Intervista a Mariangela D'Abbraccio

Mariangela D'Abbraccio
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Attrice di teatro impegnato e non solo, simpatia immediata e travolgente, amante dei libri: la incontriamo ad un caffè, le proponiamo un'intervista, ci fa accomodare e l'intervista somiglia più ad una chiacchierata. Via un caffè, via il secondo, via il terzo... sarà per questo che restiamo fino a tardi a parlare. Qui un sunto delle nostre chiacchiere per voi.

Che rapporto hai con la lettura?

Sono una lettrice compulsiva, ma ancor più una compratrice compulsiva di libri perché non riesco a trattenermi e quando vado in libreria ne compro grandi quantità. Purtroppo non ho molto tempo libero, e la mia voglia di leggere non è proporzionata alla disponibilità effettiva per farlo! In casa mia i libri sono ovunque… persino nei cassetti, talvolta sono talmente vorace che ne inizio due insieme e poi mi viene il senso di colpa se uno dei due mi piace di più e gli dedico più tempo.

 

E in libreria come ti comporti?

Quando entro in una libreria il tempo è come se si fermasse, ogni libro è un viaggio fantastico, vorrei comprarli tutti. Solitamente mi attrae il titolo, a quel punto sfoglio qualche pagina e ‘leggiucchio’. Leggo sempre la prima pagina, o le prime righe per lo meno, e non sono mai attratta dai bestseller, sono una che non ha letto Il Codice da Vinci per esempio, perché preferisco farmi un'opinione da sola, poi magari, come spesso mi accade, i casi letterari li leggo dieci anni dopo. L’unico libro che ha fatto eccezione a questa regola è stato Gomorra, forse perché sono napoletana, perché parla di una cosa di sconcertane attualità, che tutti dovremmo conoscere.

 

Letteratura e cinema: che rapporto c'è?

Il cinema è debitore della letteratura se ne nutre, sempre con maggior frequenza i libri sono fonte d’ispirazione per i registi e questo perché è difficile scrivere una storia. In più c’è più scelta, tante storie da leggere, tante suggestioni diverse… Gli scrittori vivono della loro voglia di scrivere, assecondano uno stimolo impellente, un bisogno, ed è naturale che nasca qualcosa di originale e venga fuori una parte più vera. Anche per gli spettacoli teatrali, grandi copioni vengano desunti da storie già scritte o da fatti veri. È il caso di "Filumena Marturano", Eduardo scrisse una storia vera e nacque uno spettacolo che è un capolavoro. Una cosa però la devo dire, gli americani per le sceneggiature originali hanno più fantasia , hanno spunti più originali.

 

 

 
 
 
 
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