Intervista a Qiu Xiaolong

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Il Salone del Libro 2011 è l'occasione per fare una bella chiacchierata con Qiu Xiaolong, uno dei più originali giallisti del panorama mondiale e anche una delle voci più interessanti della nuova Cina, dalla quale purtroppo vive lontano da decenni. Dopo i fatti di Tienanmen infatti si è traferito negli Stati Uniti, dove insegna Letteratura cinese alla Washington University di Saint Louis.




La Cina dei tuoi romanzi - la Cina degli anni ’90, per intendersi - è un fascinoso mix tra la Città Proibita e un Wal-Mart, oppressa da burocrazia e politicanti. La Cina di oggi è ulteriormente cambiata?
La Cina continua a cambiare e cambiare, ma le contraddizioni e i conflitti rimangono gli stessi. Andiamo avanti, ma sempre seguendo i binari che hai descritto tu.

In cosa il tuo Chen Cao è diverso dalle altre migliaia di detective della Letteratura?
Forse nella sua passione per la Poesia, per il sogno di cosa e chi sarebbe potuto essere. Ma soprattutto per il suo fare l’impossibile lavorando nel sistema, per il sistema eppure allo stesso tempo contro il sistema.

Perché hai scelto di donare la passione per la Gastronomia a Chen Cao? Ami cucinare anche tu?
Sì, adoro cucinare. E mi manca da morire il vero cibo cinese, dato che vivo Saint Louis. Scrivere di cucina cinese forse mi fornisce una sorta di compensazione, per così dire. E Chen meritava qualcosa di buono nella sua vita, no?

I tuoi libri sono stati sottoposti a una stranissima forma di censura in Cina: puoi raccontarla ai nostri lettori?
Hanno tradotto i miei romanzi in cinese (li pubblico in lingua inglese) ma hanno tolto qualsiasi riferimento a Shanghai, cambiando l’ambientazione delle storie e inventando una città immaginaria chiamata H City. Da una parte è stato meglio di niente, dall’altra è stata un’esperienza grottesca.

Il tuo libro Il vicolo della polvere rossa è abbastanza diverso dalla tua produzione precedente, soprattutto dalla serie noir: in cosa esattamente?
Parla di gente ordinaria in un vero condominio di Shanghai. La storia copre un periodo che va dal 1949 a oggi. I romanzi con protagonista Chen Cao, oltre ad avere atmosfere e trame diverse, si focalizzano più sulla contemporaneità.

Ho letto da qualche parte che tu avresti sviluppato l’amore per la lettura e la scrittura in seguito a una grave malattia da bambino: è andata davvero così?
Solo in parte. La cosa ha influito, ma c’è stato anche dell’altro.

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