Intervista a John Passarella

John Passarella
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A chi non capita di assistere impotente all'accumularsi mostruoso di e-mail alle quali rispondere nella cartella Posta in arrivo del proprio client? John ha un metodo interessante per schedulare le mail: mette in evidenza e in ordine di importanza - come in un'hit-parade - le 80 più urgenti. Ci riempie di particolare orgoglio essere entrati da subito in questa classifica e averla scalata in un paio di settimane. In esclusiva per Mangialibri, uno dei maghi dell'horror americano si racconta.
Perché hai scelto streghe e congreghe per la trilogia horror di Wither?
Wither, primo romanzo della saga, l'ho scritto con un amico (Joe Gangemi, è lui la J.G. di J.G. Passarella), lui aveva voglia di lavorare assieme su un progetto letterario sin da quando eravamo ragazzi, prima ancora della carriera come scrittori. Pensavamo giustamente di avere punti di forza e di debolezza talmente diversi, quasi opposti, da essere compatibilissimi anzi perfetti per una collaborazione, nella quale avremmo imparato uno dall'altro. All'inizio abbiamo provato a scrivere fantascienza, ma le nozioni scientifiche necessarie erano al di là del nostro background (io avevo un diploma in Business e amministrazione, Joe studiava Psicologia). Ma Joe prima di allora aveva abbozzato un romanzo sulla stregoneria a Salem e i processi dell'Inquisizione nel 1690 dopo aver letto che tutto era nato dal fatto che le vedove di allora si rifiutavano di riprendere marito come voleva la tradizione, e quindi sovvertivano obblighi antichissimi e mandavano all'aria la distribuzione dei terreni. Quelle donne venivano trattate come sbandate, come ribelli, e la teoria è che per questo venenro accusate di essere streghe. Joe aveva buttato giù un 35 pagine ma non sapeva dove andare a parare con la sua storia. Mi parlava di tre donne che si evolvevano ogni 100 anni poi cadevano in ibernazione e che ora erano diventate mostruose creature volanti, mi chiedeva di leggere la sua bozza per tirarne fuori qualcosa. Quel qualcosa è stato Wendy Ward, che doveva rappresentare la magia 'bianca' da contrapporre alla magia 'nera' delle creature-streghe di Windale (una città inventata da noi, simile a Salem ma con una storia tutta sua). Troppo spesso le streghe vengono dipinte come adoratrici del demonio o repellenti vecchie rugose, quasi delle caricature. Così Wendy era una controparte in tutti i sensi, una wiccan che faceva riferimento alla Natura ma anche una ragazzina del college normalissima. Così ben presto Wither è diventato  il confronto tra gli sbandati e gli esclusi del 1690 e quelli del mondo moderno...
 

Ecco, parliamo un po' di questo aspetto della magia Wicca: da dove nasce questa tua curiosità? Non è un approccio tradizionalmente molto femminile al soprannaturale?
Come ti dicevo prima, le streghe della congrega di Wither erano talmente malvage che dovevamo contrapporre loro una forza del tutto diversa. Ogni membro dell'antica congrega guarda con rapace interesse a una donna della Windale di oggi, sperando di incarnarsi nel loro corpo e iniziare un nuovo ciclo di crescita ed evoluzione, un processo necessario ogni 300 anni per preservare la loro immortalità. E non le scelgono a caso: vedono qualcosa di simile a loro in queste altre donne, una sorta di riflesso distorto: Wither è una maestra delle pratiche magiche e sceglie Wendy che muove i primi passi nella magia, Sarah era una moglie abusata e sceglie Abby che è una bambina abusata e problematica, Rebecca in un certo senso aveva perso il figlio e prende di mira Karen che è incinta. In questa battaglia di donne antiche e moderne, la magia Wicca diventa un'arma che le donne di oggi hanno dalla loro parte.
 
Wendy Ward tornerà mai con nuove avventure?
Wither originariamente non doveva essere una trilogia, o comunque una serie. Quando l'abbiamo scritta, Joe e io pensavamo di trasformarla presto in una sceneggiatura cinematografica, ma abbiamo litigato subito dopo l'uscita del libro e non abbiamo scritto nessuna sceneggiatura. Ma all'inizio era tutto volutamente visuale: ancora oggi i lettori dicono sempre che sarebbe un magnifico film, che la storia sembra fatta apposta (non sembra, ragazzi, è fatta apposta!), che si figurano questa o quella scena sul grande schermo. Anni dopo aver scritto Wither, Joe mi suggerì di dedicare a Wendy Ward, che era una mia creazione, una serie di romanzi. E io ho iniziato a pensare a come lavorare sulla sua magia, per farla crescere, perché nel primo romanzo della serie c'è molta ambiguità e incertezza, addirittura si può pensare che le arti magiche di Wendy esistano solo nella sua immaginazione. Così in La pioggia di Wither, il primo romanzo scritto senza Joe, in una scena decisiva mpostro a Wendy che la sua magia funziona davvero e che era Wither a non volere che la ragazzina si rendesse conto davvero di quanto avrebbe potuto essere potente. Questo fa riconsiderare molto del primo romanzo, e spiega meglio perché Wither aveva preso di mira proprio Wendy. Ne La pioggia di Wither spiego anche perché la gravidanza di Karen viene accelerata innaturalmente così come la crescita di Abby, tutte cose che nel primo romanzo non vengono spiegate. Anche se le streghe in Wither vengono sconfitte, vediamo che Wendy, Abby e Hannah (la figlia di Karen) formeranno anche loro una congrega, ma una congrega dedicata al bene. Ne L'eredità di Wither la storia continua, e dopo il terzo romanzo ho pubblicato due racconti brevi in formato eBook, Forces of nature e Breathless. Ora ho appena finito un altro racconto su Wendy Ward che apparità in un'antologia in programma per novembre 2009 per il 30esimo anniversario di Between Books, la libreria nella quale spesso lancio gli eventi che mi riguardano. Vorrei ancora continuare con nuove storie di Wendy, e magari pubblicare un'antologia di racconti dedicata a lei. O chissà, scrivere un altro romanzo...
 

