Intervista a Isaak Friedl e Oscarito

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Nella baraonda di uno dei luoghi più chiassosi e frequentati di tutto il Lucca Comics & Games, il PalaPanini, incontro i due giovanissimi fumettisti Isaak Friedl e Andrea Carenzi, in arte Oscarito. In due non arrivano a sessant’anni di età (classe 1990) ma hanno già le idee chiare sulla strada da percorrere. Isaak già nel 2013 è stato insignito di un importante premio, il Boscarato del Treviso Comic Book, come autore rivelazione per il suo fumetto Sottobosco. Oscarito è diplomato in animazione digitale e ha curato i disegni di molte graphic novel che rivisitano i grandi romanzi come L’isola del tesoro di Stevenson e I delitti della Rue Morgue di Poe. Abbiamo chiacchierato sul loro primo lavoro in coppia, un fumetto seriale fra il fantasy e l’hard boiled. Le foto sono di Emiliano Billai.




Cominciamo dal fumetto che presentate in fiera, Gurt e l’ascensore dei mondi. La scritta “Volume 1” sulla cover fa intendere che sarà un progetto seriale…
Oscarito: Il secondo volume uscirà in anteprima a maggio, al Comicon di Napoli 2019, ho appena finito di colorarlo ed è praticamente pronto per essere pubblicato. Sarà lo sviluppo centrale della vicenda e dei personaggi introdotti nel primo, e in seguito sarà pubblicato il terzo volume in cui si chiude il primo ciclo dedicato a L’ascensore dei mondi.

Come nasce l’idea del fumetto, e come la vostra collaborazione?
Isaak: L’idea nasce, senza fare troppi spoiler, dalla vicenda narrata a metà libro. In realtà tutto è nato attorno a un momento, e questo è abbastanza inusuale: di solito si pensa a una storia partendo da tanti momenti in successione, qui il processo è stato inverso, attorno a un unico e breve momento abbiamo poi sviluppato il resto. Quindi si può dire che l’idea da cui tutto è nato è l’ascensore, che dà poi il titolo a questo primo volume.
Oscarito: La nostra collaborazione è nata proprio qui a Lucca, un paio di anni fa. Isaak cercava un disegnatore per un suo progetto. Non ci conoscevamo ancora bene, se non per i classici incontri alle fiere di settore. Dopo quel primo incontro ci siamo rivisti a Bologna, al festival BilBOlbul, proprio per parlare di questo progetto. Isaak mi ha presentato la sceneggiatura e un’idea dei personaggi, io ho iniziato a immaginarli e disegnarli e ci siamo trovati fin da subito in sintonia.

Isaak, hai esordito giovanissimo con Sottobosco, graphic novel che ti è valso anche il Premio Boscarato. Come inizia la tua passione per il mondo dei fumetti?
Al contrario di tanti miei coetanei o colleghi, non ho iniziato leggendo Topolino ma con i manga, quindi la mia scuola è stata quella nipponica e in particolare quella degli action come Dragon Ball, che è stato proprio il fumetto che mi ha fatto decidere di voler far fumetti nella vita. Poi è stata una continua crescita: ancora prima di essere un autore, sono un lettore, e quando scrivo i miei fumetti lo faccio per “leggere” ciò che faccio, non penso mai a cosa potrebbe venire in seguito. In questo senso la Panini è stata fantastica perché non ci ha imposto nulla e non ha cambiato una virgola della storia né dei dialoghi. Il risultato è che Gurt e l’ascensore dei mondi è esattamente ciò che volevamo e avevamo in mente, senza alcuna censura. In realtà non è il tipico prodotto Panini, è “strano” anche per loro, un po’ sul confine, per questo non ci aspettavamo tanta libertà.

Oscarito, hai illustrato due albi ispirati a due grandi maestri della letteratura come Louis Stevenson ed Edgar Allan Poe. C’è qualcosa di misterioso anche in questa storia?
Più che qualcosa di misterioso, Gurt e l’ascensore dei mondi ha molto di avventuroso. Non solo per la storia che i lettori troveranno al suo interno, ma anche in relazione al modo in cui ho vissuto tutto il processo di realizzazione, la creazione del mondo e dei personaggi che gravitano intorno al protagonista.

