Intervista a Michael Gregorio

Michael Gregorio
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Michael Gregorio in realtà non è uno scrittore. Sono due: Michael G. Jacob e sua moglie Daniela De Gregorio, ex insegnanti rispettivamente di Inglese e Storia e Filosofia. Passati dalle cattedre di scuola agli scaffali delle librerie con una saga mozzafiato dedicata a un procuratore prussiano del XIX secolo scritta per il mercato anglosassone ma che ha avuto (e ha) un grande successo anche da noi. Amici - ricambiati - di Mangialibri da sempre, hanno colto l'occasione dell'uscita dell'ennesima avventura terrificante del loro eroe per fare una chiacchierata via mail con noi. Non perdetevela.

Come è nata l'idea di un Immanuel Kant criminologo ante litteram e perché avete scelto il procuratore Hanno Stiffeniis come vostro eroe e non direttamente il filosofo?
L’idea è nata un pomeriggio sorseggiando tè. Tutti e due stavamo scrivendo qualcosa, ognuno per proprio conto, senza che un editore si fosse mai interessato a noi. Daniela allora insegnava Filosofia e Immanuel Kant era un suo pallino. Era veramente il filosofo razionale che i libri ci raccontano? O nel suo pensiero e nella sua vita si potevano rintracciare ombre inquietanti? Ci siamo convinti che questa seconda ipotesi poteva essere fondata anche perché Kant è uno che veramente ha scritto di tutto. Poi ci siamo imbattuti in un articolo sulla rivista di medicina, The Lancet. Negli ultimi giorni della sua vita Kant soffriva di Alzheimer. Insomma la sua mente razionale era entrata nel mondo delle ombre. Così abbiamo cominciato ad immaginare quale potesse essere stato il comportamento dell’uomo più razionale della storia nel momento in cui si è reso conto che la ragione non è l’unica strada che l’uomo segue nelle sue azioni. Il risultato di quei tè e di quelle discussioni è stato il nostro primo romanzo a quattro mani, Critica della ragion criminale


Contrariamente a molti altri scrittori 'seriali', avete dato a ogni romanzo della saga di Hanno Stiffeniis uno stile abbastanza diverso dagli altri (Luminosa tenebra in particolare è molto più ricco di sequenze 'gore' e violenza). E' stata una scelta voluta o si tratta di una normale evoluzione del personaggio?
Il problema dei romanzi animati da un protagonista centrale – pensiamo a Sherlock Holmes – è che tendono a diventare ripetitivi. Cioè, il personaggio ha la sua ‘etica’ e il suo ‘metodo’ nel risolvere i casi che deve affrontare. Può diventare una formula prevedibile. Jack Reacher, il personaggio principale dei libri di Lee Child, non porta mai l’orologio, ma sa esattamente che ora è sempre, ovunque sia. Quando hai letto due o tre romanzi di questo autore non è più una sorpresa. Volevamo un investigatore che maturasse e che tirasse fuori qualcosa di sé in ogni indagine che affrontava. Sono venute fuori storie che, pur essendo sempre dei thriller, sono diversi fra di loro – thriller ‘filosofico’, massacro ‘etnico’ ne I giorni dell’espiazione, serial killer in Luminosa tenebra, e nel nostro quarto romanzo (appena pubblicato in Gran Bretagna e America) la caccia al ‘vampiro’. Hanno Stiffeniis indaga su delitti che sono sempre diversi fra loro. Ha una famiglia che cresce, una moglie sensibile. Lui è fieramente Prussiano, fedele alla storia sua personale, e a quella della sua nazione. Ma in un’epoca di forti conflitti, chi non cambia è perduto. Dal primo al quarto romanzo della sua saga finora compiuta, Hanno Stiffeniis deve vivere o morire, crescere o sparire.


Al centro del plot di Luminosa tenebra c'è il commercio dell'ambra: confesso che ignoravo che fosse stato così importante nell'economia europea del XIX secolo...
Lo ignoravamo anche noi. Poi, abbiamo trovato dei pezzetti d’ambra nei mercati d’antiquariato. La fascinazione per quel materiale è cominciata. Poi abbiamo letto un libro che trattava della sparizione della “Sala d’ambra” da un palazzo a San Pietroburgo durante la Seconda Guerra Mondiale. Era un regalo della Prussia a Pietro il Grande. Poi ancora, ci siamo imbattuti in un testo del ‘600 di J. P. Hartmann, Succini Prussici, che raccontava come veniva raccolta l’ambra sulla costa del Mar Baltico. A quel punto siamo andati avanti a raccogliere notizie. Così abbiamo scoperto che l’ambra per la Prussia è stata quello che sono stati i diamanti per il Sud Africa. Abbiamo cominciato ad immaginare dei delitti in quell’ambiente. Una donna, una raccoglitrice d’ambra, viene uccisa e mutilata su quella costa. Hanno Stiffeniis viene inviato ad investigare, ma dai Francesi. I guai cominciano. E quando un altro corpo viene trovato, il dramma scoppia. Napoleone aveva bisogno di soldi per finanziare le sue guerre, di qui il suo interesse per l’ambra. Che era anche una fonte di studio per la scienza. I nazionalisti tedeschi sentono tutto questo come un furto della loro storia e della loro anima. E la trama prende forma. 