Come è stato lavorare su personaggi televisivi come Buffy l'ammazzavampiri e Angel? Serve un modo diverso di scrivere?
Sono sempre stato un grande fan di Buffy e Angel, così quando mi hanno chiesto di scrivere romanzi basati su questi personaggi per me è stato un grande divertimento, si deve presentare un soggetto dettagliato di 10-12 pagine e un capitolo-test nel quale devono apparire tutti i personaggi. Scrivere di personaggi già definiti è molto diverso da scrivere cose tue: prima di tutto, sono argomenti e situazioni che esistono già, il che ti dà uno sprint in più all'inizio del processo creativo. Però devi provare di saper catturare le voci dei personaggi, il tono delle serie tv, e al tempo stesso devi saper inserire qualcosa di nuovo e fresco: quella è la parte nella quale la tua creatività può risplendere. Un'analogia? E' come se ti prestassero dei giocattoli, devi restutirli intatti dopo aver giocato. Il processo di scrittura è decisamente più comodo e indolore, comunque: si segue strettamente il soggetto presentato all'inizio aggiungendo i dialoghi via via alle scene, e non ci si blocca mai sul plot. Per dirne una, il mio secondo romanzo di Angel, Monolith, l'ho scritto in 45 giorni.
 

Ti piace sperimentare nuove forme di diffusione delle tue opere e lo stai dimostrando con l'eBook Shimmer, che pubblichi a puntate scaricabili sul tuo sito. Puoi dirci qualcosa su questa esperienza?
Il mercato editoriale è affollato adesso, in come ogni altro mercato c'è pochissimo spazio di manovra. Sono convinto quindi che gli scrittori debbano essere più creativi nella promozione del loro lavoro. Gli editori non spendono molto denaro e tempo nella promozione degli scrittori di fascia media, e se non sei un autore di bestseller devi promuoverti da solo presso i tuoi potenziali lettori. A dire il vero ho sempre postato capitoli gratis dei miei romanzi su internet, ho realizzato podcast, newsletter, concorsi, grafica, RSS feed etc etc. Ma ormai tutto questo non è più sufficiente. Realizzare Shimmer, che è un thriller soprannaturale fantasy e dark, come un eSerial è un esperimento tutto mio, ha bisogno che i lettori abbiano pazienza, e questo non è facile nell'era della gratificazione istantanea. Negli anni passati, i romanzi venivano serializzati sulle riviste e sui quotidiani e il pubblico doveva aspettare la puntata successiva per sapere cosa acacdeva ai personaggi. Mi sembrava interessante rivisitare quell'idea, e ho deciso di serializzare Shimmer appena mi sono iscritto a Twitter (twitter.com/JohnPassarella) perché mi sembrava il mezzo perfetto per annunciare l'uscita dei singoli capitoli, come dei mini-comunicati stampa perfetti per la mini-capacità d'attenzione dei nostri tempi. Avevo promesso ai lettori di pubblicare minimo un capitolo a settimana e ho mantenuto facilmente il ritmo. Ora sono a 25 capitoli in meno di due mesi. Un altro paio di mesi da adesso e pubblicherò il capitolo finale del romanzo. Da un punto di vista del marketing, credo che pubblicare a puntate un eBook generi più interesse che pubblicarlo tutto in una volta: una serie di splash che durano quattro mesi piuttosto che un grande splash che dura un attimo. Inoltre sul sito di Shimmer chiedo esplicitamente ai lettori che gradiscono il serial di aiutarmi a diffonderlo, spero diventi come una palla di neve che rotola rotola si trasforma in una valanga. Dopotutto essendo un download gratuito, il prezzo non ha alcun peso. Alla fine del processo Shimmer uscirà come un unico eBook, forse anche in versione cartacea. L'unica scocciatura è dover seguire il processo di conversione a formati compatibili con 7 tipi di eBook ogni settimana per mesi invece di un'unica volta.
 

Sei un collezionista di fumetti, vero? Le tue serie preferite?
Divoravo comics nella mia adolescenza, di solito rimediati alle svendite. Poi ho iniziato a collezionarli negli anni del college, nei primi anni '80. La gran parte della mia collezione risale a quel periodo: gli X-Men di Claremont e Byrne, il Devil di Frank Miller. Oggi più che altro leggo i fumetti ispirati alle serie tv Buffy l'ammazzavampiri e Angel. Ho comprato i numeri degli X-Men della gestione di Joss Whedon, perché avevano quel tono nostalgico.
 

E i tuoi scrittori preferiti, invece?
Quando ho vinto l'Horror Writer Association's Bram Stoker Award for First Novel con Wither nel 2000, ho dichiarato durante il mio discorso dal palco che i tre scrittori che più di tutti mi hanno ispirato sono John D. MacDonald per la caratterizzazione dei personaggi (specialmente nei suoi libri su Travis McGee), Harlan Ellison per la passione nella scrittura e Stephen King per la sua pura abilità di narratore. Ma sono diventato un grande fan di Harlan Coben da quando ho creato il suo sito internet con la mia agenzia AuthorPromo.com e mi piacciono molto anche i libri di F. Paul Wilson, specialmente la serie su Repairman Jack. E, come tutti gli scrittori, mi piace leggere di tutto, i generi più diversi.
 
I libri di John Passarella

 

 

 
 
 
 
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