora una volta Edimburgo come setting per i tuoi romanzi? Cambierai ambientazione per qualche tuo prossimo libro? O devi sentirti a casa anche durante il processo di scrittura? Ho letto sul tuo sito che hai addirittura pubblicato una guida di Edimburgo!
Edimburgo è una città che mi affascina moltissimo, anche se in fondo è una piccola città, di 50.000 abitanti o poco più. Piccola ma infinitamente complessa. Così, arrivato a Edimburgo a 18 anni, ho voluto provare a capirla e così ho iniziato a scrivere. La cosa strana è che molti autori di successo – penso sia un curioso accidente della storia - vivano a Edimburgo, ognuno con la propria visione personale della città: Welsh, McCall Smith (abita a due case dalla mia), Atkinsons, la Rowling (anche se lei non parla mai di Edimburgo). Il mio prossimo libro sarà comunque ambientato a Edimburgo.

Perché hai scelto il mondo dei mercati d'arte e delle aste?
Ho sempre avuto un fortissimo interesse per l’arte, per quel mondo. Andare alle aste, alle Gallerie… E mi affascina molto quello che succede nel mercato dell’arte. Penso rappresenti ciò che succede nel capitalismo: tanti soldi, troppo denaro in circolazione, i ricchi che vogliono ostentare la loro ricchezza offrendo troppo e facendo lievitare i prezzi delle opere d’arte. È un mondo folle.

In Italia ci sono molti giallisti e romanzieri che si occupano anche di politica, e scrivono articoli contro il Presidente del Consiglio su riviste e quotidiani. Credi sia possibile colorare di politico un noir, un thriller? Penso alla trilogia Millennium di Stieg Larsson, per esempio...
Certo, ed è possibile soprattutto nei romanzi di spionaggio. Quanto ai libri di Stieg Larsson, hanno un ricco sottotesto politico ma non li trovo molto credibili, non li trovo realistici. In sostanza: non mi piacciono molto. Ma in generale i thriller tendono a occuparsi di cospirazioni, problemi politici, negligenza delle grandi aziende, hanno una fortissima attinenza con la realtà.

Che libri ami come lettore? Nel tempo libero leggi gialli e noir, oppure preferisci generi diversi?
Leggo molti libri diversi: graphic novel, biografie, romanzi gialli, noir, thriller, libri su Edimburgo, sulla Scozia, romanzi che mi consigliano gli amici… Posso dirvi cosa sto leggendo ora: James Robertson, The land lay still, un affresco della Scozia del XX secolo. Molti di noi in Scozia sono assai sorpresi che non sia entrato nella lista dei candidati al Booker Prize.

I LIBRI DI IAN RANKIN


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