Intervista a Massimo Recalcati

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Salone del libro di Torino 2013, Arena bookstock. Massimo Recalcati in occasione dell’uscita del suo ultimo libro parla a ruota libera del ruolo dei genitori nella società contemporanea, dell’educazione scolastica, del risveglio del desiderio, di politica e del sapere erotico. Ci siamo anche noi, a prendere nota.




Qual è il messaggio che la lettura de Il complesso di Telemaco affida ai genitori ?
Dobbiamo pensare che il compito dei genitori o di qualunque educatore, insegnante, scrittore entri in contatto con i giovani ha a che fare con la necessità di trasmettere loro una testimonianza sul desiderio. Il genitore deve saper vivere con decisione il proprio desiderio e saperlo trasmettere alle generazioni successive. Ai figli non servono dei modelli, ma incontri con testimonianze incarnate viventi di che cosa è il desiderio.


Dunque il genitore non deve rappresentare un modello a cui ispirarsi ?
No. Quando un genitore si pone come modello esemplare ha già tradito la propria funzione e diviene per il figlio un incubo.


Qual è allora il suo compito?
Diciamo che il genitore sufficientemente buono è colui che sa vedere nella stortura della vita non un limite ma una ricchezza, la parte più viva e feconda. Colui che non ha in mente un modello di vite e di vita eretta, ma sa trasmettere la forza del desiderio.


Che cosa intendi per desiderio ?
Una forza che ci abita e che viene da lontano, Capace di aprire mondi, spalancare orizzonti e rendere la vita viva. Quando manca questa forza allora la vita si ammala.


Come possiamo far risvegliare il desiderio, date le attuali condizioni ?
Penso per esempio alla scuola, che è un luogo dove si dovrebbero creare le condizioni migliori, alla grande occasione che la vita ha di ascoltare almeno un’ora di lezione. Il momento culminante della scuola è l’ora di lezione e questa apre i mondi e salva la vita. È un treno che passa su cui occorre saltare.


E il ruolo dell’insegnante?
La potenza di un bravo insegnante non è trasmettere contenuti, ma far nascere delle passioni. Fare in modo che il sapere diventi erotico.


Erotico? Ho capito bene?
Sì, certo. Deve insegnare ad amare il testo e a prenderlo come un corpo. Un libro può essere un corpo e un corpo può essere un libro. E tutto questo Fabrizio Corona non lo capisce, così come non lo sanno capire Lele Mora e Berlusconi.


Può la politica trasmettere il desiderio?
Per Aristotele la politica era la scienza di tutte le scienze, perché rappresenta un raffinato e grande esercizio di traduzione delle differenze. Uno straordinario modi di trovare nella composizione dei diversi interessi ciò che rende possibile la vita della polis.


Ma oggi cresce la disaffezione verso la politica...
Penso che l’antipolitica nasca con l’avvento di Berlusconi, che si è presentato al popolo italiano come corpo estraneo agli apparati burocratici della politica. Oggi il movimento che da voce all’antipolitica, pur culturalmente e antropologicamente diverso, condivide lo stesso odio contro chi dedica la propria vita alla politica, facendone una professione. Come se la politica fosse una malattia.


Alludi al Movimento 5 stelle ?
A me la base del movimento di Beppe Grillo è simpatica e trovo che sia nutrita da ideali che mi sento di condividere. Ma nel nome della rivoluzione e del tentativo di applicare una democrazia diretta trovo che si finisca per riprodurre quello stesso mostro che si voleva distruggere. La democrazia è una forma di governo strutturalmente incompiuta. Occorre prenderne atto, così come del fatto che nessuno è genitore di se stesso. Veniamo tutti da qualche parte, e per capirsi bisogna tradursi.

I libri di Massimo Recalcati

 

 

 

 
 
 
 
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