Intervista a Rita El-Khayat

Rita El-Khayat
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Plurinominata a livello mondiale come candidata al Premio Nobel per la Pace 2008 per il suo forte impegno per i diritti umani universali e la cultura della pace, la psichiatra marocchina Rita El-Khayat nel 1999 è stata la prima donna nella storia del Marocco e di tutto il mondo arabo a scrivere a un sovrano, e lo ha fatto per chiedere più diritti e meno discriminazioni contro le donne.

 
Da cosa nasce questo 'messaggio in bottiglia' lanciato dal mondo islamico verso l'Europa, verso il mondo occidentale?
E' drammatico come l'Islam cerchi disperatamente di comunicare con l'Occidente. Io ho cercato attraverso la mia testimonianza di spiegare cos'è questo mondo assolutamente non conosciuto dal grande pubblico. La chiave di volta per capire questo sistema culturale è il concetto di schiavitù. Si stima che nella storia ci siano stati circa 40 milioni di schiavi: 20 milioni lungo le rotte dell'Oceano Atlantico, 17 milioni nei Paesi musulmani e 3 in Europa. Da questi dati possiamo vedere facilmente che la schiavitù ha radici molto profonde nel colonialismo. La forma di schiavitù applicata dal colonialismo è semplice: assoggettare i popoli più deboli, esattamente così succede anche oggi con uno schiavismo dell'Islam potente esercitato sui Paesi islamici più deboli. Per fare un esempio, l'arabo classico è una lingua straniera per la maggior parte dei Paesi dell'Islam, è stata imposta con la forza all'inizio del XX secolo. Gli studenti talebani furono letteralmente creati negli anni '70 dagli Usa per combattere prima l'influenza e in seguito l'invasione sovietica in Afghanistan. E così le persone sono schiacciate da un sistema medievale che regge il mondo in un equilibrio di terrore.
 
Una delle forme di controllo – se non vogliamo dire schiavitù – delle popolazioni del Terzo mondo è l'accesso alle cure mediche e ai farmaci. Qual è la tua esperienza di psichiatra africana?
Ce l'ho a morte con Big Pharma, sono così potenti che per una persona non dell'ambiente è incredibile sapere che potere abbiano. Esistono farmaci nuovi sul mercato che per noi medici dei Paesi poveri sono del tutto impossibili da prescrivere. L'esempio più conosciuto è quello dei farmaci antiretrovirali per la cura dell'AIDS, ma come psichiatra poso raccontarvi la mia esperienza diretta: in Marocco ai pazienti che soffrono di schizofrenia diamo un farmaco che costa 1 euro a dose; ce n'è uno molto più efficace, ma costa 300 euro a dose... quindi non lo prescriviamo. Questo taglia via i Paesi in via di sviluppo da una assistenza sanitaria seria. E' una lotta quotidiana solo per esistere, uno scandalo immenso, e mi chiedo perché l'opinione pubblica in Europa non si mobiliti.

 
Anche qui in Occidente c'è voglia di capire, di conoscere il mondo musulmano. Pensi che questo libro possa aiutarci?
Io abito in Marocco, che è a 30 km dall'Europa. Ma i marocchini sono 30 milioni di persone su circa 1,5 miliardi di musulmani, da Rabat alle Filippine. Una massa enorme di persone, linguaggi, governi, tradizioni, problemi, etnie che è assolutamente impossibile raggruppare in un unico 'mondo musulmano'. Il concetto di Islam che ha l'uomo medio occidentale è frutto soltanto di tre cose: colonialismo, questione israelo-palestinese, terrore che gli estremisti esercitano sulla gente musulmana e naturalmente sulla gente occidentale. Ah, se il mio libro riuscisse ad aprire la mente, informare, far capire...
 
Uno dei temi più sentiti dall'opinione pubblica europea è la condizione femminile nel mondo islamico: cosa succede sotto al velo?
Io che vivo a Casablanca mi chiedo perché gli occidentali siano così affascinati dalle donne velate. Anche in questo caso, la realtà è molto più complessa di come viene presentata. Ci sono donne per esempio che migrano in Europa da sole, restano qui e vengono velate dai loro uomini qui in Occidente. Oggi quegli uomini vogliono le donne sottomesse, proprio qui, nella terra dei diritti umani. Pochi sanno che all'inizio del XX secolo nei Paesi arabi c'è stata una grande battaglia per abolire il velo. Il re dell'Afghanistan ha fatto svelare sua moglie e le mogli dei suoi ministri, e il risultato è stato che l'hanno deposto. Dobbiamo occuparci di questi problemi non nel modo proposto con violenza dai mass-media occidentali, né tanto meno nel modo dei media arabi, che si guardano bene dal mostrare la realtà com'è.
 
A proposito di re, che situazione vive il Marocco oggi?
L'attuale re del Marocco guida un Paese che ha ben sette donne nel Governo, ma paradossalmente le leggi per le donne e le famiglie sono state poche, e tutte dopo il Terrore del 2003. L'atto più importante del monarca è stato far svelare la moglie, che è tra l'altro un ingegnere. Ora numerosi giornali criticano anche aspramente il re, segno di una certa libertà che ha segnato una cesura netta con il regime dittatoriale del passato.
 
Come si esce da questo cosiddetto scontro di civiltà, o di inciviltà, come dice qualcuno?
Per ora non c'è una risposta. Il concetto di Crociata è ancora più che mai attuale e praticato: nella maggior parte dei Paesi occidentali e di quelli musulmani viene propinata un'istruzione che spinge all'intolleranza verso l'altro. La realtà è che su questa piccola Terra dobbiamo convivere, e il modo più semplice è dare la migliore educazione possibile al maggior numero di persone possibili in tutti i Paesi del mondo

 

 

 

 
 
 
 
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