 

Perché avete scelto proprio la Prussia dei primi anni dell'800 come teatro per le vostre storie? E in quale altro periodo storico vi piacerebbe ambientare dei romanzi?
Chiaramente, l’editoria ha giocato il suo ruolo. Critica della ragion criminale è stato tradotto in 24 lingue, perciò il mercato esisteva. Il nostro editore, Faber & Faber (St. Martins Press ha i diritti negli USA) ha comperato il primo romanzo e commissionato il secondo. Poi altri due sono seguiti. Si potrebbe dire senza ironia che la Prussia ha scelto noi! La Prussia, cioè la Germania del primo ‘800, è uno dei luoghi più interessanti per i contrasti e le contraddizioni. Un paese dove la rivoluzione industriale non è ancora arrivata e dove la tradizione della magia e dell’alchimia del ‘500 sono ancora molto forti. Dove l’Illuminismo aveva portato la sua ventata di novità, ma dove resistevano molto forti tradizioni irrazionali. Metti insieme tutti questi elementi e le storie zampillano. Comunque, lavorare in un contesto storico è affascinante e divertente. Lascia molto spazio alla fantasia, mentre impone regole per quanto riguarda l'ambientazione. In questo momento, prendendoci una pausa da Stiffeniis, stiamo lavorando su due fronti e su due storie diverse: una ha luogo nel primo dopoguerra, cioè negli anni fra il 1945 e il 1948, e l’altra riguarda un caso di cronaca eclatante degli ultimi 5 anni in Italia.

 

Critica della ragion criminale, I giorni dell'espiazione e Luminosa tenebra si svolgono in anni molto vicini tra loro, spesso invece nelle saghe letterarie le vicende dei vari romanzi sono più lontane nel tempo tra loro: perché questa scelta? Quanti romanzi vi piacerebbe scrivere su Stiffeniis? Avete già in mente la fine della saga?
L’occupazione francese della Prussia dura dal 1806 - quando la grande armata di Napoleone sconfigge l’esercito prussiano a Jena - fino al 1812, quando i francesi si ritirano sconfitti da Mosca. Pensavamo a coprire questo periodo nell’arco di 5 o 6 romanzi. Il gran finale, comunque, che segnala la vendetta dei Prussiani contro i Francesi, deve essere ancora scritto. Prima o poi lo faremo. Potremmo scrivere storie a non finire in quell'ambiente. In questo momento, però, ci piace guardare verso altri orizzonti. Dopo quattro romanzi in 5 anni ci vuole una pausa.

 

I vostri romanzi sono pubblicati in moltissimi paesi: che differenze ci sono nel mercato editoriale tra Italia e resto del mondo?
Siamo pubblicati in luoghi molto diversi culturalmente, come Brasile, Taiwan, China, Giappone, Russia, e i maggiori paesi europei. Abbiamo poco controllo su quello che succede ai nostri libri. Quello che possiamo fare è solo aspettare che le copie arrivino a casa e a quel punto dire se hanno scelto una bella copertina o no. Quelle dell’edizione giapponese, per esempio, sono graficamente bellissime e raffinate. Mentre quelle cinesi grondano, letteralmente, sangue. Nei paesi ‘nostri’ – l’Inghilterra, gli Stati Uniti e l’Italia – seguiamo un pò più da vicino i nostri libri. Rileggiamo le bozze e vediamo in anteprima le copertine, ad esempio. Viviamo in Italia, comunque, e siamo stati felici di essere entrati tra i bestseller proprio qui.

 

Quanto c'è di Daniela De Gregorio e quanto di Michael G. Jacob nei vostri romanzi? Qual è il vostro metodo di lavoro? E cosa ne pensate di chi sostiene che lavorare con il proprio coniuge è sempre un problema?
Di noi c’è tutto. Non vogliamo dire che ci rispecchiamo nella coppia Hanno-Helena, ma certo c’è molto di quello che sentiamo e pensiamo. Il fatto ad esempio che il delitto è più inquietante quando sai chi è l’assassino. Hanno Stiffeniis lo pensa e lo pensiamo anche noi. E da lì che comincia il mistero. Perché lo ha fatto? Qualcun altro può imitarlo? E quanto quello che succede cambia e tocca la vita delle persone collegate alla vittima o che indagano sul delitto? Poi ci sono i dettagli. Il nostro gatto Lionello, ad esempio. Compare in due libri. O l’amico medico Danilo Gioacchini, con sua moglie e le loro due gemelle. Se inserisci il nome di Danilo su Google, è segnalato come ‘medico e vicino di casa di Immanuel Kant’! Usiamo quello che ci serve. Cercavamo un nome per uno dei personaggi minori in Unholy Awakening, il romanzo ancora inedito in Italia. In Inglese suona come ‘Egg on Toast’, cioè era una battuta per ricordarci di trovargli un nome. Poi Egon Tost ci piaceva, e l’abbiamo lasciato così. Noi lavoriamo tranquillamente come due artigiani nella stessa piccola bottega. Dividiamo i problemi e li risolviamo insieme. Chi non riesce a lavorare con il proprio partner ha problemi di altro genere, supponiamo. Speriamo che riescano a lavorare meglio almeno con i loro editori!
 
Che rapporto avete con Spoleto, la meravigliosa città nella quale vivete?
Abitiamo a Spoleto da 25 anni. Daniela ci è nata qua, e io mi sono innamorato della città. Poi, la delusione è arrivata con la speculazione edilizia che ha fatto danni gravi in Umbria anche in seguito ai terremoti. E abbiamo cominciato a combattere per come potevamo gli scempi. Certo che è un lavoro che sfianca. C’è pochissima cura dell’ambiente e del paesaggio, purtroppo, un consumo incessante del territorio. Eppure anche la Costituzione Italiana obbliga a salvaguardarlo nel nome dei nostri figli. Possibile che gli uomini politici, le sovrintendenze dei beni comuni e gli speculatori edilizi non abbiano almeno un figlio?

I libri di Michael Gregorio

 

 

 

 
 
 
 
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