Intervista a Neri Marcorè

Neri Marcorè
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Ha appena finito di registrare l'ennesima puntata di "Per un pugno di libri", stavolta incentrata su "Don Chisciotte" di Cervantes, sul quale si sono date battaglia due classi di liceali, una di Padova e una di Napoli (per la cronaca, vittoria larga dei padovani). Più implacabili di un caccia imperiale alle costole del Millennium Falcon, lo inchiodiamo in un angolo e incuranti dei suoi sguardi disperati rivolti a chissà chi in un punto imprecisato dietro le nostre spalle, lo sottoponiamo ad un fuoco di fila di domande banali che stroncherebbe anche un marine precipitato dietro le linee nemiche.

Ti trovi bene nella tua nicchia? Perché "Per un pugno di libri" è un programma di nicchia, no?

I gusti della maggioranza sono rivolti altrove, d'accordo. Ma il popolo non è bue come si crede: trasmissioni come queste nell'ultimo anno sono cresciute, anche se non parliamo di grandi numeri (ma pur sempre di un onestissimo milione di telespettatori di media, eh). Comunque sia, sono fiero di far parte di questa minoranza. E poi "nicchia" ha sempre questa accezione di gente sull'altipiano, di snobismo. E non è così.

 

Fiero di essere il portabandiera dei libri in tv, quindi...

Ti svelo un retroscena: ogni anno, quando mi vedo col mio agente per programmare in linea di massima il lavoro dei successivi dodici mesi, condurre "Per un pugno di libri" è sempre e comunque la mia priorità numero uno. Ormai sono tanti anni che lo conduco, è una specie di matrimonio.

 

Come lettore che tipo sei?

Leggo moltissimo. Innanzitutto cerco sempre di leggermi il libro sul quale settimana dopo settimana sono incentrate le puntate del programma. Grazie a questo meccanismo sto rileggendo ma soprattutto leggendo grandi classici che non avevo mai preso in mano, pur essendo un forte lettore. Quindi ormai l'inverno è tutto impegnato da questi libri ogni sera prima di dormire, mentre d'estate leggo i miei libri, le novità che escono in libreria. In ogni caso, sul mio comodino non manca mai un libro.

 

I fatidici "ultimi tre libri che hai letto"?

Come prima delle madri di Simona Vinci, che mi ha davvero folgorato (e difatti ora leggerò tutti i suoi libri precedenti), poi la biografia di John McEnroe, e Don Chisciotte di Cervantes.

 

Non vedi l'ora di dirmi i tuoi scrittori preferiti, confessa!

Tutto Nick Hornby, Jorge Amado, Garcia Marquez. Poi Nagib Mahfuz, Paul Auster, Simona Vinci... non amo i grandi classici russi, invece.

 

Credi che "Per un pugno di libri" abbia un ruolo nella diffusione della lettura in Italia?

Non si gira una chiave se non c'è un motore già pronto. I nostri spettatori sono tutte persone già sensibilizzate all'argomento, non hanno bisogno di essere convinte a leggere. Comunque, spesso incontro per la strada gente che mi dice che ho fatto venir voglia di leggere questo o quel libro...

 

 

 
 
 
 
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