Intervista a Romana Petri

Romana Petri
Articolo di: 

Scrittrice, traduttrice, insegnante di scuola superiore, proprietaria di una casa editrice. Non si può dire che questa donna esile ed elegante ami la banalità e il quieto vivere. E anche come narratrice ti travolge con una scrittura al contempo romantica e triste come il Portogallo che ama tanto - non a caso vive tra Roma e Lisbona. L'abbiamo incontrata per voi: fossero tutte così le fatiche, lavoreremmo 24 ore su 24 7 giorni su 7.
Il percorso di vita dei personaggi che generazione dopo generazione attraversano il tuo romanzo Ovunque io sia è anche il percorso storico del Portogallo oppure si tratta di storie che avrebbero potuto appartenere a qualsiasi luogo e a qualsiasi tempo?
Non credo che avrei potuto ambientare questo libro in un altro paese. Questa è, in parte, una storia vera, accaduta nei tempi descritti dal libro e proprio a Lisbona. ho sempre pensato che ogni scrittore, quando ambienta una storia, anche se non esplicita iil luogo in cui si svolge, ne ha sempre uno in mente, solo quello.
 
Amore e dolore sembrano inesorabilmente intrecciati in queste tue storie di coppia e di maternità: perché questa scelta?
Amore e dolore fanno parte di qualsiasi sentimento. La maternità, poi, se ne nutre in modo particolare. Nel passato, soprattutto in un paese "doloroso" come il Portogallo, oppresso da una dittatura che sembrava senza fine, il dolore era un sentimento molto acceso. Non c'erano i mezzi, per i poveri, di vivere una maternità piena e felice. Una storia così, voglio dire, così tragica, oggi sarebbe vissuta comunque con altri mezzi. Nessun europeo  oggi sarebbe mai costretto a dare in affidamento un figlio perchè incapace di mantenerlo.
 
Puoi raccontare ai lettori di Mangialibri il senso sel titolo Ovunque io sia, molto suggestivo?
Come viene detto esplicitamente nel romanzo, ovunque io sia, è la frase che ogni madre vorrebbe poter dire ai suoi figli prima di morire. L'amore materno non si spegne nemmeno con la morte, la madre vorrebbe poter continuare a essere sempre presente nella vita dei figli, dunque è una speranza, un desiderio, che provano tanto le persone di fede quanto gli atei. L'amore di una madre è l'unico a essere per sempre.
 
Quanto conta Lisbona nelle storie di Ofelia, Margarida e Maria do Ceu? E' azzardato dire che la città portoghese è una co-protagonista più che una semplice ambientazione?
Certo,  Lisbona è senz'altro una protagonista importante di questa storia. Ma è anche un mio personale omaggio a questa città che amo profondamente, una città che mi ha accolta subito non facendomi mai sentire una straniera. Qui ho una casa dove cerco di vivere la maggior parte del tempo, dove mi sento veramente " a casa".
 
Tu che la guardi da un osservatorio privilegiato, a che punto è la letteratura portoghese di oggi?
La letteratura portoghese è molto viva e interessante. Non ha caso la mia casa editrice ne pubblica molta. Sto cercando, anche se con molta fatica, di far sì che gli italiani la conoscano meglio. Amando questo paese era il minimo che potessi fare.
 
Com'è vivere il duplice ruolo di scrittrice ed editrice? Riesci a conciliare i due punti di vista? E come dovrebbero dialogare secondo te queste due figure professionali per rendere al meglio?
Fare lo scrittore e l'editore insieme è molto utile. Per esempio, ridimensiona molto l'ego dello scrittore (generalmente un ego enorme), gli fa capire che l'editore non è un nemico, come sempre più scrittori credono, e che i libri sono oggetti rettangolari ma con un'anima rotonda, proprio come quella del pallone. Non si può mai prevedere dove vadano a finire, ma qualunque fine facciano non è mai solo merito o demerito del povero editore. Ogni libro ha il suo destino. La storia è piena anche di libri meravigliosi e sfortunati come di libri mediocri e fortunatissimi. Fare questi due mestieri insieme aiuta a capire che ogni libro ha il suo destino e che si può intervenire solo fino a un certo punto.
 
Quali sono gli scrittori ai quali guardi con più interesse, che magari consideri in un certo senso dei modelli?
Gli scrittori amati sono molti, troppi. Da Ariosto a Cervantes, da Canetti a Joyce, da Guimaraes Rosa alla Lispector, da Saramago a Marquez, da Silvina Ocampo a Elsa Morante etc. etc. etc.
 
I libri di Romana Petri

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER