Intervista a Rick Moody

Rick Moody
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Rick Moody é tra gli scrittori americani contemporanei che hanno osato sconvolgere il perbenismo raccontando la stagnante vita di provincia e i segreti che nasconde. Incontro l'autore di Tempesta di Ghiaccio (nel 1997 portato al cinema da Ang Lee con due strepitosi Kevin Kline e Sigourney Weaver) e Rosso Americano, per l'uscita di Tre Vite, l'ultima sua indagine - in forma di tre racconti lunghi - di quel mondo che abbiamo imparato a conoscere attraverso le sue opere. L'allegro uomo in cappello di paglia di fronte a me si dimostra essere anche un piacevole e loquace interlocutore.

 

 

La società che descrivi nei tuoi libri é decisamente fredda, claustrofobica, ballardiana… potresti cortesemente rassicurarmi dicendo che è solo finzione?

Ehm, no. Voglio dire, penso che Tre vite sia nato per cercare di descrivere l'atteggiamento politico degli ultimi otto anni negli Stati Uniti, e c'è stata molta oscurità all'epoca. Per raccontare come tutti sembrano stare bene e vivere tranquillamente ma in realtà sia molto peggio di così, attualmente.

 

Se prendiamo l'11 Settembre come linea di demarcazione, credi che gli Stati Uniti siano riusciti ad andare avanti, tentando di creare qualcosa di positivo per il futuro, o siano invece tornati ad un passato più oscuro? Hanno cioè fatto un passo avanti o dietro?

In parte credo che l'era Bush abbia riportato l'America agli anni '50. Per tentare di gestire l'orrore dell'11 settembre – obiettivamente un momento terrificante – il governo ha quasi riabilitato gli anni della guerra fredda e la conseguente sensazione di paranoia, amplificando di fatto la concezione che si ha del nemico, che sembra essere ovunque. Non si riesce a prendersela con un solo Stato. E' come una specie di grande ombra, un antagonista ignoto che bisogna localizzare o definire. Se avessimo avuto un altro presidente o partito, saremmo riusciti a superarlo e a provare di dare vita a qualcosa di più positivo ma, vista la persona che era al potere in quel preciso momento, si è deciso di affidarsi alla Sicurezza nazionale… in pratica, bombardare prima e poi preoccuparsi delle conseguenze. A ben vedere, la stessa cosa sta succedendo adesso con l'Iran, ma forse se alla fine dell'anno avremo un presidente democratico sarà tutto diverso. La mia preoccupazione è che potrebbe non succedere.

 

Ho scoperto su internet che hai fatto un seminario di scrittura con Angela Carter che ti ha consigliato di leggere Il pasto nudo di Burroughs, i libri di Bruno Shulz. Credi di dovere qualcosa a questi scrittori?

Il pasto nudo è un libro talmente importante che è difficile evitarlo. Se sei uno scrittore americano e vuoi evitare Il pasto nudo, beh, devi proprio mettercela tutta per riuscirci. Non credo ci sia uno scrittore che mi ha influenzato di più di Burroughs in particolar modo per "Albertine". Non avevo mai letto niente di simile all'epoca. Credo che l'ultimo romanzo letto prima di allora fosse Il mondo secondo Garp di John Irving. Degli scrittori nordeuropei ammiro molto quell'atmosfera tipica di melanconia poco sentimentale, alla Kafka per intenderci. Angela ci ha suggerito di leggere Schultz anche perché era simile a quello che stava facendo all'epoca.

 

Nella prima storia di Tre vite (L'Armata Omega) il paranoico pensionato sembra riuscire ad instaurare l'unica relazione umana con il figlio ritardato. Sono i sentimenti quelli che possono salvare e riscattare un'esistenza del genere?

Senza dubbio. Mi piaceva molto la relazione tra il padre e figlio in quella storia. Non bisogna però dimenticare che l'immaginazione stessa aiuta quel personaggio a sopravvivere. La sua è una capacità immaginativa molto pirotecnica. E' una specie di pazzo intereprete del mondo che cerca in ogni modo di rimettere insieme i pezzi. Credo che questo tipo di immaginazione sia molto toccante. Non voglio essere accondiscendente… semplicemente credo che il modo in cui immaginazione e linguaggio si fondano in questa storia sia significativo.

Ho letto che ci sono alcuni argomenti di cui non scriverai mai: soldi, psicoterapia...

Ho infranto la mia stessa regola. In realtà, ho scritto di psicoterapia. Ho pubblicato un lavoro su una delle riviste più ortodosse della Società Newyorcheese di Psicoterapia: la Contemporary Psichoanalysis. Mi rimane, quindi, solo il denaro... 

 

I libri di Rick Moody

 

 

 
 
 
 
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