Intervista a Paolo La Peruta

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Napoletano di nascita, salentino di adozione, Paolo La Peruta coniuga lavoro e passione per la scrittura da sempre. Attorno al suo “Caffè Letterario”, fondato a Lecce nel 2000, girano personaggi più o meno esilaranti. Dalla loro frequentazione, c’è da giurarlo, sono nati i personaggi dei suoi libri. Lo chiediamo direttamente a lui.




Quanto il tuo Caffè Letterario è stato fonte d'ispirazione per la tua carriera di romanziere?
Beh, ho deciso di ambientare Senza pace e anche il mio precedente romanzo Per Giove proprio nel Caffè Letterario, perché lo considero una vera e propria miniera di spunti, episodi e soprattutto personaggi che, in alcuni casi, ho riportato addirittura con i loro nomi reali.

Sei passato dal giallo ad un romanzo più noir, come mai questa virata sul genere?
In realtà ho voluto soltanto evitare che venisse ammazzato un altro cliente del Caffè: non mi sembrava una grande pubblicità per il mio locale. Quindi ho immaginato una trama che virasse verso la “gangster story” salentina. A conferire un carattere un po’ più malinconico credo abbia influito anche il clima descritto nel romanzo. Infatti in Senza pace descrivo un Salento invernale, piovoso, grigio. In qualche modo questo ha dato una connotazione più cupa al romanzo.

Come sono evoluti Pace e Sicuro in questo secondo romanzo?
Pietro Sicuro è un po’ più maturo e meno farfallone rispetto a Per Giove. Lo vediamo addirittura soffrire per amore. L’ispettore Pace, poverino, in questa storia è in pessime condizioni di salute e ciò lo rende più umano, meno stronzo, diciamo. Poi ha anche bisogno dell’aiuto di Pietro quindi non può trattarlo male come fa di solito. Certo che il suo caratteraccio talvolta viene fuori lo stesso, nonostante la malattia e il debito di riconoscenza.

C’è sempre Lecce dietro ai tuoi racconti. Perché e che Salento vuoi raccontare, visto che non è la classica rappresentazione da depliant turistico?
Racconto il Salento che amo, quello meno noto, fuori stagione. Intendiamoci, anch’io adoro l’estate e il mare, ma ritengo che gli stessi luoghi, solitamente invasi dai turisti, nei mesi freddi si arricchiscano di un fascino letterario unico.

Cosa ne pensi di questa vitalità letteraria di una terra, la Puglia, da sempre terra di non lettori?
Credo che stiamo provando a riscattarci, ad imprimere una nuova marcia. Non è semplice e siamo ancora all’inizio, ma esiste un fermento che prova a ribellarsi e a ribaltare le pessime statistiche. Io ci credo.

Ci sarà ancora Sicuro nelle tue prossime storie?
Diciamo che, finché mi chiedono di continuare, io sono ben felice di portare avanti questa “serie”. Fortunatamente, in molti, dopo aver letto i primi due romanzi mi hanno scritto chiedendomi quando uscirà la prossima disavventura di Pietro Sicuro.

Hai già pronto qualcosa di nuovo?
Ho scritto un po’ di racconti che non mi dispiacerebbe mettere insieme in una raccolta, ma per ora è solo un’idea. Intanto sto scrivendo il terzo romanzo.


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