Isaak, hai illustrato diversi albi per il mercato cinese. Com’è lavorare in un Paese culturalmente tanto diverso dal nostro?
Ho avuto la fortuna di conoscere Yi Yang, l’autrice che mi affianca nel percorso cinese, con la quale ho pubblicato due libri per BAO Publishing (Aiuto! e Aiuto Fratelli!) che abbiamo poi tradotto per il mercato cinese proprio grazie a lei. Non perché fosse già nota nel panorama editoriale in Cina, ma perché gli editori là sono molto disponibili e molto attenti ai nuovi autori: rispondono alle proposte, ti invogliano ad andare avanti. Non sono ancora stato in Cina come autore ma attualmente, insieme a Yi, stiamo lavorando per la pubblicazione di un volume per una delle maggiori case editrici di fumetti, la Post Wave.

Ci sono fumettisti o narratori a cui vi ispirate?
Oscarito: Innanzitutto il copertinista della variant cover del fumetto, Paul Pope, che è sicuramente uno dei miei fumettisti preferiti e uno dei miei punti di riferimento a livello grafico. Non sono un narratore, lo storytelling lo faccio per immagini, quindi i miei sono per il momento dei riferimenti artistici, più che di stile narrativo. Poi ho certo degli sceneggiatori che preferisco, da lettore, e sono soprattutto autori underground.

Gurt e l’ascensore dei mondi ha dei bellissimi e vivaci colori. Sono anch’essi opera vostra?
Oscarito: I colori sono miei. Soprattutto all’inizio, io e Isaak abbiamo lavorato insieme perché è la prima volta che curo anche questo aspetto e abbiamo cercato insieme delle soluzioni diverse, che non fossero il solito POP un po’ piatto ma che al tempo stesso non perdessero di forza.
Isaak: Volevamo fosse “un’esplosione”, ma non qualcosa di inverosimile. Per tutto il primo capitolo, ovvero le prime 22 pagine, abbiamo lavorato a stretto contatto: Oscar mi mandava le tinte piatte e insieme discutevamo sulle migliorie da fare, su quale livello di contrasto inserire, o comunque su questioni tecniche. Ora andiamo più spediti: mi manda le tavole già colorate e finite, bellissime.

Quanto tempo avete impiegato a realizzare il volume?
Oscarito: È molto difficile rispondere a questa domanda perché il tempo di lavorazione non è mai continuo. Comunque in linea di massima, da quando abbiamo discusso per la prima volta del progetto a quando abbiamo iniziato a proporlo agli editori è passato circa un anno. Il tempo effettivo del lavoro sul volume saranno più o meno sei, sette mesi. Possiamo però dirti che il volume 2 sarà completo in sei mesi, perché dobbiamo completarlo per marzo 2019: abbiamo già finito i layout, ora c’è da inchiostrare e colorare.

Cosa deve aspettarsi un lettore che prende in mano Gurt e l’ascensore dei mondi: qual è il suo punto di forza?
Isaak: Un’ostentata originalità.
Oscarito: Dai, ostentata no.
Isaak: Eh, un po’… Secondo me è qualcosa che, almeno in Italia, non si legge da tanto. Riprende un genere che forse nel nostro Paese non è conosciuto. Una delle cose che in questi giorni ci ha fatto più piacere è stata ascoltare i pareri di lettura, le persone che già l’hanno letto sono attratte dallo stile grafico e anche dal fatto che sia “strano” da diversi punti di vista: per esempio, è pieno di parolacce, o comunque di personaggi volgari. Non è volgare il fumetto in sé. Il punto di forza del libro sono forse i suoi personaggi, sono “vivi”.
Oscarito: Mi piace far muovere i personaggi all’interno della scena, forse perché vengo dal mondo dell’animazione e trovo divertente immaginare i personaggi anche fuori dalla pagina, molte cose non riescono a “entrare nella scena” ma per ogni oggetto immagino come possa funzionare, questo vale per esempio per le armi che utilizzano i personaggi o anche solo per dei tic o dei gesti ricorrenti di ciascuno di loro.

I FUMETTI DI ISAAK FRIEDL

I FUMETTI DI OSCARITO



 

 

 

 
 
 
 
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