Intervista a Lucia Tilde Ingrosso

Lucia Tilde Ingrosso
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Da qualche anno punto di riferimento indispensabile per gli amanti del giallo italiano al femminile, Lucia Tilde Ingrosso vanta un curriculum densissimo: giornalista professionista per Millionaire su cui scrive di economia, autrice di libri umoristici, trova anche il tempo di fare la mamma di Stella e di portare avanti mille nuovi progetti. La incontriamo per capire un po' più di lei, approfondire le fonti delle sue ispirazioni e cercare anticipazioni sulle sue prossime uscite.
Dopo La morte fa notizia e A nozze col delitto, Io so tutto di lei è il tuo terzo giallo che ha come protagonista l’ispettore Rizzo. Ne seguiranno altri?

Tutto è partito nel 2005 con l’editore Pendragon. E’ stato poi grazie a a Kowalski, casa editrice più grande e meglio distribuita, che Rizzo ha raggiunto una maggiore visibilità. L’idea è di procedere con la “saga”. Proprio in questi giorni sto finendo la prima revisione della prossima avventura di Rizzo, che indagherà su un delitto maturato nel mondo della musica leggera. Nel frattempo, A nozze col delitto è stato ristampato da Feltrinelli.

 

Ma è vero che Sebastiano Rizzo esiste davvero e vive a Milano in una palazzina color verde bottiglia?

Sì e no. Diciamo che ogni personaggio diventa vero per lo scrittore e per i lettori più affezionati. Per renderlo più credibile, io ho cercato di definire al meglio i dettagli della sua vita. Sapevo che abitava dalle parti di San Siro. Poi, quando mi sono trasferita nella sua zona, sono andata in cerca della sua casa. E l’ho trovata: una palazzina verde (appunto) all’angolo fra via Capecelatro e via Paravia. Non c’è il suo cognome sul citofono, ma probabilmente solo per un fatto di privacy e sicurezza! Per delinearlo, mi sono ispirata a poliziotti realmente esistenti (ma meno belli). E poi, per caso, ho conosciuto un attore suo omonimo (più bello).

 

Assunta di Fresco è lo pseudonimo che usi per firmare alcuni libri non gialli, scritti in collaborazione con altri. In più lavori come redattrice di Millionaire, ormai da molti anni. In quale dimensione ti riconosci di più?

Bella domanda, me lo chiedo anch’io. Credo che ogni attività finisca per alimentare le altre. Lo scrittore, per produrre belle pagine e storie originali, deve avere materia prima sempre nuova. Io me la procuro vivendo, ascoltando gli altri, leggendo. Ma spesso proprio ispirandomi alle storie delle persone che intervisto per Millionaire. E tenendo vivo il senso dell’umorismo tanto caro ad Assunta Di Fresco. Certo, se potessi scegliere, farei la giallista a tempo pieno!

 

Hai cominciato la tua avventura nel mondo della scrittura professionale vincendo una borsa di studio messa in palio dalla rivista Millionaire nel 1994 e partendo immediatamente per fare la corrispondente in Ungheria. Quanto è stata dura la gavetta e quali le cose che non rifaresti?

Quella in Ungheria è stata un’esperienza fantastica, che mi ha aperto occhi e mente. Al ritorno, ho lavorato nello staff di un’iniziativa commerciale legata alla rivista. Ho fatto di tutto: data-entry, segreteria, telemarketing. Ma ero così felice di avere una scrivania e un ruolo, dopo un lungo periodo di disoccupazione e lavoretti avventizi. Avevo finito gli studi in pieno periodo post-Tangentopoli e la mia laurea in Economia sembrava carta straccia. Poi, invece di un impiego nel marketing, ho realizzato il mio sogno: trasformare la mia passione per la scrittura in un lavoro. Tornando indietro, forse cercherei di fare un’esperienza di giornalismo “tosto”, in un quotidiano.

 

Hai raccontato che, per migliorare e perfezionare il tuo talento, hai frequentato un corso di scrittura creativa. Ti è davvero servito? Lo consiglieresti a qualche giovane aspirante autore?

Sì, mi è servito. In quello che ho seguito io, organizzato dalla giornalista Bruna Miorelli, professionisti del settore (come editor e scrittori) ci insegnavano tecniche di scrittura e ci svelavano le regole del gioco del mondo dell’editoria. Ma soprattutto ci portavano a leggere criticamente i nostri scritti. A metterci in discussione. E’ un’esperienza che consiglio: forse non migliora la scrittura, ma aumenta la consapevolezza e fa fare tanti incontri interessanti.

 

Infine un po’ di gossip: Rizzo, come Montalbano, mutatis mutandis, riuscirà finalmente a trovare la donna della sua vita?

Rizzo piace anche per la sua tormentata vita amorosa. In Io so tutto di lei entra nella narrazione la sua ex fidanzata, che ora è diventata una discografica famosa. La si vedrà poi fra i protagonisti del prossimo romanzo e lì Rizzo dovrà decidere se perdonare vecchie colpe e riconsegnarle il suo cuore. Ma in agguato c’è anche una bionda che con Rizzo condivide avvenenza, irrequietezza e mestiere.

 

I libri di Lucia Tilde Ingrosso
 

 

 

 
 
 
 
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