Intervista a Laura Scarpa

Laura Scarpa

Una firma illustre del panorama italiano del fumetto, ma non solo. Autrice ed esperta a tuttotondo del panorama editoriale, è direttrice della rivista Scuola di fumetto e da maggio del 2009 di ANIMAls http://animals-theblog.blogspot.com/, periodico mensile in tutte (o quasi) le edicole...  L’insegnamento e la didattica del fumetto costituiscono l'altra parte importante della sua attività.  In esclusiva per Mangialibri racconta come nasce la rivista ANIMAls - Fumetti, storie, la vita e niente altro.
In poche parole: cos'è ANIMAls?
Non è e non vuole essere una rivista esclusivamente di fumetti e neppure generalista. Vuole uscire dall'ambito ristretto dei lettori del fumetto, per arrivare a chi legge libri e a chi è accomunato da idee e gusti simili. È una rivista a fumetti, una rivista di letteratura disegnata: racconta - in chiave narrativa -  con le immagini, ma anche illustrazioni, testi, appunti di viaggio. I graphic novel ci hanno aiutato a raggiungere gli autori. Il web ha fatto il resto.
 
Graphic novel è un po' un 'marchio' per farsi riconoscere?
Ma sì, un po' come la Coca-cola... L'etichetta graphic novel oggi è molto usata dal marketing. Ma, se è vero che sono romanzi a fumetti come ce n'erano anche prima, è anche vero che ora ce ne sono sempre di più e si trovano nelle librerie di varia. L'etichetta graphic novel identifica, e questo aiuta i lettori.
 
Sfogliando ANIMAls è chiaro che non si parla solo ai 'fumettari'. É una scelta interessante con antenati illustri...
Il progetto parte anche sulla base del ricordo di quanto Frigidaire sia stata importante proprio nel non rivolgersi solo al lettore di fumetto. Ricordo bene che amici lettori di Frigidaire lo leggevano per le idee e cultura in comune, non in quanto lettori di fumetti. Il grande pubblico in Italia non è abituato al linguaggio del fumetto,  che ha dei codici ben precisi, e per ha bisogno di un fumetto che abbia una grande leggibilità: caratteristica che oggi si rischia di perdere sia nel fumetto molto popolare sia nel fumetto sperimentale. A volte anch'io faccio fatica a capire il codice di fumetti. Occorre fare uno sforzo, che un lettore medio non deve essere costretto a fare. Superati questi ostacoli di lettura posso condividere ho no ciò che ho capito, ma l'essere chiari è fondamentale. Ciò non vuol dire necessariamente scegliere un disegno realistico, anche se indubbiamente migliora la comunicazione: comunicare non è solo una questione di segno, ma anche di ritmo, di frasi che si usano, di contenuti!

 
Chi fa fumetti può prescindere dall'idea che c'è un lettore che lo deve capire?
No. Anche se è fondamentale che il suo segno e il suo racconto soddisfino prima di tutto se stesso, è importante che l'autore abbia coscienza che ciò che dice possa essere recepito da qualcuno.
 
Su ANIMAls ci sarà spazio per tutti?
Lo spazio c'è per chiunque stia nella lunghezza d’onda della rivista, è fondamentale essere in sintonia, oltre ad avere una qualità alta, ovviamente.  Non interessa che un autore sia un professionista riconosciuto, purché arrivi con la cosa giusta. Nel primo numero abbiamo diversi esordienti; inoltre, nel n.2 si confronta con il fumetto non-bonelliano Thomas Campi, un autore bonelliano. Occorre mettersi in discussione, provare strade diverse...
 
Poi si deve avere qualcosa di molto chiaro e forte da dire?
Avere qualcosa da dire e riuscire a comunicare sono due cose strettamente legate. Se hai da dire e non riesci a farti sentire è come essere muto tra i ciechi. La capacità di comunicare è alla base. Poi, ognuno trova il suo modo di essere chiaro. Può essere chiaro, per un lettore casuale, sia Giardino, sia Mannelli, sia Bastien Vives - tutti nel primo numero di ANIMAls. Ci sono delle leggibilità diverse, ma la leggibilità resta la base. Fare fumetto per se stessi è la cosa che fanno tutti. Giustamente, perché si deve partire da se stessi, ma se l'autore è bravo sa già quello che può comunicare. Makkox invece è un autore che non ama legami, neppure editoriali, ma sente la necessità della risposta del pubblico. 

La carta scelta è insolita per un progetto editoriale di questo tipo e i pareri sono discordanti, seppure la scelta e il formato restituiscono equilibrio, fruibilità e leggerezza. Come ci siete arrivati?

La carta, ben lontana dal patinato, è una cosa che salta all'occhio e può dare fastidio. Siamo partiti dall'idea che la rivista non dovesse essere per pochi eletti, dunque non costosa. ANIMAls doveva avere un prezzo basso e una fruibilità da giornale per arrivare al pubblico senza salire in cattedra. Mi sono accorta che la fruibilità aveva a che fare con la carta che avrei scelto per la rivista: doveva essere una carta costosissima, bella e tale che ogni disegno sarebbe stato perfetto una volta pubblicato, oppure doveva essere quella che ho scelto.  Non c'era spazio per le vie di mezzo, per bianche patinatine che alla fine lasciano comunque trasparire le immagini. Volevo e ho avuto la carta più povera: questa carta è quella che ha il legno, per questo non traspare, anche se è leggera. Il giornale è da leggere e consumare! Ho convinto facilmente l'ottimizzatore della carta, contro il suo parere iniziale.
 
 
Prima di cominciare l’intervista ti ho sentito pronunciare questa frase: "Fare fumetti è come fare sesso"... cosa intendevi?
Il fumetto come qualsiasi forma d'arte è un po' come fare sesso. Ogni fase di età, nella vita, è caratterizzata da ingenuità, esperienza e forze che la contraddistinguono, entrambe vitali, che fanno quasi parte della nostra fisicità. In questo senso fare fumetto è come fare sesso.
Quando sei molto giovane hai tanto slancio, tante cose da dire, un fiume di cose da dire; finisce che scoppi e le dici tutte, ma forse non ci sei arrivato nel modo giusto. Di contro, bisogna stare attenti con la maturità, perché se l'arte del raccontare è acquisita, si è perso un po' di questo slancio, di questa sincerità e di questa energia.
 
Un solo difetto, la distribuzione del primo numero non è stata efficacissima...
La situazione varia molto lungo la penisola e si è cercato di distribuirla anche nei centri piccoli, non ci aspettavamo tanta risposta, forse. Il secondo numero sarà seguito con più cura. Ma spero che non vedremo il primo numero a prezzi molto alti su e-Bay... per ora basta ordinarlo alla Coniglio Editore!
  
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